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20 Dicembre 2008

RODOLFO AMODEO ED " 'U PANZARUCCUTU " DI FRANCO PULVIRENTI

Il "re" acese dei fornelli ha commissionato al giornalista "buongustaio" una nota introduttiva per il suo ricettario sulle pietanze tipiche siciliane

    

 

     L’acese Franco Pulvirenti, responsabile marketing del settimanale “Il Gazzettino” e del mensile “Tutto Motori”, è anche un provetto chef.

     In questa pubblicazione, distribuita come supplemento del settimanale “Akis”, l’Autore ha “svelato” ai lettori alcuni “segreti” della sua apprezzatissima arte culinaria, volta a valorizzare le pietanze tipiche siciliane.

      Il “gustoso” ricettario di Franco Pulvirenti è preceduto dalle note introduttive dell’avvocato Anna Ruggieri e del giornalista professionista Rodolfo Amodeo; quella di quest’ultimo la pubblichiamo di seguito.

 

 

     Questo “succulento” ricettario dato alle stampe dall’amico Franco Pulvirenti, che ho avuto la fortuna di conoscere a Giarre (CT) frequentando la Redazione del settimanale “Il Gazzettino”, dovrebbe costituire un prezioso “vademecum” per professionisti e semplici cultori del cosiddetto turismo enogastronomico, oggi tanto in voga.

     La Sicilia, infatti, può essere visitata anche a… tavola grazie al potere evocativo di luoghi, storie e leggende che promana dalle sue pietanze tipiche, all’insegna di aromi e sapori che il “panzaruccutu” Pulvirenti riesce mirabilmente a tirare fuori da selvaggina, specie ittiche, vegetali e quant’altro vi sia di commestibile.

     In ogni caso, liquidare il “Panzaruccutu” come un semplice ricettario sarebbe riduttivo: l’Autore non si limita ad un’arida elencazione di ingredienti e metodi di cottura, ma ci accompagna tra i vari piatti accennando ai suoi ricordi d’infanzia (come le battute di caccia assieme al papà), a momenti della sua “quotidianità” (come la colazione “di rito” in un noto ritrovo prima di mettersi davanti ai fornelli), ai luoghi in cui è consigliabile andare a reperire gli ingredienti e dispensando, altresì, gradevoli battute umoristiche (specie con riferimento alle proprietà “afrodisiache” di certe pietanze, che tanto stanno a cuore al “maschio” siciliano…); per ogni ricetta, inoltre, Pulvirenti suggerisce il vino ideale con cui “innaffiarla” ed, a volte, anche il dessert che meglio aiuta a digerirla nonché le circostanze (pranzi o cene importanti, esigenza di fare in fretta, festività, ecc.) in cui prepararle.

     In queste pagine si assiste al “tripudio” delle migliori fragranze siciliane (pomodorini di Pachino, pistacchio di Bronte, caciocavallo ragusano, finocchietto selvatico, noci, funghi di “ferla”, ecc.) sia attraverso ricette ereditate dalla tradizione, ma sapientemente rielaborate, e sia con ideazioni originali dell’Autore, che tra i fornelli è quel che si dice un “creativo”.

     Oltre che a preparare e degustare i più diffusi piatti tipici (stinco di maiale, cosciotto di agnello, involtini di pescespada, ventresca di stocco, pasta “‘ngrasciata”, ecc.) all’insegna di ingredienti di facile reperibilità, Pulvirenti “sfida” il lettore a misurarsi anche con pietanze meno “popolari”: per queste fa… appello ai “colleghi” cacciatori affinché portino in tavola, oltre alla solita selvaggina, pure alzavole (anatre selvatiche), coturnici (pernici sicule) e beccacce, anch’esse protagoniste di quella straordinaria natura siciliana che trova proprio nella cucina uno dei migliori luoghi di valorizzazione. E’ probabilmente questo, al di là del semplice ricettario, il messaggio che Franco Pulvirenti ci ha voluto lanciare: lo ringrazio di vero cuore a nome di tutti i… panzaruccuti!

     RODOLFO AMODEO,
giornalista professionista

 

     `U PANZARUCCUTU in pdf 

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