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10 Settembre 2010
RODOLFO AMODEO MODERATORE A GAGGI DEL CONVEGNO DI “SERE DI FINE ESTATE”
La cooperativa “Isvil” ha chiamato il giornalista a condurre la tavola rotonda sulle problematiche dell’alcolismo, inserita nella kermesse finanziata dall’Assessorato al Turismo della Regione Sicilia. Il servizio del settimanale “Il Gazzettino”
Divertirsi, ma anche ritagliare un po’ di spazio per i momenti di riflessione: a questa “filosofia” la cooperativa “Isvil” di Gaggi ha improntato la kermesse “Sere di fine estate”, una “due giorni” patrocinata dall’Assessorato Regionale al Turismo e svoltasi nel Comune alle porte della Valle dell’Alcantara nello scorso finesettimana. Il momento “clou” di sabato, ossia l’esposizione e la degustazione gratuita in Piazza Vittorio Emanuele di prodotti tipici agroalimentari locali (con l’intrattenimento musicale del gruppo del M° Rosario Todaro e l’intervento a sorpresa delle bellezze vincitrici della recente edizione del concorso nazionale “Miss & Mister Belli d’Italia”) è stato preceduto, la sera del venerdì, da un’interessante tavola rotonda sul tema “La cultura del bere per il rispetto della vita”.
Come ha tenuto a sottolineare Leonardo Le Mura, presidente della cooperativa “Isvil”, ad inizio lavori, «abbiamo voluto puntare su questo argomento proprio perché laddove ci si diverte e si fa festa il rischio di eccedere nel consumo di alcol è sempre in agguato, specie presso le giovani generazioni».
L’incontro, svoltosi nella sala-conferenze della “Isvil” in Via Umberto, è stato moderato dal giornalista professionista Rodolfo Amodeo il quale ha introdotto i vari interventi e formulato domande ai qualificati relatori, ossia Rosario Busà, responsabile del Sert (Servizio Tossicodipendenze) dell’Ospedale di Taormina, Domenica Nucifora, responsabile del Centro Salute Mentale dell’Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) e Santi Gentile, presidente della Pro Loco di Gaggi.
«Oggi i Sert – ha esordito Busà – non si occupano solo di pazienti consumatori di droga in senso stretto, ma di tutti coloro che abusano di sostanze psicoattive che generano dipendenza dalle stesse tra cui, per l’appunto, l’alcol. E l’alcolismo è una piaga sociale dagli effetti devastanti, ma nell’opinione corrente chi si ubriaca viene “tollerato” ed, a volte, ispira pure… simpatia, mentre ci si “scandalizza” e ci si preoccupa solo di chi si droga. Dovrebbe, invece, destare allarme vedere ogni sera “branchi” di giovani nelle adiacenze dei locali con perennemente in mano bottiglie di birra (consumate una dopo l’altra) che poi, l’indomani, ritroviamo gettate a cumuli ed a “tappeti” per le vie. Pertanto, a parte il deterrente dei controlli con l’etilometro introdotti dal Codice della Strada, la società odierna non fa nulla per dissuadere dal bere: anche un bambino può andare in un supermercato ed acquistare una bottiglia di whisky o un qualsiasi altro superalcolico; per non parlare di tutte quelle bevande “invitanti” in confezioni colorate (sembrerebbero… succhi di frutta) “pompate” dalla pubblicità e che, in realtà, sono alcoliche; e poi la pericolosissima moda del cosiddetto “binge drinking”, ossia una sorta di “gara” ad ubriacarsi trangugiando alcolici uno di seguito all’altro rapidamente e senza sorseggiare. Sta di fatto che l’alcol provoca quasi il quaranta per cento degli incidenti stradali ed assorbe una grossa fetta della spesa sanitaria nazionale anche per le patologie che, a lungo andare, fa insorgere nell’organismo, a cominciare dalle malattie del fegato».
Il dottor Busà ha, quindi, spiegato i motivi per cui è rischioso mettersi alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza: a parte la diminuzione della prontezza dei riflessi, che fa aumentare il tempo di frenata in caso di eventuali ostacoli, si verifica anche un restringimento dello spazio visivo che impedisce di avere l’esatto controllo delle parti laterali della carreggiata (per l’assuntore di cocaina, invece, il problema si pone per la parte centrale in quanto lo stato di alterazione psichica gli fa perdere il senso della profondità e, quindi, della distanza).
«Ma è anche vero – ha concluso il responsabile del Sert taorminese – che gli effetti dell’alcol variano a seconda del tipo di organismo: un soggetto robusto lo “tiene” meglio rispetto ad uno magro, così come l’uomo rispetto alla donna la quale, per una questione enzimatica, ha una più ridotta capacità di metabolizzarlo».
