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23 Gennaio 2010

Un “emigrante di successo”: Santo Santoro

Consueta rimpatriata con gli ex compagni di scuola per l’affermato politico australiano, partito da Francavilla di Sicilia all’età di tredici anni e che nella Terra dei Canguri è approdato persino alla prestigiosa carica di ministro

     Mettete una sera a cena, tranquilla e del tutto informale, con un personaggio politico “vip”, quale in Italia potrebbe essere il ministro Tremonti, oppure il segretario del Pd Bersani oppure ancora il Governatore siciliano Raffaele Lombardo. Ebbene: a Francavilla di Sicilia questo tipo di serata c’è stata ed avrebbe fatto gola ai giornalisti ed ai paparazzi della… Terra dei Canguri. E già: perché il “vip” politico in questione era Santo Santoro, autorevole esponente del Partito Liberale australiano e rappresentante dello Stato del Queensland, con alle spalle recenti trascorsi di senatore e ministro del Lavoro, dell’Industria e di altri importanti dicasteri.

     Santoro non ha mai dimenticato le sue origini francavillesi e quasi ogni anno fa ritorno al paese natio per riabbracciare gli ex compagni di scuola. Lo ha fatto anche stavolta radunandoli ai tavoli del ristorante-pizzeria “I due compari” (nel territorio di Motta Camastra, ma alle porte del centro abitato di Francavilla). Ad accompagnarlo, la moglie Letizia ed i figli.

     In Australia, dove è estremamente popolare, la sua presenza in un luogo pubblico ed in mezzo a gente “normale” avrebbe sicuramente destato parecchia curiosità e, magari, ingenerato caos. Ma nella cittadina dell’Alcantara, il senatore Santoro può permettersi di essere “uno qualunque” e di riassaporare il piacere di muoversi liberamente senza “gorilla”, auto di servizio e cronisti a caccia di foto e dichiarazioni.

     All’appello si sono presentati il dottore agronomo Filippo Zullo (artefice del “passaparola” per l’organizzazione del simpatico meeting), l’insegnante Carmela Torre, la funzionaria delle Poste Pina Torretta, il farmacista Diego Sgroj ed il musicista Salvatore Di Marco; tanti, purtroppo, gli assenti di quella “gloriosa” classe 1957 perché ancora fuori sede per le ferie natalizie, tra cui il primo cittadino francavillese Salvatore Nuciforo.

     Tra una pietanza e l’altra, è stata così ripercorsa la bella “favola” del corpulento ex alunno della sezione B della scuola media “G. Mameli” di Francavilla di Sicilia, partito all’età di tredici anni dal paese che gli diede i natali in via Gorizia per ricercare con la famiglia migliori condizioni lavorative in Australia. Ma col passare del tempo quella storia di emigrazione, a differenza di tante altre sfociate in esistenze mediocri e nella mortificazione di un lavoro sottopagato, assumeva connotati sempre più esaltanti grazie all’intraprendenza ed alla brillantezza del giovane Santo il quale, appassionato lettore delle biografie dei più grandi statisti della terra, cominciò a prendere gusto alla politica, bruciando le tappe del “cursus honorum” australiano.

     In questi anni, intanto, parecchi francavillesi di ritorno dalle vacanze in Australia dicevano di aver appreso dai giornali letti lì degli importanti ruoli governativi rivestiti dal loro concittadino il quale, dopo così lunga assenza da Francavilla, era pressoché caduto nel dimenticatoio. Qualcuno ha, quindi, cominciato a rivolgersi ai suoi parenti ed a “navigare” su Internet per tentare di riallacciare i contatti con l’importante personaggio, il quale ha preso letteralmente gusto a far ritorno in Sicilia non appena gli impegni istituzionali glielo consentono.

     «Il mio principale orgoglio - dichiara il senatore Santoro prendendo probabilmente le distanze dai continui e disinvolti “cambi di casacca” dei politici italiani - è quello di aver militato sempre in un solo partito: il Liberale, rientrante nell’area della Destra. Bisogna ammettere che negli anni in cui mi sono trovato al governo dell’Australia insieme agli altri miei colleghi di coalizione (attualmente il potere è detenuto dal partito Laburista, ndr), sono state intraprese politiche virtuose e lungimiranti, che oggi consentono alla società australiana di poter affrontare al meglio questa fase congiunturale piuttosto critica a livello globale. Francavilla e la Sicilia in genere non le ho mai dimenticate. Ed al di là del fattore affettivo, vedo obiettivamente nella Sicilia la regione più bella e completa d’Italia, l’unica dove attrattive ambientali, beni culturali e significativi segni della storia è possibile rinvenirli in qualsiasi angolo ci si trovi. Tuttavia, andrei piuttosto cauto con le tendenze autonomistiche affiorate ultimamente: il popolo siciliano deve credere in se stesso e nelle magnifiche risorse che si ritrova, ma senza assolutamente cedere a tentazioni separatiste; perché una Sicilia come Stato isolato e staccato dall’Italia non avrebbe senso ed, a mio avviso, vedrebbe aumentare i propri problemi».

     Attualmente Santo Santoro non riveste ruoli politici ufficiali e, pertanto, si dedica quasi a tempo pieno alla sua attività di imprenditore impegnato su più fronti (servizi, società di consulenza, ecc.); ma sia lui che i suoi tantissimi supporters del Queensland si starebbero preparando ad una “rentrée” nella politica attiva. «Ogni tanto – sostiene al riguardo il senatore – bisogna “staccare la spina”, sia per concentrarsi meglio sui propri affetti e sul proprio lavoro e sia per trarre nuove energie, come quelle di cui mi “ricarico” ogni qualvolta vengo a trascorrere qualche giorno di vacanza nella “mia” Francavilla in mezzo agli amici con cui ho condiviso gli indimenticabili anni dell’infanzia e che oggi rivedo con estremo piacere in veste di professionisti affermati e genitori felici».

     RODOLFO AMODEO

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