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04 Aprile 2010

Piero Sgroj, insigne grecista e filologo di Francavilla di Sicilia

Nel centenario della nascita, il Comune dell’Alcantara lo ha ricordato con un apposito convegno, organizzato dal nuovo gruppo di studio “Akademìa”. Fu precursore della didattica contemporanea e le sue traduzioni sono a tutt’oggi considerate uniche

     Un pubblico numeroso e qualificato ha reso onore alla memoria di Pietro Sgroj (detto Piero) nel centenario della sua nascita (16 gennaio 1910) partecipando al convegno dedicato all’insigne filologo e grecista svoltosi nei giorni scorsi a Francavilla di Sicilia, nei locali di Palazzo Cagnone, su iniziativa del neo costituito gruppo di studio “Akademìa”, guidato dall’insegnante nonché vicepresidente del Consiglio Comunale francavillese Lucia Camuglia e dall’ex deputato regionale Gioacchino Silvestro. Ad affollare la platea anche un centinaio di studenti, giunti su due pullman, del liceo classico messinese “La Farina”, dove il professor Sgroj aveva insegnato e che da alcuni anni gli ha intitolato un Premio.

     L’eminente intellettuale, deceduto l’8 gennaio del 1980 nella Città dello Stretto, pur essendo nato a Pisa proveniva da una famiglia illustre di Francavilla di Sicilia; tra i suoi avi si ricordano, in particolare, il sindaco Michele Sgroj e don Filippo Sgroj, che capeggiarono i moti del 1848 ed ebbero il merito di far ribassare la cosiddetta “polizza del macino” e la gabella comunale sulla carne.

     Il giovane Piero compì a Messina gli studi liceali che, bruciando le tappe, concluse ad appena sedici anni; si trasferì, quindi, a Pisa per attendere agli studi universitari e venne ammesso alla prestigiosa “Scuola Normale”, dove ebbe modo di conoscere e frequentare i più illustri maestri del tempo nel campo delle lettere classiche; tra questi l’insigne latinista Francesco Arnaldi il quale, apprezzandone l’intelligenza e la preparazione non comuni, lo indirizzò al perfezionamento in Germania (a Francoforte, in particolare, lo studente modello francavillese ha il privilegio di frequentare le lezioni del Reihnardt e dell’Altheim).

     La sua attività di docente di Latino e Greco ebbe inizio nel 1930 nel noto Collegio “Capizzi” di Bronte per poi proseguire a Nuoro, Barcellona Pozzo di Gotto, Grosseto, Forlì, Messina, Patti, Siracusa e poi nuovamente a Messina, dove concluse la sua straordinaria carriera al liceo “La Farina”. Contemporaneamente, Sgroj ricoprì alcuni incarichi di docenza anche presso l’Ateneo peloritano (in particolare nelle Facoltà di Magistero e di Lettere e Filosofia, dove insegnò Grammatica e Filologia Greca e Latina e Storia della Grammatica e della Lingua Italiana).

     Oggi le sue spoglie riposano nella cappella di famiglia al cimitero di Francavilla di Sicilia.

     Ma cos’è che affascinava e conquistava di quest’uomo e del suo immenso sapere? Come è unanimemente riconosciuto da chi ne è stato allievo, collega o semplice estimatore, la sua incommensurabile cultura e la sua capillare ed appassionata conoscenza della classicità, testimoniata dalle numerosissime ed originali traduzioni delle opere degli storici greci ed, in particolare, di Tucidide, del quale Sgroj trascrisse in maniera ancora oggi insuperata la “Guerra del Peloponneso” (a cui lavorò anche nei suoi soggiorni a Francavilla di Sicilia nella villa di famiglia in contrada “Settevoci”). A causa del sopraggiungere della “nera signora”, è rimasta purtroppo incompiuta la sua traduzione delle “Vite di Plutarco”.

     “Illuminante” il contributo che alla conoscenza del personaggio ha dato, nel corso del convegno francavillese, la docente Irene Cavallari, collega ed amica di Piero Sgroj il quale la stimava a tal punto da volere che fosse lei ad impartire personalmente a suo figlio l’insegnamento delle materie classiche.

