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31 Dicembre 2009

Un sincero ringraziamento agli ex combattenti d’Italia

Lo ha rivolto lo studioso originario di Malvagna Antonino Portaro il quale, in qualità di funzionario del Ministero dell’Economia, è stato ospite a Chianciano Terme della storica associazione che li riunisce

     Ennesimo prestigioso impegno professionale per il benemerito cittadino di Malvagna Antonino Portaro, funzionario del Ministero dell’Economia e delle Finanze nonché scrittore e storico con all’attivo diverse pubblicazioni dedicate alle risorse artistiche e culturali del suo paese natio.

     Nei giorni scorsi, Portaro è stato ospite a Chianciano Terme (Siena) della “storica” Associazione Nazionale Combattenti, il cui Consiglio Direttivo si è riunito per approvare il bilancio di previsione 2010; il funzionario ministeriale, infatti, aveva il compito di rappresentare il suo dicastero in seno al Collegio Sindacale dell’importante sodalizio.

     Al malvagnese, ormai da anni residente a Roma per ragioni di lavoro, tale missione ha procurato forti emozioni. Ed una volta smessi i panni del “burocrate”, ha voluto esprimere a quei servitori della Patria tutto il suo più sincero apprezzamento.

     «La generazione degli ex combattenti - ha detto loro Portaro - è quella che ha affrontato le sofferenze per la realizzazione dell’Italia unita. Le generazioni successive, invece, hanno avuto la fortuna di vivere il tempo della pace, della libertà e della democrazia. Tutti gli italiani, dunque, abbiamo un forte debito di gratitudine verso gli ex combattenti e reduci, alimentato dalla consapevolezza di aver goduto dei frutti del loro sacrificio. E mi commuovo quando il presidente De Meo parla spesso di una “associazione senza eredi”: in tale definizione noto l’auspicio che altre generazioni di italiani non debbano più conoscere da vicino gli orrori della guerra. Tuttavia, la vostra eredità vive in quei soldati italiani che oggi mettono in gioco la propria vita per portare la libertà e la pace in Paesi, come l’Afghanistan e l’Iraq, devastati dalla violenza, dall’odio e dall’intolleranza. Nella storia di questa gloriosa associazione, dunque, si fondono insieme memoria del passato ed aspirazione alla pace per il presente ed il futuro».

     RODOLFO AMODEO

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