La dottoressa Nucifora si è, invece, prevalentemente soffermata sui fattori che inducono i giovani al consumo di alcolici. «L’iniziazione al bere – ha spiegato la responsabile del Centro Salute Mentale dell’Asp – avviene spesso ed involontariamente in ambito familiare con il “classico” e “salutare” bicchiere di vino a pasto. Ma, col passare del tempo, il controllo dei genitori viene esercitato sempre meno e, pensando che l’alcol sia qualcosa di “non proibito”, ma che nello stesso tempo dà euforia e senso di benessere (ossia, in una parola sola, “piacere”), tanti adolescenti cominciano a farne un uso smodato, vuoi per sentirsi “più adulti”, vuoi per quella tendenza alla trasgressione che caratterizza la loro età e vuoi per trovare un aiuto “artificiale” nell’essere meno timidi e più spavaldi nell’affrontare le prime difficoltà della vita. Il problema è, dunque, di tipo culturale: a differenza delle droghe, gli alcolici godono di un totale consenso sociale in quanto sostanze legali e, pertanto, il loro consumo viene considerato “normale”, con tutti i pericoli, a sé ed agli altri, che ne derivano».
E’, infine, intervenuto Santi Gentile, presidente della Pro Loco gaggese nonché membro del Consiglio Direttivo dell’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco Italiane) di Messina. Stimolato da un’apposita domanda del moderatore Amodeo, Gentile ha evidenziato come non ci sia alcuna contraddizione tra la “corsa” al turismo enogastronomico (particolarmente sostenuto dalle Pro Loco) e l’allarme sociale per l’abuso di alcol. «I vini ed i liquori serviti negli agriturismi e nei pubblici eventi (sagre, mostre-mercato, ecc.) mirati a valorizzare i prodotti tipici locali – ha spiegato Gentile – sono alcolici di qualità privi di alterazioni nocive per la salute. E chi si reca a degustarli è normalmente un buongustaio alla ricerca della qualità e non certo della quantità (sia di bicchieri che di gradazione) ricercata, invece, da tanti giovani per provocarsi il cosiddetto “sballo”. Bere, dunque, non è una devianza sin quando lo si fa con intelligenza e moderazione; e ben vengano le iniziative come quella odierna che si sforzano di affermare e divulgare questi principi».
Hanno fatto seguito numerose domande del pubblico, cui i relatori hanno risposto in maniera esaustiva chiarendo, tra l’altro, di essere assolutamente contrari al “proibizionismo” («un rimedio – ha osservato in particolare Busà – che finirebbe col dare il risultato contrario») ritenendo, invece, più proficua un’inversione di rotta “culturale” in grado di far capire ai giovani, attraverso l’educazione familiare, l’istruzione scolastica e, soprattutto, i messaggi dei mass media, che bere in maniera eccessiva equivale a drogarsi e non aiuta certo a vivere meglio, anzi… tutt’altro.
In una nota diramata al termine della “due giorni”, il presidente della cooperativa “Isvil”, Leonardo Le Mura, si è dichiarato soddisfatto della riuscita di “Sere di fine estate”. «L’evento – ha sottolineato Le Mura – ha pienamente raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissi, ossia coinvolgere e far incontrare le diverse generazioni, valorizzare e promuovere i prodotti tipici locali, ma anche creare occasioni di riflessione e confronto. Per tutto ciò desidero ringraziare, oltre allo staff della cooperativa “Isvil”, l’assessore regionale Nino Strano (che ha finanziato la manifestazione), il deputato all’Ars Pippo Currenti (per aver creduto in questo progetto), i relatori della tavola rotonda, il giornalista moderatore Rodolfo Amodeo e tutti i suoi colleghi che hanno dato risalto sulla stampa all’iniziativa, il musicista Rosario Todaro, l’Amministrazione Comunale di Gaggi che ci ha concesso l’uso di Piazza Vittorio Emanuele, le Forze dell’Ordine e l’agente di spettacoli Gianni Vinciguerra, il quale ha impreziosito la serata della degustazione con il fascino di Federica Leocata (Miss Bella d’Italia), Alessandra Martines (Miss Cinema), Fabio Di Re (Mister Cinema) ed Alberto Di Salvo (Mister Moda), tutti trionfatori nazionali alla recente edizione del prestigioso concorso di bellezza “Miss & Mister Belli d’Italia”. A Gaggi, dunque, l’estate 2010 si è conclusa in… bellezza, sotto tutti i punti di vista».
EMANUELE GALEANO, Il Gazzettino 18.09.2010
GAZZETTA DEL SUD - 13.09.2010 in Pdf
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