     «Il professor Sgroj – ha sottolineato la Cavallari in maniera appassionata – si è soliti etichettarlo come “grecista”, ma in realtà parlava con disinvoltura tante lingue, tra cui il russo, di cui conosceva a menadito i capolavori della letteratura. Nell’ambito classico, comunque, era impareggiabile nell’andare oltre l’interpretazione letterale per cogliere il senso più profondo celato tra le righe».

     Sicuramente Piero Sgroj avrebbe meritato di più, ma fu penalizzato dal fatto di operare nel “profondo Sud” e, per di più, in una città a tutt’oggi mediocre come Messina, notoriamente apatica, “distratta” ed ingrata verso chi possiede (soprattutto in campo intellettuale) dei veri talenti, che poi vengono sistematicamente riconosciuti altrove (come dimostra la stima di cui lo “studente” Sgroj aveva goduto al Nord Italia ed in Germania). Ed il prosieguo dell’intervento della professoressa Cavallari ce lo ha confermato.

     «Purtroppo – ha lamentato la docente - anche questo grande intellettuale siciliano ha pagato il prezzo dell’essere superiore agli altri ed innovatore: il mondo accademico ufficiale quasi lo snobbava o, addirittura, gli era ostile perché lo considerava un traduttore troppo “eversivo”; e di ciò Piero Sgroj era consapevole e ne soffriva parecchio. Solo nel 1993, a tredici anni dalla sua dipartita, l’Università di Messina si è “degnata” di dedicargli un importante convegno. E come tutti i grandi geni, il Maestro possedeva una sensibilità anticipatrice dei tempi: avvertiva la limitatezza del sistema scolastico di allora perché tendente a fornire ai giovani vuote nozioni piuttosto che gli strumenti per riuscire ad esprimere il loro sentire e la loro creatività. Oggi la scuola è senz’altro più “viva”, un po’ come la “sognava” allora il professor Sgroj che, pur essendo immerso nei suoi studi, non ha mai perso di vista la dimensione umana e la quotidianità delle cose».

     All’assise di Palazzo Cagnone, moderata dalla docente di Lettere Moderne e fondatrice di “Akademìa” Lucia Camuglia, la figura di Piero Sgroj è stata ricordata anche dall’attuale preside del “La Farina”, Pio Lo Re, mentre Santo Giovanni Torrisi, preside del locale liceo scientifico “C. Caminiti”, ha espresso compiacimento per l’occasione di incontro tra i liceali francavillesi ed i loro colleghi messinesi.

     Dal canto loro, il sindaco Salvatore Nuciforo e, dalla platea, il presidente della locale sezione di “Italia Nostra”, Franco Camardi (amico di famiglia degli Sgroj) hanno rivolto un plauso al gruppo di studio “Akademìa” per il tentativo, avviato con il ricordo dell’illustre concittadino grecista, di far riappropriare la comunità francavillese del suo illustre passato attraverso il recupero di un’identità culturale fatta non solo di monumenti, beni architettonici e reperti archeologici, ma anche di esseri umani che hanno onorato la cittadina dell’Alcantara.

     «Alla fine degli Anni Settanta – ha commentato al riguardo l’onorevole Gioacchino Silvestro, estremamente soddisfatto per la riuscita del convegno su Sgroj da lui organizzato insieme alla professoressa Camuglia ed agli altri membri di “Akademìa” – è stato piacevole apprendere delle origini elleniche della nostra Francavilla, che prima si riteneva essere un insediamento medievale. Niente di meglio, dunque, che iniziare l’attività del nostro sodalizio con questo momento di riflessione su un nostro benemerito concittadino che proprio della grecità ha fatto la sua ragione di vita, quasi come se avesse ricevuto dei “segnali inconsci” dalla terra da cui proveniva…».

