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28 Gennaio 2012
Anna Karenina e Madame Bovary, vittime dei sentimenti e della società
Interessante conferenza del gruppo di studio “Akademìa” di Francavilla di Sicilia con il critico letterario e docente di Lettere Patrizia Danzè, che ha dissertato sulle “eroine” dei celebri e sempre attuali romanzi di Gustave Flaubert e Leone Tolstoj
La letteratura mondiale si è spesso “nutrita” dell’universo femminile dando vita ad autentiche “eroine”, così solitamente denominate, anche se in alcuni casi si tratta di donne uscite sconfitte dal rapporto con la realtà ed, in particolare, con l’altro sesso. Di ciò si è discusso alcune sere addietro presso la sala-biblioteca del Palazzo Cagnone di Francavilla di Sicilia nell’ambito di un’interessante conferenza organizzata dal gruppo di studio “Akademìa”, costituitosi qualche anno fa nella cittadina dell’Alcantara e con già all’attivo apprezzabili iniziative culturali, volte soprattutto a valorizzare benemerite personalità francavillesi e vicende di storia patria. Stavolta, invece, con l’incontro sul tema “Due donne davanti all’amore: Anna Karenina e Madame Bovary”, è stata avviata una serie di “percorsi di lettura” che vanno oltre l’interesse strettamente localistico.
Dopo aver donato al Comune di Francavilla un elegante volume dello storico dell’arte Alessandra Migliorato sulla scultura cinquecentesca in Sicilia Orientale e Calabria (contenente riferimenti anche ad opere presenti in loco, tra cui il pregevole tabernacolo della chiesa francavillese della Matrice), l’ex deputato regionale Gioacchino Silvestro e la docente di Lettere Lucia Camuglia, fondatori di “Akademìa”, hanno introdotto i lavori evidenziando l’importanza della lettura, un’attività purtroppo trascurata dalle giovani generazioni, ma che invece si rivela essenziale per l’arricchimento culturale e la maturazione individuale.
Alla relatrice Patrizia Danzè, critico letterario nonché docente di Lettere al prestigioso Liceo Classico “La Farina” di Messina, è dunque toccato il compito di “sviscerare” due capolavori della narrativa di tutti i tempi quali “Madame Bovary” del francese Gustave Flaubert ed “Anna Karenina” del russo Leone Tolstoj, scritti ed ambientati nel XIX secolo, ma ancora estremamente attuali specie con riferimento alla figura della donna.
«Queste due opere letterarie – ha sottolineato la professoressa Danzè – segnano la fine del romanticismo sentimentalistico perché vanno oltre la narrazione superficiale per andare a scandagliare l’animo delle rispettive eroine, che in realtà “eroine” non sono in quanto donne che non riescono ad adeguarsi alla realtà, fino a soccombere ad essa attuando il gesto estremo del suicidio».
La relatrice ha, quindi, evidenziato le similitudini e le differenze tra Emma Bovary ed Anna Karenina e le rispettive vicende. «Siamo in presenza – ha spiegato Patrizia Danzè – di due donne che si lasciano talmente travolgere dalle passioni al punto da annientare le loro esistenze decidendo entrambe di togliersi la vita. E sia Emma che Anna sono vittime dei rispettivi contesti sociali, bigotti e maschilisti, cui il loro spirito libero non riesce ad adeguarsi. Ma mentre la prima passa da un’avventura sentimentale all’altra per sfuggire alla monotonia della vita di provincia e nella piena consapevolezza che i suoi atteggiamenti risultano “disdicevoli” per la società del tempo, la seconda è capace d’innamorarsi e, a differenza dell’eroina di Flaubert che fa di tutto per non far scoprire le proprie “debolezze”, sfida apertamente le ipocrite convenzioni sociali separandosi dal marito perché non le riesce di accettare un vincolo matrimoniale che non ha più ragione di esistere. Tutte e due le storie si concludono drammaticamente col suicidio delle rispettive protagoniste, “stritolate” dal loro non sapersi conformare al “modus vivendi” ed alla mentalità del loro tempo. Si tratta, pertanto, di romanzi della “disillusione”, ovvero quel tristissimo sentimento che si origina dal contrasto tra il nostro modo di essere e la realtà che ci circonda. E proprio la donna, allora come anche oggi, rimane forse la principale vittima di questo malessere dell’anima: da qui la perenne attualità di questi capolavori della letteratura ottocentesca che, al di là delle trame avvincenti e degli spaccati storico-sociali, riescono ad offrire profonde indagini introspettive della personalità umana».
Alla coinvolgente dissertazione di Patrizia Danzè (cui hanno assistito anche tanti suoi alunni del liceo “La Farina” appositamente recatisi a Francavilla accompagnati da alcuni insegnanti) hanno fatto seguito gli appassionati interventi del pubblico, che ha dato vita ad una sorta di “processo letterario”: qualcuno si è mostrato più indulgente nei confronti della “rivoluzionaria”, ma “romantica”, Anna Karenina e meno verso la “viziosa” Madame Bovary. Alla fine, però, è emersa la convinzione che è estremamente difficile, se non inopportuno, emettere “giudizi definitivi” visto che è la società, con i suoi pregiudizi, i suoi ipocriti moralismi ed i suoi “falsi miti”, la causa principale di certe “debolezze”: a voler leggere tra le righe, infatti, la protagonista del romanzo di Flaubert è approdata alle molteplici e “devastanti” relazioni adulterine sull’onda della reazione all’educazione borghese e perbenista ricevuta in gioventù e dell’inseguimento di quel “sogno” del tutto illusorio della felicità fatto intravedere da certa melliflua letteratura popolare in voga a quel tempo ed a cui sia il Flaubert che il Tolstoj, con le rispettive opere, hanno inferto un autentico “scossone”.
Ma si è pure discusso dell’insopprimibile “diritto” di una donna avanti negli anni di innamorarsi, anche eventualmente (come accade nelle tumultuose vicende sentimentali della Karenina e della Bovary) di una persona più giovane; ancora oggi, infatti, la società nutre parecchi pregiudizi nei confronti di questo tipo di relazione (considerata “anomala” e quasi “contronatura”) mentre, viceversa, nei riguardi dell’uomo maturo o anziano che si accompagna ad una venti-trentenne c’è la massima comprensione o, addirittura, “ammirazione”.
RODOLFO AMODEO
Immagini allegate
Commenti
Commenti presenti: 1
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Num: 1 -- 30 Gen 2012 - 11:51,52
Francesca Marchese ha scritto...
Salve signor Amodeo, sono una francavillese all'estero da tanti anni. Ho letto il suo articolo su Anna karenina e Madame Bovary e condivido quanto scritto, permettendomi di dare la mia opinione sul maschilismo. A mio avviso é una forma di ignoranza presente in alcuni uomini, ed allo stesso tempo una mancanza di rispetto nei confronti del mondo femminile. Se solo pensassimo che la donna genera la vita, allora cambierebbero molti modi di pensare; ma questi naturalmente sono pensieri di alto livello che purtroppo sono lontani dalle vedute maschili. Volevo esprimere solo il mio punto di vista, ma anche il mio sentire. La saluto e le auguro una splendida giornata.