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06 Giugno 2011
Alle Gole dell’Alcantara il Museo permanente di Silvio Benedetto
Intervista al famoso e poliedrico artista italo-argentino, apprezzato in tutto il mondo, il quale ha scelto il rinomato angolo di natura siciliana, “custodito” dai fratelli Vaccaro, per conservare ed esporre la sua “avanguardistica” produzione
Un grande artista di fama internazionale ha fortemente avvertito il “richiamo” della Valle dell’Alcantara, al punto da eleggerla a sede permanente di un museo che raccoglie il meglio della sua produzione e dei suoi ricordi professionali e personali: è Silvio Benedetto, nato in Argentina nel 1938, ma proveniente da una famiglia siciliana (di Avola, in provincia di Siracusa) che già annoverava pittori e fotografi.
L’arte, nelle sue molteplici espressioni (pittura, scultura, allestimenti teatrali, cinema, fotografia, ecc.), è dunque nel “dna” di questo personaggio, la cui “prorompente” creatività è stata recensita da “firme” del calibro di Dacia Maraini, Renato Guttuso e Leonardo Sciascia.
Il maestro Benedetto, inoltre, è stato amichevolmente frequentato da artisti ed intellettuali eccelsi quali Eduardo De Filippo, Carlo Levi, Ignazio Buttitta e Rosa Balistreri.
E quando, nel 1974, la sua installazione “Uomo Cristo”, destinata alla Piazza Politeama di Palermo, fece gridare allo scandalo i soliti “benpensanti”, intervenne in sua difesa, sottoscrivendo un apposito documento, gente come Dario Fo, il regista Nanni Loy, il cantautore Sergio Endrigo e l’intellettuale Cesare Zavattini.
Il quotatissimo artista, malgrado abbia fissato la sua residenza ufficiale a Roma già alla fine degli Anni Cinquanta («venni in Italia giovanissimo – racconta al riguardo - per accompagnare mio nonno che voleva rivedere la sua Sicilia, ma finì che lui rientrò in Argentina ed io decisi di rimanere qui»), è sempre in giro per la Penisola in quanto enti pubblici e soggetti privati si contendono il suo estro creativo per abbellire i rispettivi spazi.
Le opere figurative di Benedetto (tra cui anche giganteschi murales) adornano, pertanto, diversi luoghi del mondo e dell’Italia e, da qualche giorno, anche le “nostre” Gole dell’Alcantara, grazie al museo permanente interamente dedicato all’artista italo-argentino che i fratelli Maurizio, Nino ed Alessandro Vaccaro hanno ricavato all’interno del loro Parco Botanico e Geologico annesso al rinomato sito naturalistico.
Pur non essendo critici d’arte, da semplici giornalisti “osservatori” ci piace riportare le nostre modeste impressioni sullo stile di Silvio Benedetto, che troviamo estremamente comunicativo ed al tempo stesso innovativo; uno straordinario “mix”, insomma, di passato, presente e futuro, che non lascia certamente impassibile lo spettatore il quale, al cospetto dell’“esplosione” di colori e forme presente nei dipinti, nelle sculture e nelle installazioni di quest`artista, prova intense emozioni, spesso assimilabili ad una sorta di “gioioso senso di divertimento”.
Ma ecco cosa ci ha detto il Maestro in quest’intervista rilasciataci nei giorni scorsi alle Gole dell’Alcantara, dove ci ha accolto con l’umiltà e la cordialità tipiche di chi è veramente un “grande”.
- Maestro Benedetto, da cosa deriva questa sua quasi “necessità” di solcare generi artistici diversi, quali la pittura, la scultura, la recitazione, ecc.?
«Come dice lei, si tratta proprio di una mia “necessità”, perché non mi basta esprimermi solo con la parola: ho bisogno anche di altre forme di linguaggio. Così, certe cose le comunico con la pittura, altre con la scultura, altre ancora con il teatro, e così via».
- Chi è, secondo lei, il “vero” artista?
«Colui che vive tra sogno e realtà. Nel senso che non bisogna alimentarsi solo di romanticismo e fantasia, ma occorre anche saper essere “uomini del nostro tempo” sforzandoci di conoscere e capire le problematiche della società contemporanea: è questo il mio modo di essere artista».
- Ma tra le varie forme di espressione artistica in cui lei si cimenta, ne predilige in particolare qualcuna?
«Diciamo che è il teatro ad affascinarmi particolarmente in quanto, anche se si porta in scena la stessa opera della sera precedente, ogni esibizione è sempre qualcosa di diverso».
- Limitandoci alle arti figurative, come potremmo definire il suo stile?
«Da autore che, come tale, vive in prima persona l’affascinante esperienza della creazione artistica, posso semplicemente dire che quando dipingo è il colore a “comandare”, mentre quando disegno è la linea».
- A quanto pare Silvio Benedetto è rimasto “folgorato” dalla Valle dell’Alcantara e quest’ultima, a sua volta, ha accolto la sua persona e la sua arte a braccia aperte, al punto che nel rinomato sito turistico della Gole di Motta Camastra è stato realizzato il museo permanente a lei dedicato. Che emozioni le ha dato quest’angolo di territorio siciliano?
