Dettaglio notizie

Dettaglio notizie


Sei in: Home Page  News   “gli zucchini di loto”: ferruccio puglisi racconta la “giustizia ingiusta”

Visite: 213 Commenti: 0
Vota Vota
Positivi: 100.00% su 1 totali
Bookmark and Share  |  Stampa questa pagina Stampa  |  Vai all'Archivio News Archivio

<- Record precedente Record successivo ->

17 Luglio 2010

“Gli zucchini di Loto”: Ferruccio Puglisi racconta la “giustizia ingiusta”

Il poliedrico intellettuale di Francavilla di Sicilia si cimenta pure nella narrativa con un gustoso romanzo che trae spunto da una curiosa vicenda realmente accaduta al Nord Italia. Ma diverse pagine sono anche ambientate nella nostra isola

     Non finisce di sorprendere Salvatore Ferruccio Puglisi, insegnante nativo di Francavilla di Sicilia, ma residente per lavoro a Belluno: ambientalista (è stato fondatore e presidente della sezione francavillese di “Italia Nostra”), naturalista, appassionato di fotografia, autore di documentari in diapositive, campione regionale e provinciale di corsa podistica ed oggi anche scrittore. Puglisi aveva già avuto a che fare con l’editoria con delle pubblicazioni riguardanti rispettivamente la flora spontanea e le testimonianze preistoriche nel territorio della Valle dell’Alcantara, ma adesso ha voluto cimentarsi pure nella narrativa dando alle stampe, per il suo editore “storico” Armando Siciliano, “Gli zucchini di Loto”.

     Trattasi di una curiosa vicenda, realmente accaduta in una località delle Alpi, tramite la quale l’autore mette garbatamente in risalto le anomalie e le disfunzioni del sistema giudiziario italiano, ponendo l’accento sulla lunghezza e sulla farraginosità di certi contenziosi originatisi per mere banalità (ma che tolgono tempo e risorse alla trattazione di cause più importanti) e che, magari, si concludono con la condanna di chi è nel giusto.

     Non volendo privare i lettori del piacere di scoprire l’epilogo della storia, ci limitiamo ad accennare che tutto nasce dall’estirpazione da un proprio terreno di semplici zucchini che, però, erano stati messi lì a dimora da altri; ne scaturisce, quindi, una denuncia per furto cui fa seguito “tanto” di rinvio a giudizio per l’ignara signora che si era limitata ad esercitare il sacrosanto diritto a ripulire il proprio fondo da tutto ciò che riteneva essere delle “erbacce”, fossero esse appartenenti al genere delle gramigne o a quello delle cucurbite.

     E non essendo critici letterari “di professione”, al cospetto di un prodotto editoriale ci piace, quando possibile, acquisire l’interpretazione “autentica” del suo stesso autore. «Questo mio libro di narrativa – ci dice Ferruccio Puglisi - è il primo di una serie inquadrabile nel genere alla “Peppone e Don Camillo”: da tempo ho quasi pronto il secondo e so già quale sarà l’argomento del terzo, ma ho tanti altri interessi ed impegni e, quindi, non sono in grado di programmare delle scadenze di uscita precise. Cosa ho voluto dire con “Gli zucchini di Loto”? Innanzi tutto che i “diavoli” non si trovano solo al Sud (come io stesso pensavo una volta) perché ce ne sono tanti pure al Nord Italia: come suol dirsi, insomma, “tutto il mondo è paese” in quanto possono cambiare le abitudini, il livello di benessere e gli stili di vita, ma l’animo umano è lo stesso e le guerre si scatenano ovunque, semplicemente invadendo il terreno del vicino. A tutto fa da sfondo la “curiosa” realtà dei tribunali dove, a volte, la menzogna prende il sopravvento sulla verità».

     Originale la “trovata” di affibbiare ai vari personaggi della vicenda nomi di fantasia che si riferiscono tutti a vegetali (Gaio Loto, Itaca Radici, Saro Cipolla, Leda Radicchio, Rosa Piselli, l’avvocato Salvia, il geometra Sedano, ecc.), dando così vita ad un simpatico “pinzimonio” letterario.

     Spontaneo chiedere a Puglisi quanto in tale romanzo vi sia di autobiografico. «Diciamo – risponde genericamente l’autore – che è più facile descrivere fatti vissuti anziché inventati; e negli “Zucchini di Loto” si narra un fatto vero. Per il resto, quelli che hanno già letto questo mio libro, mi dicono che con uno dei personaggi (Saro Cipolla, ndr) abbiamo molte cose in comune… Di autobiografico vi è, inoltre, la “mia” Sicilia, alla cui volta i protagonisti intraprendono un rilassante viaggio che li porta tra il mare di Taormina e quello di San Vito Lo Capo, tra la Valle dei Templi di Agrigento e le rovine di Selinunte, con degustazioni dei prodotti tipici locali».

     Questa prima “incursione” di Salvatore Ferruccio Puglisi sul terreno della narrativa costituisce, dunque, una gradevole ed “intelligente” lettura estiva, consigliabile a chi vuole svagarsi, ma anche riflettere.

     RODOLFO AMODEO

Immagini allegate  Immagini allegate


Commenti Commenti

Commenti presenti: 0

  Aggiungi commento