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02 Dicembre 2010

BUON NATALE DA RODOLFO AMODEO

«L’anno che sta arrivando tra un anno passerà; io mi sto preparando: è questa la novità…» (da “L’anno che verrà” di Lucio Dalla)

     Stavolta vi ho… fregato! Sto, infatti, inviando i miei auguri natalizi ai primi del mese di dicembre anziché, come si faceva una volta, a partire da giorno 16, data d’inizio della tradizionale “Novena di Natale”. Spero, dunque, di “precedere” tanti di voi che, nei Natali scorsi, avete fatto “a gara” per inviarmi per primi questo tipo d’auguri.

     Certo: nel ricreare il “clima natalizio” non posso “stare al passo” con il salumiere di un paesino, da cui spesso transito, il quale ha addobbato di luminarie il suo esercizio commerciale già all’indomani della ricorrenza di Ognissanti (ossia i primi di novembre)… 

     Così, essendo anch’io potenzialmente destinatario delle telefonate di auguri per Natale e Capodanno, mi preparo a rispondere agli “interrogatori di quarto grado” del tipo: «Cosa fai?... Dove lavori?... Come te la passi?... Quanto guadagni?... Se fai il giornalista in Sicilia sicuramente sarai benestante di famiglia o avrai altre fonti di reddito… Perché non ti trasferisci al Nord?... Ti sei sposato?... Con che donna stai per ora?... Speriamo che il nuovo anno ti porti qualcosa di buono…», ecc.

     E’ questa la patetica ed “affliggente” sfilza di locuzioni e domande che “dobbiamo”, nostro malgrado, sorbirci nell’approssimarsi di queste festività ricevendo la “montagna” di telefonate e “messaggini” di auguri che ci vengono formulati in tale circostanza.

     In occasione del Natale, infatti, veniamo “raggiunti” da persone che, durante l’anno, non ci frequentano e nemmeno ci telefonano per sapere come stiamo o se abbiamo bisogno di qualcosa (o, per quanto mi riguarda, per complimentarsi per un servizio giornalistico interessante che ho pubblicato o per i contenuti di questo website). Ma tant’è…: la solenne ricorrenza della Natività di Cristo si è ridotta al “festival” dell’ipocrisia, del buonismo e del perbenismo.

     Credetemi: tra il 24 dicembre ed il 6 gennaio di ogni anno vorrei tanto “staccare la spina” ed “estraniarmi dal mondo” una decina di giorni dopo dodici mesi di lavoro (sfaticante e non sempre appagante…), ma anch’io ho l’“obbligo” di fare e ricevere telefonate ed “sms”, e provo un profondo “senso di colpa” se sono stato “anticipato” dall’amico nel formulare gli auguri...

     Solitamente alla vigilia di Natale, dopo aver “brindato” con le persone a me care, vado a letto subito dopo la mezzanotte e spengo, come ogni sera, il telefonino. Ebbene: quando all’indomani (25 dicembre), verso le dieci del mattino, lo riaccendo, vengo letteralmente “bombardato” da centinaia di “sms”, inviatimi durante la notte, cui devo dedicare l’intera giornata per rispondere scrivendo noiosamente «Buon Natale anche a te e famiglia», «Ricambio di vero cuore», «Auguri pure a te», ecc. 

     Beninteso: le telefonate ed i messaggi d’auguri mi fanno immensamente piacere, ma solo da parte di persone con le quali ci frequentiamo abitualmente, con le quali intrattengo rapporti di lavoro o che mi stimano realmente; ma quello che, schiacciando un semplice tasto del suo telefonino, invia il generico messaggio d’auguri a tutti i numeri di cellulare che ha memorizzati in rubrica (tra cui quelli di persone che ha incontrato una sola volta ed occasionalmente nella sua vita), non può certo pretendere che tutti noi gli si risponda!...

     Sulla base di tali presupposti, sappiate che non mi offendo affatto se non mi formulate gli auguri di Natale (preferisco che vi facciate vivi in un qualsiasi giorno dell’anno per chiedermi come sto e se ho bisogno di qualcosa…): sono, infatti, uno di quelli per cui il tempo è un “flusso continuo” e, come tale, non crede che il passaggio da un 25 dicembre 2010 ad un 1 gennaio 2011 possa cambiare la vita di un qualsiasi singolo individuo né tantomeno i destini dell’umanità (che ultimamente, anzi, malgrado gli… auguri di Natale, abbiamo visto peggiorare anno dopo anno).

     Per farla breve, per il sottoscritto - che non è titolare di negozi di articoli da regalo, ristoranti, agriturismi o fabbriche di panettoni… - il Natale ed il Capodanno sono giorni come tutti gli altri.

