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21 Novembre 2009

Intervista al conduttore televisivo di Raiuno Alessandro Di Pietro

Il popolare anchorman ha visitato le aziende dei fratelli Vaccaro per predisporre le “scalette” delle prossime puntate del suo seguitissimo programma “Occhio alla spesa”, in cui si parlerà dei prodotti tipici agroalimentari della Valle dell’Alcantara

     “Occhio alla spesa” e… occhio alla Valle dell’Alcantara ed ai suoi prodotti agroalimentari dalle qualità e dai sapori unici. Potrebbe essere questo lo “slogan” della recente giornata trascorsa nelle campagne tra Motta Camastra e Graniti dal popolare conduttore televisivo romano Alessandro Di Pietro, da ben sette anni al timone del seguitissimo programma mattutino di Raiuno, che vanta una media di due milioni di telespettatori al giorno interessati ad alimentarsi in maniera sana ed economicamente conveniente.

     Di Pietro, accompagnato dal suo collaboratore Giancarlo Santanocito, è stato ospite dell’azienda agricola “TerrAlcantara” dei fratelli Alessandro, Maurizio e Nino Vaccaro, eredi del compianto papà Carmelo, “scopritore” delle rinomate Gole dell’Alcantara. Il primo contatto tra il baffuto anchorman ed i tre imprenditori alcantariani risale, comunque, ad un paio di mesi addietro; non a caso, nella puntata di “Occhio alla spesa” dell’11 novembre scorso era intervenuto in esterni Nino Vaccaro, intervistato, in qualità di olivicoltore nonché di agronomo, in merito ai pregi dell’olio extravergine d’oliva siciliano.

     Prima di prendere il volo per Roma, l’affabile giornalista ed autore tv ha voluto intrattenersi con i rappresentanti della stampa locale per spiegare i motivi del suo “blitz” siciliano. Così, i fratelli Vaccaro ci hanno calorosamente accolto nell’elegante sala da pranzo della “Casa delle Monache” di Graniti, una delle strutture ricettive da loro avviate e che completa, insieme alle altre dislocate in zona, l’offerta turistica ruotante attorno alle già note Gole di Motta Camastra, che il papà imprenditore iniziò a valorizzare negli Anni Sessanta. E’ lì che il noto volto televisivo, con trascorsi di biologo e ricercatore al Cnr, si è molto volentieri sottoposto alle nostre domande.

- Dottor Di Pietro, chi la porta da queste parti dopo un’intera settimana di lavoro quotidiano a Raiuno negli studi televisivi romani di Saxa Rubra?
«Semplice: ritengo doveroso, quale conduttore ed autore di un programma come “Occhio alla spesa”, rendermi conto personalmente delle “eccellenze” che offre il suolo italiano in termini di produzioni agroalimentari; così, quando ho qualche ora libera e nei fine settimana, mi reco spesso in trasferta a cercare spunti utili per la mia trasmissione. Ed oggi mi sono reso conto che la Valle dell’Alcantara, da questo punto di vista, ha tutti i numeri per giocare un ruolo da protagonista nella tv nazionale».

- Ciò significa che di questo lembo del territorio siciliano si parlerà nelle prossime puntate di “Occhio alla spesa”…
«Certamente. Perché la Sicilia, in generale, è una “conchiglia” di sapori ed odori. E non dimentichiamo che la vostra isola “riempie” quasi tutto il comparto agroalimentare italiano. Con riferimento a questa particolare zona denominata Valle dell’Alcantara, noto con piacere che la famiglia Vaccaro, attraverso soprattutto l’olio “Rustichello” e vari liquori e confetture di agrumi, si prodiga con estrema professionalità per far esprimere ed affermare al massimo questo “florilegio” di aromi, che considero veramente unici; ci troviamo di fronte ad una realtà aziendale virtuosa e rara perché è una delle poche del Sud Italia a ragionare in termini di vera imprenditorialità».

