Dettaglio notizie

Dettaglio notizie


Sei in: Home Page  News   Il glorioso passato di francavilla di sicilia

Visite: 248 Commenti: 0
Vota Vota
Positivi: 100.00% su 18 totali
Bookmark and Share  |  Stampa questa pagina Stampa  |  Vai all'Archivio News Archivio

<- Record precedente Record successivo ->

18 Gennaio 2012

Il glorioso passato di Francavilla di Sicilia

E’ riaffiorato in un’interessante mostra organizzata dalla nuova associazione “Kore”, fondata e presieduta dall'artista Antonino Immesi, il quale ha messo a disposizione della comunità locale preziosissimi documenti e cimeli da lui rinvenuti

     Pubblicazioni d’epoca, tra cui l’unico esemplare esistente in Sicilia (sesto in Italia e settimo nel mondo) del volume del De’ Colpi (risalente al 1721) con le stampe della famosa Battaglia di Francavilla del giugno 1719; spartiti di canzoni, balli e marce bandistiche composti da musicisti locali; la corrispondenza di fine Ottocento del Conte Luigi Majorca con autorevoli personalità del tempo; le foto della prima formazione bandistica francavillese del 1862; i particolari capi d’abbigliamento massone indossati nel 1857 da un affiliato francavillese alla Gran Loggia Madre Inglese; sculture ritraenti concittadini illustri (tra cui il tenore Arturo Ferrara, lo scultore Carlo Russo e l’ex sindaco Salvatore Puglisi); e tante altre “meraviglie” ancora: tutte “chicche” di storia patria certosinamente ricercate e raccolte in questi anni (anche presso collezioni di famiglie private ed antiquari di tutta Europa) dall’artista ed apprezzato restauratore francavillese Antonino Immesi, che le ha messe a disposizione dell’associazione di promozione sociale e culturale “Kore Francavilla” da lui recentemente fondata e di cui è il presidente. Ne è nata un’interessante esposizione, ospitata nei locali della “Bottega Scuola” dello stesso maestro Immesi, a Francavilla di Sicilia in Via Regina Margherita, ed organizzata dal nuovo sodalizio in collaborazione con l’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

     “Mostra dell’Identità Francavillese nei Beni Culturali dal 1682 ad oggi (fruizione pubblica di collezioni private)” era il titolo dato all’iniziativa, finalizzata a consentire alla comunità locale di riappropriarsi, sia pur per una settimana, delle sue radici storiche ed antropologiche prendendo altresì coscienza dell’importante ruolo, sia culturale che di ubicazione strategica territoriale, rivestito da Francavilla di Sicilia nel contesto della Valle dell’Alcantara.

     Il “libro dei visitatori” ha registrato quasi quattrocento firme (corredate da espressioni di plauso e gradimento), tra cui quelle di alcuni sindaci dei Comuni della Valle dell’Alcantara, del dirigente provinciale dell’U.N.P.L.I. (Unione Pro Loco Italiane) Santi Gentile e dei rappresentanti di parecchie associazioni locali (Fidapa, Vivaldi, Istituto Siciliano La Fucina, Chorus, NovAlba, ecc.), per i quali la mostra in questione ha costituito un proficuo momento di incontro e di confronto in merito ad auspicabili future forme di collaborazione tra i vari sodalizi francavillesi.

     Significative anche le visite delle scolaresche e gli incontri su quanto pubblicato negli anni in merito alla storia di Francavilla di Sicilia; questi ultimi, in particolare, hanno avuto per protagonisti il noto editore messinese Armando Siciliano e gli studiosi Giuseppe Ferrara e Salvatore Maugeri, autori di una monografia sulla celebre Battaglia del 1719, cruentemente combattuta in loco tra le truppe austriache e quelle spagnole.

     La cultura e la conoscenza storica si sono, inoltre, sapientemente “sposate” all’intrattenimento grazie ai musicisti delle associazioni “Vivaldi” e “La Fucina”, i quali hanno fatto rivivere i brani composti da tanti francavillesi del passato (i vari Greco, Mamazza, Demartino, Marchetti, Galati, ecc.) che si cimentavano brillantemente nell’arte delle sette note. E la musica è stata protagonista anche nella serata conclusiva della kermesse, allietata dal concerto per zampogna di Enzo Di Franco.

     «Ringraziamo di vero cuore – ha dichiarato il presidente dell’associazione  “Kore Francavilla”, Antonino Immesi, a consuntivo della manifestazione – tutte le personalità della cultura e dell’arte che hanno dato i loro qualificati contributi a questa nostra prima iniziativa. Sono tanti e parecchio stimolanti gli spunti di riflessione sollecitatici da tale evento. Innanzi tutto l’esigenza, manifestata da tutti i visitatori, di poter fruire dei beni culturali ed immateriali del nostro paese in maniera permanente e non solo in occasione di una singola mostra. Occorrerebbe, a tal riguardo, un’adeguata sensibilità da parte dei pubblici amministratori e dei dirigenti comunali i quali invece, eccezion fatta per i responsabili delle istituzioni scolastiche, non si sono minimamente degnati di venire a visitare la nostra esposizione. Lascia ben sperare, comunque, la volontà di collaborazione manifestata in tale frangente dalle associazioni locali: insieme abbiamo discusso, tra l’altro, della necessità di dare piena attuazione, ad otto anni dalla sua entrata in vigore, allo Statuto Comunale laddove (artt. 62 e 63) prevede il coinvolgimento e la partecipazione propositiva di tutti i sodalizi presenti sul territorio ai fini del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa. Pertanto, incoraggiati dal gradimento ottenuto da questa nostra iniziativa d’esordio, non intendiamo affatto rinunciare all’impegno associativo né abbandonarci alla solita decadente e qualunquistica affermazione in base alla quale “non si può fare nulla per risollevare Francavilla”: proseguiremo, quindi, nel percorso intrapreso affinché il nostro “monologo” diventi un “dialogo” in grado di innescare un virtuoso processo di bene comune».

     Infine, uno “sguardo” all’associazione organizzatrice “Kore Francavilla”, costituitasi un paio di mesi fa su iniziativa di un gruppo di giovani particolarmente sensibili ai beni culturali materiali ed immateriali della storia  locale, ovvero i “fondatori benemeriti” Antonino Immesi, Emanuele Greco e Marco Mazza ed i “fondatori soci” Alessandra Belfiore, Cristina Belfiore, Michela Greco, Irma Immesi e Simone Immesi: la comunità francavillese dovrebbe essere loro grata per il significativo contributo che, già da questo loro esordio, hanno iniziato a dare alla conservazione e valorizzazione della memoria storica del loro paese, da non considerare solo un semplice “esercizio intellettuale”, ma pure un potenziale fattore di sviluppo socioeconomico e turistico. Anche perché, come sosteneva il grande Montanelli, «un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente». 

     RODOLFO AMODEO

Immagini allegate  Immagini allegate


Commenti Commenti

Commenti presenti: 0

  Aggiungi commento