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03 Luglio 2010

Dop Valdemone: l’olio extravergine d’oliva "incompreso"

Nonostante la sua prelibatezza e le sue spiccate proprietà salutistiche, il condimento prodotto nelle campagne dell’Alcantara, e del Messinese in genere, viene “snobbato” dagli stessi consumatori locali. Se ne è discusso a Trappitello (Taormina)

     C’è chi, a ragione, lo considera, oltre che un gustosissimo condimento, anche una sorta di “panacea di tutti i mali”; purtroppo, però, l’olio “Dop Valdemone” continua a subire la spietata concorrenza di oli prodotti in altre parti d’Italia e senz’altro meno pregiati.

     Queste le “amare” conclusioni del convegno sul tema “Le potenzialità dell’Olio D.O.P. Valdemone” tenutosi nei giorni scorsi presso la delegazione comunale di Trappitello (Taormina) nell’ambito della terza “Rassegna degli Oli della Valle dell’Alcantara e della Provincia di Messina”. Ad organizzarlo la “Soat 98” di Francavilla di Sicilia (braccio operativo dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura), la Camera di Commercio di Messina e lo Sportello Attività Produttive del Comune di Taormina.

     Ad introdurre e moderare i lavori la dottoressa Carmela Bonfanti, dirigente “ad interim” della Soat francavillese, la quale, nel corso dell’interessante pomeriggio, ha ceduto il microfono al vicesindaco taorminese Giuseppe Calabrò per l’intervento di benvenuto e, quindi, ai relatori Antonio Sena, capo-panel a Francavilla di Sicilia, Mario D’Agostino, assessore provinciale alla Cultura, Giacomo Dugo, direttore del Dipartimento di Chimica Organica dell’Università di Messina, ed Antonio Di Luca, ispettore dell’organismo di certificazione e controllo in agricoltura “Suolo e Salute”.

     Dovendo, da operatori dell’informazione, agevolare la comprensione di quanto riferito anche ai lettori poco edotti nell’argomento di cui trattasi, riteniamo opportuno spiegare preliminarmente che l’acronimo “D.O.P.” sta per “Denominazione di Origine Protetta”, che non è altro che il marchio di tutela giuridica attribuito a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti in considerazione di fattori, quali il clima e le tecniche di produzione tramandate nel tempo, che combinati insieme consentono di ottenere cibi non producibili al di fuori di una determinata area territoriale. Riguardo alla produzione olearia, in particolare, il territorio della Sicilia è stato suddiviso in sei “Dop”, una delle quali è la “Valdemone”, comprendente i territori di quasi tutti i Comuni della provincia di Messina e, quindi, anche gli oliveti della Valle dell’Alcantara.

     Al recente convegno di Trappitello, che ha registrato la presenza di numerosi operatori del settore e sindaci del comprensorio nonché del presidente provinciale della “Confederazione Italiana Agricoltori” (C.I.A.) Gino Savoja, tutti i relatori hanno evidenziato le notevoli qualità salutistiche dell’olio extravergine di oliva ed, in particolare, del “Dop Valdemone”.

     Per l’assessore provinciale, nonché medico, Mario D’Agostino, «proprio negli Stati in cui ci si nutre all’insegna della dieta mediterranea, dove l’olio d’oliva è il condimento “principe”, si registra una minore incidenza delle malattie cardiovascolari. Ed è scientificamente provato che l’“oro verde” è un eccellente antitumorale, migliora le prestazioni fisiche e fa bene pure al cervello (in particolare alla memoria) ed alla pelle. Riguardo a quest’ultimo aspetto, c’è persino chi (un ricercatore calabrese) ha fatto fortuna all’estero inventando una sorta di pillola all’olio d’oliva, dimostratasi efficace nella cura delle dermatiti. Un condimento adeguato, infine, provoca un senso di sazietà che ci fa evitare di mangiare altra roba e, quindi, di ingrassare».

     Scendendo nei dettagli del Dop Valdemone, Antonio Sena, dirigente regionale della “Soat 98” da poco in pensione, ma tutt’ora responsabile del “Panel” (ossia la sala di assaggio ed analisi di Francavilla), ha quindi illustrato i fattori di pregio che caratterizzano quest’olio e che ne determinano la salubrità. «Il miglior olio extravergine – ha sottolineato Sena – deve presentare un gusto fruttato, amaro e piccante al contempo. Il paradosso è che tantissimi consumatori non gradiscono questo tipo di gusto (in particolare l’amaro ed il piccante, indicatori della presenza di polifenoli e di vitamina E), ritenendolo scioccamente un difetto. Volete… ridere? Tempo addietro, il vincitore di un’edizione del concorso che annualmente organizziamo per premiare il miglior olio prodotto nella Valle dell’Alcantara, venne a dirmi che era orgoglioso di quel premio, ma che non gli era servito a nulla perché chi aveva prenotato le sue bottiglie gliele aveva poi tornate indietro lamentandosi… del piccante e dell’amaro! In materia, dunque, c’è parecchia incultura, ed iniziative come quella odierna, pertanto, devono servire proprio a far capire a chiare lettere che il nostro Dop Valdemone è un prodotto di assoluta eccellenza che non va assolutamente snobbato a vantaggio di analoghi prodotti provenienti da altre aree territoriali italiane che non detengono affatto le sue formidabili proprietà».

     «Eppure – ha aggiunto al riguardo il prof. Dugo – un litro d’olio del Nord Italia arriva a costare tra i venti ed i quaranta euro, mentre per il nostro Dop Valdemone dobbiamo accontentarci di una decina di euro. La colpa è proprio di noi consumatori, che scegliamo gli alimenti da acquistare in maniera irrazionale, valorizzando tutto ciò che viene da fuori, senza sapere che nelle nostre campagne albergano degli autentici “tesori”».

     E l’agronomo Antonio Di Luca ha ricondotto il tutto alle solite tristi storie del “nemo propheta in patria” e della qualità che (specie in questo “ingrato profondo Sud”…) non sempre paga, portando l’esempio dell’olio “Rustichello” prodotto dai F.lli Vaccaro nelle campagne della Valle dell’Alcantara, premiato nei mesi scorsi a Sorrento al prestigioso concorso nazionale “Sirena d’Oro”. «L’esaltante affermazione raggiunta da questa nostra azienda – ha tenuto a sottolineare Di Luca – sta a significare che da queste parti si produce un olio extravergine di grande qualità, di cui non dobbiamo certo “vergognarci” perché, come si è visto, viene apprezzato a livello nazionale».

     La terza “Rassegna degli Oli della Valle dell’Alcantara e della Provincia di Messina” si è conclusa con la premiazione delle migliori produzioni di Dop Valdemone dell`annata agraria 2009-2010. Trenta le aziende partecipanti di cui sei ammesse alla selezione finale («un risultato esaltante – ha commentato il capo-panel Antonio Sena – che va oltre le previsioni che avevamo fatto sulla base degli esiti delle precedenti due edizioni del concorso; ciò significa che i produttori di qualità aumentano sempre più»). La vittoria assoluta è andata all’azienda “Romeo Ferraro” di Mandanici (“I Sapori di San Leo”); ma ne sono usciti bene anche gli olivicoltori della Valle dell’Alcantara, ed in particolare di Francavilla di Sicilia (che sta per entrare nell’importante circuito delle “Città dell’Olio”): il secondo ed il terzo piazzamento sono andati, infatti, agli oli rispettivamente prodotti dai francavillesi Santi Venuto e Filippo Angione.

     RODOLFO AMODEO

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