«Sto avendo il piacere di frequentarlo grazie all’amicizia che mi lega ai fratelli Maurizio, Nino ed Alessandro Vaccaro, giovani e brillanti imprenditori turistici che ho conosciuto un paio d’anni fa, quando operavo in Liguria presso il Parco delle Cinque Terre. Ma, al di là della simpatia umana che li caratterizza, i fratelli Vaccaro meritano tutta la mia ammirazione e tutto il mio sostegno perché sono imprenditori veramente “illuminati” in quanto in tutto ciò che fanno mettono al primo posto il rispetto per l’ambiente, attuando tutte le buone prassi di sviluppo sostenibile. E sulla base di quanto affermavo prima (e cioè che un artista deve essere sempre sensibile alle problematiche della società), ciò mi ha convinto a stare al loro fianco in quest’esaltante avventura del museo permanente a me dedicato e ricavato all’interno della loro struttura. Pensate: ci troverete anche la prima opera in assoluto della mia carriera (ossia il “Nudo di Susanna” del 1951) e l’ultima che ho realizzato (“Silvia all’Alcantara”), dedicata alla mia compagna ed a questo territorio. Desidero, a tal proposito, ringraziare di vero cuore le bravissime maestranze locali (muratori, pittori, elettricisti, marmisti, ecc.) che, in tempi brevissimi, hanno consentito alle mie idee progettuali per questo museo di materializzarsi: anche questi artigiani sono stati “artisti” al pari di me, in ossequio ad un altro principio in cui credo fermamente, e cioè che l’arte non si fa da soli, bensì “in squadra”. Grazie, dunque, a Ciccio Silvestro ed al suo staff, a Roberto Catalano, ad Ivano Ponturo, a Massimo Siligato, a Salvatore Vaccaro, a Marco Morello ed alla sua famiglia, a Mascha Bom, a Hernan Ruiz, a Vito Pici, ai fratelli Vilardo, alla pazientissima Angela ed a tutto il personale del Parco Botanico e Geologico delle Gole Alcantara».
- Cosa si prova ad avere intitolato e dedicato un museo permanente in una località della provincia siciliana?
«L’appagante consapevolezza di aver contribuito a portare l’arte nel territorio: perché l’arte va fruita ovunque, e non solo nei musei e nelle gallerie dei grossi centri urbani».
RODOLFO AMODEO
Il taglio del nastro del Museo “Silvio Benedetto” ha avuto luogo domenica scorsa alla presenza dei sindaci di Francavilla di Sicilia, Salvatore Nuciforo, e Motta Camastra, Andrea Scarpignato, dell’assessore provinciale Lino Monea e di numerosi artisti ed operatori culturali del comprensorio.
Nel corso della cerimonia, condotta dal giornalista professionista Rodolfo Amodeo, un rappresentante dell’Istituto Professionale Alberghiero “Re Capriata” di Licata (il Comune dell’Agrigentino dove Benedetto ha realizzato diverse opere) ha consegnato al maestro ed agli imprenditori Vaccaro delle targhe di riconoscimento per i rispettivi impegni nei settori dell’arte e della promozione turistica.
Il tutto rientrava nell’ambito della kermesse “La Via del Mare”, ossia le nove giornate che l’omonima associazione internazionale, guidata da Silvia Lotti, ed il Parco Botanico e Geologico delle Gole dell’Alcantara hanno allestito per celebrare, attraverso numerosi eventi artistici e culturali, il forte legame tra l’Italia (ed in particolare la Sicilia) e l’Argentina. Oltre a quella di Silvio Benedetto, la manifestazione, che si concluderà domenica prossima 12 giugno, annovera anche altre prestigiose presenze, come il popolarissimo cantautore e musicista argentino Omar Moreno Palacios, la poliedrica attrice e pittrice Olga Macaluso e l’avvocato ed operatore culturale José Luis Nacucchio.
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Commenti
Commenti presenti: 1
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Num: 1 -- 10 Giu 2011 - 10:03,53
Giuseppe (pippo) Mannino ha scritto...
Mi ha fatto molto piacere apprendere la notizia dell'inaugurazione di un Museo dedicato a Silvio Benedetto, un grande artista. Tre anni fa avevo dedicato a Silvio Benedetto una poesia, che ho rivisto vi invio. Ho conosciuto Silvio a casa di Mazzullo a Roma agli inizi degli anni '60, appena arrivato dall'Argentina. Mazzullo lo riteneva un grande artista. Complimenti ai fratelli Vaccaro, che hanno saputo offrire ai visitatori delle Gole dell'Alcantara l'opportunitŕ di conoscere le opere di Benedetto. Giuseppe Mannino A SILVIO BENEDETTO Sei nato in Argentina ma siciliano sei, cresciuto con l’idea fissa di restare nella storia. Accanito sognatore, giochi con i sogni a sottomuro, come fossero monete. Porti a spasso per il mondo la cultura millenaria delle nostre terre. Stampi sui muri del mondo omerici murali di coraggiosi pescatori. Contrapponi alla Valle dei Templi quella delle Pietre Dipinte, raccontando la Divina Commedia nella terra delle mandorle. Rinnovi le radici di civiltŕ con opere che ricordano il futuro. Unisci terre diverse con messaggi di pace e di libertŕ. Artista dei Due Mondi, sei novello Garibaldi della cultura. Le tue gesta sono giŕ nella storia. Disprezzi coloro che rubano o tradiscono la tua amicizia. I tuoi anni sono libri da sfogliare come origŕmi. Mazzullo ti voleva bene e tu sei venuto a trovarlo nella Valdemone. Giuseppe Mannino