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09 Agosto 2011
“L’Uomo e la Salvezza” di Nunzio Trazzera a Verzella di Castiglione di Sicilia
Il grande artista nativo di Randazzo ha realizzato per l’abside della chiesetta di S. Giovanni Bosco un dipinto monumentale che, attraverso un’originale raffigurazione degli episodi biblici, racconta il cammino del genere umano verso la felicità
Dalla piccola chiesa di Verzella, frazione del Comune etneo di Castiglione di Sicilia, s’innalza una grande “preghiera”: è il dipinto monumentale che il poliedrico e quotato artista figurativo Nunzio Trazzera, nativo di Randazzo, ha realizzato per l’edificio sacro intitolato a San Giovanni Bosco e che è stato solennemente inaugurato nei giorni scorsi alla presenza del suo autore, del giovane arciprete Roberto Fucile e del primo cittadino castiglionese Claudio Scavera. Alla cerimonia hanno anche assistito i marescialli dei Carabinieri Giovanni Grasso (Stazione di Castiglione di Sicilia) e Salvatore Lentini (Stazione di Passopisciaro), i parroci Antonino Imbiscuso (Randazzo e Passopisciaro) e Daniele Torrisi (Mojo Alcantara e Malvagna), l`assessore Antonino Zingale in rappresentanza dell`Amministrazione Comunale di Randazzo e numerosi artisti ed operatori culturali del comprensorio.
“L’Uomo e la Salvezza” è il titolo-tema dell’imponente (oltre trentacinque metri quadrati su ventidue pannelli in compensato marino) e significativa opera pittorica (in acrilico, oro e argento) con cui Trazzera ha adornato l’abside della chiesetta di Verzella “raccontando” gli episodi ed i protagonisti salienti del Vecchio e del Nuovo Testamento; ed anche stavolta non ha rinunciato al suo inconfondibile stile espressivo, all’insegna di forme e colori “danzanti”, che ha fatto conoscere in Italia e nel mondo l’artista randazzese, particolarmente apprezzato per il dinamismo cosmico ed il forte impatto cromatico che caratterizzano la sua pittura.
Ma, così come in tutti i capolavori dell’arte religiosa, anche in questo, al di là del messaggio estetico, s’impone quello spirituale: l’autore, nella fattispecie, ha voluto “storicizzare” la sofferenza e gli errori umani lungo il cammino verso la rinascita.
Infatti, seguendo il naturale percorso visivo da sinistra verso destra, l’osservatore si trova inizialmente di fronte ad episodi e personaggi “negativi” riportati nella Genesi (il peccato originale di Adamo ed Eva, l’uccisione di Abele da parte di Caino, le perverse città di Sodoma e Gomorra, il rapporto incestuoso tra Lot e le sue figlie, ecc.), per poi via via assistere alla risalita dell’uomo attraverso le tavole di Mosè, la saggia giustizia di Salomone, il trionfo del pastorello Davide sul gigante Golia, ecc.
Si giunge, così, al centro della colossale raffigurazione pittorica, dove troneggia il Cristo in croce, che Trazzera ha anche voluto dotare di una spiccata luminosità dipingendone il corpo in foglia oro: il sacrificio del Messia costituisce, infatti, il punto nodale per il raggiungimento della felicità, e persino l’esecrabile bacio di Giuda, in realtà, sarebbe una tappa essenziale e necessaria del progetto divino, al pari dei miracoli di Gesù, delle predicazioni di San Giovanni Battista e dell’operato degli apostoli.
Lo sguardo approda, infine, alla parte destra dell’affresco, dove “esplode” l’azzurra e gioiosa luminosità del Paradiso, che l’artista ha voluto attualizzare inserendovi pure i volti di alcune personalità contemporanee le quali, facendo proprio il messaggio cristiano, hanno conquistato anch’esse la salvezza: si intravedono, in particolare, Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta, San Giovanni Bosco ed i pontefici dell’ultimo mezzo secolo, fino al “grande” Giovanni Paolo II.
Nel corso della recente cerimonia inaugurale della pregevolissima creazione del maestro Trazzera, questo mirabile cammino figurativo verso la felicità è stato dettagliatamente illustrato ed approfondito dal docente di Lettere e noto operatore culturale Angelo Manitta (fondatore e presidente dell’Accademia internazionale “Il Convivio”) e dal figlio Giuseppe. Ed i loro interventi non sono stati casuali: nel piccolo borgo di Verzella, infatti, la famiglia Manitta si è sempre contraddistinta quanto a senso di religiosità ed attaccamento ai valori cristiani, e proprio la signora Ignazia Coco, madre del prof. Angelo, alcuni decenni prima di morire aveva cominciato a mettere da parte qualche piccola somma della sua pensione nell’intento di destinarla ad abbellire la chiesetta di S. Giovanni Bosco; successivamente, quella cifra iniziale venne integrata con i risparmi del marito e con il contributo economico del figlio Angelo, consentendo al “sogno” della compianta signora Coco di potersi avverare.
«Pur nella sua assoluta originalità – ha in particolare sottolineato Angelo Manitta nel suo intervento alla cerimonia inaugurale – già al primo impatto visivo l’opera di Trazzera evoca il celeberrimo Giudizio Universale di Michelangelo. Si tratta, ovviamente, di tempi diversi e modi diversi di esprimersi, ma che manifestano sempre gli stessi interrogativi fondamentali dell’umanità: chi siamo? Dove andiamo? Qual è il nostro scopo sulla terra? Quale la nostra identità? Dio opera accanto all’uomo? Tante, insomma, sono le domande e tante possono essere le risposte; ma, alla fine, il comun denominatore di tutto è la ricerca da parte dell’uomo della propria felicità».
«Il messaggio più importante, o almeno più evidente, dell’opera di Trazzera – ha aggiunto il giovane e brillante critico d’arte e letterario Giuseppe Manitta – è come il mistero di Cristo in Croce prosegua nel tempo e nella storia. In ogni caso, questo grande dipinto, all’insegna del movimento e dell’esplosione di luce, ha come fulcro Dio, ma è anche riflessione sull’uomo. L’autore, indiscusso fondatore dell’arte cosmico-dinamica, è riuscito a condensare in esso il movimento futurista, il frammentismo cubista ed il cromatismo acceso di certe avanguardie, creando un’opera materica e profonda. Si realizza, così, quello che esprimeva il settecentesco Buffon, ovvero come lo stile sia ordine ma, al tempo stesso, movimento».
Parecchie, ovviamente, le aspettative riposte dalla piccola comunità di Verzella in questo capolavoro del Trazzera, che adornerà permanentemente la chiesetta di S. Giovanni Bosco: si tratta, infatti, di una “meraviglia” meritevole di aprirsi al mondo assurgendo a patrimonio artistico da ammirare e, magari, far rientrare in un circuito turistico rendendo fruibile ai visitatori l’edificio sacro che lo ospita.
RODOLFO AMODEO
Nelle IMMAGINI ALLEGATE i momenti salienti ed i protagonisti della cerimonia inaugurale dell`opera di Nunzio Trazzera “L`Uomo e la Salvezza”, svoltasi il 7 agosto 2011 a Verzella (Castiglione di Sicilia) nella chiesa di S. Giovanni Bosco; di seguito anche la riproduzione integrale in piano del grande dipinto ed alcuni suoi particolari (questi ultimi tratti dall`apposita monografia edita da “Il Convivio”).
Immagini allegate
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