     RODOLFO AMODEO

 


Il servizio precedentemente realizzato da Amodeo per presentare l`iniziativa ed i suoi promotori

“Akademìa”: un nuovo gruppo di studio a Francavilla di Sicilia

     Inizierà nei prossimi giorni l’“avventura” di “Akademìa”, ossia un gruppo di cittadini francavillesi che intendono far leva sul patrimonio culturale locale per promuovere l’immagine del loro Comune, ma anche per dare una “scossa” alla diffusa apatia ed alla carenza di interessi che ormai da tempo, purtroppo, pervadono la cittadina dell’Alcantara e, quel che è peggio, le sue giovani generazioni.

     Originario di Francavilla di Sicilia (nel cui cimitero riposano le sue spoglie) era l’insigne grecista Piero Sgroj, ed a lui verrà dedicata la prima iniziativa di “Akademìa” tramite un apposito convegno che si terrà nei prossimi giorni a Palazzo Cagnone.

     Laureatosi alla prestigiosa “Normale” di Pisa e perfezionatosi in Germania, Sgroj insegnò Lingua e Letteratura Greca al rinomato Liceo “La Farina” di Messina e svolse attività di docenza anche all’Università peloritana; è, a tutt’oggi, considerato uno dei massimi grecisti a livello europeo sulla base delle numerosissime sue traduzioni delle opere degli autori ellenici e dell’intensa passione da lui nutrita per la grecità (come tutti i grandi geni, spesso trascurava se stesso e la sua vita privata per applicarsi agli studi).

     Al convegno francavillese parleranno di Piero Sgroj la docente di Lettere Classiche Irene Cavallari ed il preside del Liceo Classico “La Farina” di Messina Pio La Torre, mentre daranno il benvenuto al pubblico ed ai relatori l’organizzatrice Lucia Camuglia (docente di Lettere Moderne), il sindaco di Francavilla di Sicilia Salvatore Nuciforo ed il preside del locale Liceo Scientifico “C. Caminiti” Santo Torrisi.

     A Lucia Camuglia, fondatrice di “Akademìa” (insieme alla sorella Pina, a Patrizia Dai, all’On. Gioacchino Silvestro ed a Lucia Chisari Santoro), abbiamo chiesto qualche delucidazione in merito al nuovo sodalizio francavillese.

     «Attualmente – spiega la professoressa Camuglia (che a Francavilla di Sicilia riveste anche il ruolo di vicepresidente del Consiglio Comunale, ndr)siamo un gruppo di studio che vuole discutere di cultura, etica, storia e filosofia al fine di ritrovare le nostre radici e la nostra identità di esseri umani, ma anche di cittadini francavillesi. La nostra comunità locale ha tanto da dire al riguardo (come cominceremo col dimostrare tramite il convegno sul prof. Sgroj) e di questo se n’è accorto il nostro concittadino Gioacchino Silvestro, ex parlamentare regionale, il quale ci ha parecchio stimolato nel costituire “Akademìa”. Quanto prima, comunque, questo “semplice” gruppo di studio lo trasformeremo in associazione, in maniera tale poter operare più incisivamente attraverso l’acquisizione di una ben precisa soggettività giuridica. L’intento di base è quello di “ravvivare” Francavilla di Sicilia tramite la cultura e la conoscenza del suo passato, di cui si dovrebbe essere orgogliosi: è un tentativo, insomma, per contrastare la delusione e la disillusione che, purtroppo, hanno pervaso la comunità locale privandola di stimoli, entusiasmi e valori in cui credere. Intanto, nutriamo molte aspettative nell’esordio col convegno su Piero Sgroj. E’ già significativa l’adesione del liceo messinese “La Farina”, che sarà “massicciamente” presente col suo dirigente e con le sue scolaresche: sarà un modo efficace per promuovere il nome e l’immagine di Francavilla».

     Lucia Camuglia ci ha, inoltre, anticipato che “Akademìa” ha in cantiere, per le prossime settimane, altre due conferenze culturali aventi rispettivamente ad oggetto l’insigne politico Ludovico Fulci e le origini greche della comunità francavillese. 

     R.A.

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