- Trattandosi, dunque, di una realtà rara, l’agricoltura siciliana potrebbe fare di più, magari prendendo a modello l’azienda Vaccaro…
«Diciamo che gli operatori privati possono avere tutta la competenza e tutta la buona volontà di questo mondo, ma hanno comunque bisogno di un contesto favorevole che, a quanto mi risulta, in Sicilia non viene garantito sia per colpa di “certa” politica e sia per la presenza di fenomeni malavitosi».

- A proposito di politica e pubbliche istituzioni nostrane: cosa ne pensa delle innumerevoli e, spesso, improbabili sagre che vengono continuamente finanziate in tutti gli angoli, anche i più sperduti, del territorio siciliano?
«E’ lodevole e comprensibile che un pubblico amministratore si sforzi di valorizzare il prodotto agroalimentare che caratterizza il proprio Comune, ma se, come solitamente capita, quel prodotto viene rimosso dalla memoria del visitatore non appena ci si lascia alle spalle il viale degli stand espositivi, i soldi pubblici utilizzati per finanziare quella sagra sono stati letteralmente buttati al vento. Le sagre, dunque, vanno bene, purché non rimangano fini a se stesse, senza, cioè, il supporto di una “strategia” di reale promozione e valorizzazione in grado di dare spessore all’effimero e passeggero momento ricreativo e festaiolo. Per il resto, ben vengano i cosiddetti “prodotti di nicchia”: oggi il processo di globalizzazione ha investito pure l’agricoltura e, di conseguenza, le abitudini alimentari della gente; solo la tipicità di ciò che viene prodotto da un determinato territorio può, in qualche modo, contrastare questa “triste massificazione” cui si assiste anche a tavola. E poi un consiglio: consumiamo i prodotti siciliani, così come di qualsiasi altra parte d’Italia, possibilmente in loco, perché entrano in stretta simbiosi con l’ambiente da cui provengono ed una volta trasferiti altrove, pur conservando la loro bontà, assumono un gusto leggermente diverso. Questo per dire che il limoncello dell’Alcantara che ho bevuto oggi nella Valle dell’Alcantara, quando lo berrò domani a Roma sarà buonissimo, ma non mi darà quelle sensazioni che ho ricevuto gustandolo laddove è stato prodotto. Bene hanno fatto, dunque, i fratelli Vaccaro a dotarsi di luoghi di ricettività, come quello che oggi ci ospita: ci danno la possibilità di sostare nella Valle dell’Alcantara e, contemporaneamente, deliziare il palato con quanto proviene dalla natura circostante. Rivolgo, pertanto, un invito ad acquistare ciò che si produce in Sicilia, ma consiglio anche di venire qui in vacanza per degustare direttamente sui luoghi tali prelibatezze».

     La cordiale intervista-conversazione con Alessandro Di Pietro sfocia, poi, nei progetti televisivi del conduttore, stimolati dal gradimento ottenuto dalla sua attuale “creatura”. «Facciamo una televisione effettivamente di servizio – dichiara Di Pietro con un pizzico d’orgoglio – che incontra le simpatie e l’interesse del pubblico; altrimenti “Occhio alla spesa” non sarebbe certo arrivato alla settima edizione. Un’ulteriore riprova l’ho avuta stamattina al mio approdo all’aeroporto di Catania per venire qui: tante persone mi hanno riconosciuto e qualcuno mi ha pure ringraziato per le “dritte” che in trasmissione diamo ai consumatori. Non nascondo che mi piacerebbe portare questo genere di programma in prima serata, magari invitando in studio personaggi famosi affinché ci parlino delle loro abitudini alimentari. Ma ho in cassetto pure un gameshow anch’esso incentrato sul consumo virtuoso: a vincere l’equivalente di uno stipendio è, in pratica, il concorrente che avrà dimostrato di saper gestire al meglio i propri soldi».

     www.alessandrodipietro.it

      www.occhioallaspesa.rai.it

     RODOLFO AMODEO

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