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02 Maggio 2009

Andare a funghi nella Valle dell’Alcantara

Da oggi sarà più semplice grazie al poster realizzato dal Gruppo Micologico Jonico-Etneo di Riposto in collaborazione con l’Ente Parco Fluviale

     Sono trentacinque le specie più rappresentative di funghi esistenti nelle aree boschive della Valle dell’Alcantara. Da oggi è possibile “abbracciarle” in un sol colpo d’occhio mettendosi al cospetto del pittoresco poster realizzato dal “Gruppo Micologico Jonico-Etneo” (a sua volta affiliato all’associazione micologica nazionale “Bresadola”) col supporto dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara.

     L’originale iniziativa editoriale è stata presentata qualche sera addietro a Giardini nei locali del “Fotoclub Naxos” dove, per l’occasione, sono intervenuti quasi tutti e quaranta i soci del sodalizio avente sede a Riposto, con in testa il presidente Leonardo La Spina. A quest’ultimo ed alla di lui consorte Lina Signorino, medico giardinese, si deve la costituzione, diciassette anni fa, del Gruppo Micologico Jonico-Etneo.

     «Tutto è nato – spiega la dottoressa Signorino, che è anche direttore della “Rivista di Micologia Siciliana” – dalla comune passione giovanile di andare a funghi. Ma a me ed a mio marito la cosa ci “intrigava” a tal punto che abbiamo deciso di creare un’organizzazione apposita coinvolgendo tutti gli appassionati come noi. Oggi siamo una quarantina di soci, provenienti non solo da Riposto, ma anche da altri centri della Sicilia Orientale come Catania, Giardini Naxos, Mascali, Acireale e Caltagirone. In questi primi diciassette anni di attività non ci siamo solo “parlati addosso” noi cultori della materia, ma abbiamo anche e soprattutto divulgato all’esterno la micologia attraverso riviste e pubblicazioni varie nonché l’annuale mostra che è ormai un appuntamento fisso delle manifestazioni ripostesi. Devo dire che negli ultimi tempi abbiamo fatto breccia anche nei Comuni della Valle dell’Alcantara, grazie soprattutto alla generosa amicizia di Angelo Savoca, presidente del Fotoclub Naxos che questa sera ci ospita, ed adesso anche grazie alla disponibilità dell’Ente Parco Fluviale, ed in particolare del suo giovane direttore Nunzio Priolo, il quale ha fortemente creduto nella nostra iniziativa mirata a far conoscere e valorizzare, attraverso un poster, gli esemplari micologici tipici alcantariani».

     Ed, a tal riguardo, il presidente La Spina sottolinea come quello dell’Alcantara sia stato l’unico Ente Parco a sposare la causa del Gruppo Jonico-Etneo. «Negli anni passati – dichiara – ciò che abbiamo fatto ora con i funghi dell’Alcantara lo avevamo fatto con i funghi dell’Etna e dei Nebrodi, ma né il Parco dell’Etna e né quello dei Nebrodi ci sono venuti incontro. Bisogna, dunque, dare atto al Parco Fluviale dell’Alcantara di essere realmente sensibile a tutto ciò che si produce, in termini di studio e promozione, in favore del suo territorio di competenza».

     Nel corso della piacevole serata al Fotoclub Naxos, ulteriormente “impreziosita” da un gustoso momento conviviale, apprendiamo dagli esperti fungaioli di Riposto che nella Valle dell’Alcantara i funghi più comuni sono quelli di Ferla ed il Finocchiastro, ma che è anche possibile imbattersi nel Gyrodon Lividus, nell’Endoptichum Agaricoides (un cui esemplare è stato addirittura rinvenuto in un ovile) nonché in specie velenose, quali l’Amanita Falloide e l’Omphalotus Olearius (dal colore arancione, solitamente proliferante sui tronchi degli alberi d’ulivo).

     Ma dirigenti e soci del Gruppo Micologico Jonico-Etneo non si stancano mai di ribadire che la loro “missione” divulgativa sulla conoscenza dei funghi si prefigge non solo di incentivare i piaceri del palato, ma anche e soprattutto di tutelare la salute dei tanti raccoglitori, spesso improvvisati e poco accorti, e di far altresì capire l’importanza di questi vegetali nel mantenimento degli equilibri degli ecosistemi. “Andare a funghi”, pertanto, non è un semplice hobby finalizzato al procacciamento di qualcosa di gustoso da mangiare, ma una vera e propria scienza il cui oggetto di studio sono queste straordinarie, multiformi ed a volte pericolose creature, comunque necessarie al benessere dei luoghi in cui crescono. Non a caso, per praticare la raccolta dei funghi una recente normativa richiede il conseguimento di un apposito patentino onde evitare di continuare ad assistere all’indecoroso assalto domenicale alla montagna da parte di orde di gitanti ignoranti e presuntuosi, armati di rastrelli e sacchetti di plastica, i quali non si fanno scrupolo di portare a tavola le specie più velenose e di distruggere inesorabilmente quelle che salvaguardano il contesto ambientale.

     RODOLFO AMODEO

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