     In realtà, per i cristiani ed i cattolici la solennità del Natale dovrebbe rappresentare un intimo momento di riflessione e di gioiosità interiore, ma poi si finisce tutti – compresi i cristiani ed i cattolici – per essere “distratti” da ciò che le convenzioni sociali, il conformismo ed il “business” commerciale impongono (regali, telefonate, visite di circostanza, abbuffate a tavola, ecc.).

     E che dire della tristezza e della sofferenza psicologica che provoca lo “sfavillio” delle luci degli alberi di Natale nelle piazze e delle vetrine dei negozi (ed, in genere, l’atmosfera “festaiola”) in chi non ha i soldi per pagarsi la bolletta della luce né lo stato d’animo per poter immaginare un futuro positivo per sé e per la propria famiglia?!... E’ proprio vero che nel “frastuono” delle feste, a volte, ci si sente più tristi e soli… Quindi, in questo stato attuale di crisi generalizzata, c’è ben poco da festeggiare!

     Per quanto mi riguarda, devo purtroppo rinunciare anche agli affettuosi inviti ai cenoni ed alle giocate a carte oltre i duecento metri da casa mia, a meno che non mi mettiate a disposizione un autista o una camera da letto in cui fermarmi a trascorrere la notte: in tali circostanze, infatti, è naturale che mi capiti di bere due bicchieri di vino, qualche amaro ed una coppa di spumante o champagne; supererò, pertanto, lo 0.5 dell’etilometro e, per il solo divertimento di una sera (sia pur “importante”), non vorrei perdere la patente ed il diritto di guidare l’automobile (io che ho tutti i punti al completo - anzi, non avendo mai commesso infrazioni, li ho aumentati - e non ho mai causato un incidente…).

     Comunque, anche se questa società, soprattutto per colpa degli ipocriti “bacchettoni-libertini” che la governano e ne fanno le leggi, ci condanna alla miseria e, come se non bastasse, pure alla tristezza ed all’isolamento sociale, abbiamo ugualmente il “dovere” di augurarci, speranzosi come sempre, un BUON NATALE ed un BUON NUOVO ANNO!!!...

