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30 Dicembre 2009

Angelo Varrica riprende i pennelli

Pochi sanno che l’ex presidente della Pro Loco di Francavilla di Sicilia, nonché infaticabile organizzatore di manifestazioni ed eventi vari, si dedica pure alla pittura con apprezzabili risultati

     Noi giornalisti ci siamo sempre occupati di lui per le tante ed apprezzate iniziative che è solito “regalare” a Francavilla di Sicilia, il paese che gli ha dato i natali ed a cui ha fatto ritorno una ventina d’anni fa dopo un’esaltante carriera di parrucchiere per signora conclusasi nella Città dello Stretto. Stavolta, però, scrivendo del signor Angelo Varrica non ci dilungheremo sulla Sagra Campestre di Madonna Gala, da lui organizzata ogni estate, né sui suoi trascorsi di presidente della Pro Loco francavillese: ciò che vogliamo evidenziare sono le sue doti di pittore, espresse su delle tele che ama realizzare nei momenti di relax.

     Ci siamo accorti di esse qualche mattina addietro, quando abbiamo visto Varrica scaricare questi dipinti dalla sua “Fiat 126 Top” per poi andarli ad appendere alle pareti dell’“amata” Pro Loco di Piazza Annunziata. L’inattesa esposizione è durata appena un’ora, giusto il tempo per attirare l’attenzione di qualche passante e, soprattutto, consentire ai tanti amici e conoscenti di “scoprire” le inclinazioni artistiche nascoste dell’arzillo ex coiffeur.

     Alla parete centrale del sodalizio è, quindi, improvvisamente “esploso” un tripudio di pittoreschi scorci naturalistici della Valle dell’Alcantara, volatili dai coloratissimi piumaggi, nature morte ed anche qualche immagine sacra; soggetti, dunque, di vario tipo, che Angelo Varrica riproduce in pieno stile “naif”.

     Come… naif è anche l’ambiente in cui il Nostro ama rifugiarsi per dare libero sfogo al proprio estro pittorico: il… pollaio annesso alla sua abitazione, ubicata ad un tiro di schioppo dall’ex stazione ferroviaria. «Può sembrare strano – dichiara il… novello Ligabue –, ma è proprio tra le mie… galline che riesco ad ottenere l’ispirazione e la concentrazione giuste per dipingere».

     E come in quasi tutte le manifestazioni di sensibilità artistica, anche dietro la pittura di Angelo Varrica si nasconde un qualcosa che ha messo l’uomo a dura prova. «Alla fine degli Anni Ottanta – racconta – ho subìto la dolorosissima perdita di mio figlio Pino, strappato alla vita da un incidente stradale in Costa d’Avorio, dove si trovava in qualità di missionario laico. Da allora non sono più lo stesso: do la giusta dimensione alle cose, non mi arrabbio più di tanto, penso meno a me e più agli altri e cerco la felicità in piccole ed innocenti emozioni come, per l’appunto, l’avere di fronte una tela o un semplice foglio di carta ed imprimere su di essi le sensazioni che ricevo dalla visione della realtà che mi circonda. E’ questa vera arte? Non sta a me dirlo. Io so solo che dipingere mi arreca un grande sollievo e che chi viene a conoscenza di questo mio hobby gradisce qualche mia tela in regalo; e qualcuno vorrebbe persino che gli impartissi delle lezioni di pittura».

     RODOLFO AMODEO

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