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02 Aprile 2010
RODOLFO AMODEO INCONTRA VITTORIO SGARBI
Il popolarissimo intellettuale-politico, attuale sindaco del Comune siciliano di Salemi, era di passaggio da Giarre per andare a trovare l’amico "illustre" Franco Battiato nella sua villa di Milo
La sera del Venerdì Santo 2010 (2 aprile) Rodolfo Amodeo si è casualmente imbattuto a Giarre nel noto e poliedrico personaggio, attuale sindaco del Comune siciliano di Salemi (in provincia di Trapani).
Erano all’incirca le ore 20,30 ed il giornalista era da poco uscito dalla redazione del settimanale “Il Gazzettino”; prima di rientrare a Francavilla di Sicilia, si recava nel quartiere Trepunti (nei pressi dello svincolo autostradale) per fare gli auguri di Pasqua a dei conoscenti. Al suo arrivo, questi ultimi si trovavano in strada per assistere al passaggio di una processione del Cristo morto e della Madre Addolorata con “in coda” una… sorpresa: un’automobile sul cui sedile posteriore era seduto Vittorio Sgarbi il quale, in quel tratto, ordinava all’autista di fermare la marcia anziché procedere a rilento dietro il corteo. Il popolare critico d’arte prestato alla politica e divenuto celebre per le sue “litigate” televisive, scendeva, quindi, dall’autovettura per immergersi anche lui nella suggestiva atmosfera di quel rito pasquale, tipico dei piccoli centri di provincia siciliani ed, in particolare, etnei.
Rodolfo Amodeo lo ha avvicinato e, non essendoci il tempo per un’intervista, si è limitato a chiedergli il motivo della sua presenza da quelle parti. «Sto andando dal mio amico Franco Battiato – gli ha risposto Sgarbi con estrema cordialità – che abita a Milo, un paesino che si trova da queste parti». Ricordiamo che la sorella Elisabetta Sgarbi, regista e scrittrice, collabora da tempo professionalmente col grande cantautore e musicista siciliano il quale, negli ultimi anni, si è dato anche al cinema.
La processione, nel frattempo, si allontanava “liberando” l’imbocco della strada per Milo; giusto il tempo per qualche foto con i giarresi, dopodiché il brillante politico-intellettuale risaliva in auto per andare a trascorrere quella particolare serata dal “santone” del pop italiano. Mica male un Venerdì Santo assieme al “misticissimo” Battiato!...
E’, comunque, probabile che Vittorio Sgarbi sia andato a proporgli l’acquisto di una casa della “sua” Salemi al prezzo di un euro; da sindaco, infatti, ha pensato di incentivare la ristrutturazione dei tanti edifici pericolanti ed abbandonati del Comune (colpito anch’esso nel 1968 dal tremendo terremoto del Belice) cedendoli in proprietà, ad un irrisorio prezzo simbolico, a gente “danarosa” che s’impegna a restaurarli ed a renderli agibili entro pochi mesi. Tanto per rimanere all’ambito artistico di Franco Battiato, all’appello hanno già concretamente risposto alcuni suoi colleghi illustri quali Lucio Dalla e Gianna Nannini.
C’è da dire che, anche tramite iniziative eclatanti come quella appena accennata, il critico d’arte ferrarese sta facendo di tutto, nella sua veste di primo cittadino, per imporre Salemi all’attenzione dei mass media in maniera tale da innescare virtuosi meccanismi di richiamo turistico e sviluppo economico. Ad affiancarlo in Giunta nel ruolo di assessori ha chiamato, ad esempio, eminenti personalità di rilievo nazionale (come il maestro della fotografia Oliviero Toscani ed il giornalista-conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone), anche a costo di provocare dei “mal di pancia” ai soliti politicanti di paese legati alle poltrone ed alle vecchie logiche spartitorie che non portano a nulla di nuovo né di positivo.
«Quel che dice Vittorio Sgarbi – ha sempre sostenuto Rodolfo Amodeo – può anche non essere condiviso. Ma è certamente un personaggio da apprezzare perché ha il coraggio delle proprie opinioni e pubblicamente le manifesta, a volte in maniera forse un po` "irruenta", ma senza reticenza alcuna».
E questo “coraggio” nonché le prestigiose amicizie che Sgarbi annovera possono indubbiamente dare molto ad un piccolo e, sino ad oggi, anonimo paesino siciliano; sicuramente molto di più dei soliti politici locali privi di idee e dei contatti “giusti”.
Forse è proprio ora di finirla con questi amministratori comunali che devono per forza essere cittadini del posto!
L`ideale sarebbe avere dei Consigli Comunali composti da persone "indigene" che esprimono i problemi, le esigenze e le proposte della loro comunità; ma a dare delle risposte (ossia a fare i sindaci e gli assessori) dovrebbero essere dei manager (ossia persone di comprovate esperienza e competenza) che potrebbero anche provenire (come, per l`appunto, l`emiliano Sgarbi nella siciliana Salemi) da altre parti d`Italia e che, non possedendo una mentalità "paesana", sono in grado di allargare i ristretti orizzonti (condizionati da invidie, antipatie, personalismi e "comparati" vari...) di un piccolo centro di provincia.
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