     RODOLFO AMODEO

Commenti Commenti

Commenti presenti: 9

  1. Num: 1 -- 02 Dic 2010 - 05:45,32
    Salvo Rosta ha scritto...
    Belle e meditate riflessioni, condivido, ma credo che non si possa sfuggire. Ricambio gli auguri di buon Natale e buon anno nuovo.
  2. Num: 2 -- 02 Dic 2010 - 17:39,10
    Maria Scuderi ha scritto...
    Rodolfo, la tua vulcanica fantasia mi stupisce sempre più, e le tue splendide idee rendono il tuo sito internet sempre più avvincente ed interessante! Se tutti i giornalisti professionisti adoperassero nello scrivere i tuoi stessi metodi, la lettura, che è la chiave per aprire il cancello alla cultura, sarebbe scorrevole, piacevole e meno noiosa, ed i lettori non leggerebbero soltanto i titoli, ma gli articoli completi. Rodolfo, io non ti chiedo quanto guadagni e perché non ti trasferisci al Nord in quanto le risposte le conosco già; ti auguro soltanto che l’anno nuovo sia per te portatore di fortuna, salute, felicità e lavoro che ti soddisfi pienamente, per come tu e le tue doti umane e professionali meritate. Un abbraccio, Maria
  3. Num: 3 -- 02 Dic 2010 - 17:44,52
    Puglisi Salvatore Ferruccio ha scritto...
    Mi viene da scrivere "quanto somiglia il tuo costume al mio"! Solo che ... non bevo e non fumo, e mi alzo sempre di buon mattino. Tanti anni fa, quando ero ancora tutto e solo francavillese, nei momenti di pausa del mio lavoro nel bar pasticceria di via Vittorio Emanuele n. 62, mi affacciavo fuori e osservavo il rituale della stretta della mano, con quel che seguiva, e dicevo: "Per me un giorno vale l'altro, e tutti sono buoni per fare qualcosa ... di positivo. Buon mese di dicembre!
  4. Num: 4 -- 03 Dic 2010 - 00:28,27
    Mariella Musso ha scritto...
    CARO RODOLOFO CONDIVIDO IL 90% DEI PENSIERI TRASCRITTI, SEI UN UOMO MOLTO RIFLESSIVO E QUANDO SCRIVI PERMETTI AI LETTORI DI LEGGERTI DAVVERO, NESSUNO ESTERNA IL PROPRIO E SINCERO PENSIERO, L'IPOCRISIA DELLA GENTE ORAMAI SOVRASTA E COME HAI SCRITTO TU ...per colpa degli ipocriti “bacchettoni-libertini” che governano e fanno le leggi, SIAMO condannaTI alla miseria e ALL'ISOLAMENTO SOCIALE.... MALGRADO TUTTO TI AUGURO DI VERO CUORE UN BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO...!!!^_^
  5. Num: 5 -- 03 Dic 2010 - 03:20,49
    Rodolfo Amodeo ha scritto...
    Con riferimento a questi primi commenti ai miei auguri per l’imminente Natale, ringrazio di vero cuore Salvo Rosta (che so essere un “genio” dell’informatica, come si evince dal suo sito internet www.byteman.it), l’eccelsa scrittrice Maria Scuderi (che ho avuto l’onore di recensire sui giornali e su questo sito per il suo recente ed avvincente romanzo “La sconosciuta senza ricordi”), la bravissima insegnante di danza e coreografa Mariella Musso (vi consiglio vivamente di far frequentare ai vostri figli le sue scuole-palestre “Butterfly” a Francavilla di Sicilia ed a Giardini Naxos) e l’amico Salvatore Ferruccio Puglisi, poliedrico intellettuale ed operatore culturale originario di Francavilla di Sicilia, Comune in cui anch’io sono nato e continuo a risiedere (anche se ci sto solo la notte per andare a dormire, non offrendo esso, se non sporadicamente, alcuna prospettiva di lavoro…). Ma vorrei proprio ricollegarmi a quanto si legge nel commento di Ferruccio Puglisi, il quale sottolinea che lui “non beve e non fuma”, mentre io, nell’articolo principale, ho scritto che “due bicchieri di vino, qualche amaro ed una coppa di spumante o champagne” potrebbero farmi risultare “positivo” all’etilometro dopo un cenone di Natale o di Capodanno, con il risultato di vedermi ritirata la patente per guidare l’automobile. Ebbene: non credo mi si possa ritenere “alcolizzato” se, durante una normale cena, bevo un paio di bicchieri di vino e poi concludo con uno o due amari per digerire il tutto; eppure, tutto ciò, mi porta ad essere “fuorilegge” per le Forze dell’Ordine (Carabinieri e Polizia) qualora mi controllassero col “famigerato” etilometro (mentre nel paesino accanto a dove ha luogo il “posto di blocco con l’etilometro” si verificano furti di autovetture ed all’interno delle case, ma… nessuno se ne accorge!...). Risultato? Semplice: oggi la gente ci pensa dieci volte prima di andare a mangiare fuori (dovendo “assoldare”, per guidare l’automobile, un amico che è astemio…) ed i consumi dell’“innocuo” vino da tavola (come si evince dalle recenti statistiche) sono repentinamente crollati (a favore di “americanate” come la Coca Cola…), proprio a causa di questa “imbecille” soglia dello 0.5 dell’etilometro (e poi propagandiamo ad ogni piè sospinto il turismo enogastronomico!...). Diciamoci la verità: a provocare gli incidenti stradali, perché in preda ai fumi dell’alcol, sono solo ed esclusivamente quei giovanissimi (16-25 anni d’età) che non sanno bere, perché magari prendono il whisky come aperitivo, poi vanno a cena e “scendono” col vino, in discoteca aggiungono qualche “pasticca” ed, infine, si recano in un pub ad “imbottirsi” di birra; è naturale che, rimettendosi al volante, non siano più… capaci d’intendere e di volere! Pertanto - mi rivolgo ai carabinieri ed ai poliziotti - fate i controlli con l’etilometro solo ai “ragazzini” all’uscita delle discoteche, mentre alla persona adulta all’uscita del ristorante o dell’agriturismo “controllatela” solo se ai vostri “posti di blocco” arriva guidando contromano o a velocità folle, oppure pronuncia frasi sconnesse quando le parlate. Per il resto, sappiate che la maggior parte della gente adulta sa fin quando bere e come guidare bene l’automobile, anche se alla prova dell’etilometro supera lo 0,5. Per quanto mi riguarda, da giornalista ho condotto diversi convegni e conferenze sulle problematiche dell’alcolismo, e tutti gli esperti (medici, operatori sociosanitari, ecc.) che abbiamo avuto come relatori hanno ribadito che ognuno di noi ha una reazione diversa all’alcol: dipende dal sesso, dal peso corporeo, da ciò che si è mangiato prima di bere, dall’insieme di ciò che si è bevuto, ecc. (in pratica, c’è chi “sballa” con mezzo bicchiere di vino e c’è chi, invece, rimane perfettamente lucido ed in sensi anche dopo averne bevuto un litro); questo generico “0.5” dell’etilometro è, dunque, quanto di più penalizzante ed ingiusto possa esserci in quanto ci priva della libertà di andare a fare “un salto” in trattoria o di accettare un invito a cena a casa di amici. Ecco perché, nel mio messaggio d’auguri natalizio, ho scritto “non mi invitate ai cenoni ed alle giocate a carte oltre i duecento metri da casa mia”…
  6. Num: 6 -- 03 Dic 2010 - 08:20,00
    Sebastiano Pernice ha scritto...
    Dopo tutto quello che, chi mi ha preceduto, si è scritto di te, a me non resta che ricambiare affettuosi auguri di Buon Natale e di un sereno e proficuo 2011. Sebastiano
  7. Num: 7 -- 04 Dic 2010 - 23:31,08
    Giovanna Ruggeri ha scritto...
    Caro Rodolfo, ricordo ancora le splendide serate in Sicilia strascorse insieme in serenità ed allegria, grazie anche al… litro di vino che insieme ci bevevamo, seguito da un amaro (tu) ed una grappa (io). Sicuramente eravamo “positivi” all’etilometro, ma tu, dopo, guidavi “da Dio” e, pertanto, questo “alcoltest” è una gran… minchiata! Lo posso capire nei Paesi dell’Est, cui ci si è “ispirati” perché in Russia, Romania e dintorni ubriacarsi ogni sera è una consuetudine; ma in Italia, francamente, è un’esagerazione ed un’offesa ai professionisti (come te) che a fine giornata, stremati da impegni lavorativi (non sempre gratificanti), desiderano cenare “come Dio comanda”, ossia con un lauto pasto “innaffiato” da un paio di bicchieri di vino e qualche digestivo. Ebbene: per lo Stato italiano e le Forze dell’Ordine se lo fai a casa tua non c’è niente di male, mentre se incrementi l’economia nazionale spendendo soldi in un ristorante, sei un “criminale” cui va… ritirata la patente! E poi vogliamo… sostenere l’economia e gli imprenditori!!!... Hai perfettamente ragione quando dici che l'“umiliante” prova dell’etilometro va fatta ai ragazzini “incoscienti” all’uscita dalle discoteche ed agli automobilisti che ai posti di blocco di Carabinieri e Polizia arrivano guidando contromano o a velocità folle oppure pronunciano frasi sconnesse: questi “parametri”, che tu hai saggiamente suggerito, vedrò di farli inserire in una proposta di riforma di legge del settore che mi ha promesso di portare avanti un deputato nazionale amico di mio padre; questo parlamentare ha particolarmente apprezzato il tuo sito Internet e, soprattutto, quanto tu hai scritto riguardo alle questioni dei consumi di alcol e dei controlli con l’etilometro. Altrimenti – come giustamente hai scritto tu – saremo destinati “alla miseria, alla tristezza ed all’isolamento sociale” perché dovremo privarci di trascorrere una sera al ristorante o in pizzeria dove, francamente, bere solo Coca-Cola ed acqua minerale è profondamente “deprimente”… Baci!
  8. Num: 8 -- 08 Dic 2010 - 01:41,53
    Rodolfo Amodeo ha scritto...
    Carissima Giovanna, ti ringrazio per il tuo interessante ed intelligente commento. Credo, comunque, che - almeno dalle nostre parti - gli agenti delle Forze dell'Ordine (Carabinieri e Polizia), dotati di un minimo di coscienza ed umanità, sottopongano alla prova dell'alcoltest solo quegli automobilisti che, al posto di blocco, danno segni di alterazione psichica oppure arrivano guidando contromano o in maniera spericolata. Pertanto, i due bicchieri di vino ed il digestivo (o il "grappino") possiamo continuare a berli senza far male a nessuno (anche se superiamo lo 0,5 dell'etilometro...).
  9. Num: 9 -- 18 Dic 2010 - 21:07,22
    Nunzia Puzzo ha scritto...
    Ciao carissimo Rodolfo, i tuoi auguri, ricevuti da molti giorni, hanno accompagnato le nostre giornate fino a che, sotto un manto nevoso, tra luminarie sempre più sfavillanti, sta arrivando davvero Natale! Eppure quando li ho letti mi sembrava che dovesse passare tanto tempo, dato che ci hai preceduti tutti! Ora è già tempo di passare qualche bella serata in compagnia dei nostri cari, lasciando fuori dalla porta i pensieri e le preoccupazioni che ci irretiscono nel quotidiano e ci rubano agli affetti, è tempo della tranquillità della casa e della famiglia....Ecco come vedo io il Natale, al di là di pacchi e pacchetti comprati frettolosamente.Ed è questo che ti auguro, una festa in cui sia palpabile l'amore e l'affetto che ti circonda, che a mio modo di vedere, è tantissimo! Tanti cari auguri sinceri di Buon Natale!! Nunzia
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