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23 Gennaio 2010
“Ciak, si gira” a Francavilla di Sicilia
Il poliedrico attore e regista Cristian La Guardia ha scelto il Comune dell’Alcantara come location del cortometraggio “Speravo nell’eredità di mio zio”. Il set principale verrà ambientato nell’antico Palazzo Cagnone
Sulla scia del particolare favore di cui da qualche tempo gode nella nostra isola tale forma di espressione artistica (v. la coproduzione del Governo Regionale per “Baharia” di Giuseppe Tornatore), pure a Francavilla di Sicilia dilaga la “febbre” della cinematografia.
Il Comune della Valle dell’Alcantara sarà, tra qualche settimana, set del cortometraggio “Speravo nell’eredità di mio zio”, di cui è autore, regista ed interprete principale il poliedrico Cristian La Guardia, proveniente dalla cittadina etnea di Caltagirone, ma con trascorsi a livello internazionale nel mondo dello spettacolo. A fargli conoscere ed apprezzare Francavilla è stato l’amico e collega Gianni Vinciguerra, pure lui giovane showman ed organizzatore di eventi che da tempo ha fissato la propria residenza nella municipalità alcantariana.
Nei giorni scorsi, gli accoglienti locali del “Bar Taboo” di Via Gramsci hanno ospitato le selezioni per l’allestimento del cast del cortometraggio: si cercavano persone di tutte le età (in particolare bambini, donne 30-40enni particolarmente avvenenti e gente anziana) e sono stati in parecchi (provenienti anche da altri Comuni) a presentarsi all’apposito provino curato dallo stesso La Guardia affiancato da Vinciguerra. In tale occasione, ci è stato annunciato che le location francavillesi su cui la produzione intende puntare saranno una contrada di campagna e gli ambienti dell’antico Palazzo Cagnone (ma delle scene verranno girate anche a Catania).
«In una ventina di minuti – ci ha anticipato lo sceneggiatore e regista Cristian La Guardia – voglio raccontare la storia di un povero agricoltore, assillato da una moglie totalmente esaurita (impersonata dalla popolare cabarettista Mariuccia Cannata, in arte “Pipitonella”), che un giorno viene improvvisamente baciato dalla fortuna. Pur tuttavia, malgrado sia divenuto ricco sfondato, non osa abbandonare la famiglia e, pur concedendosi qualche lusso, continua a vivere accanto alla sua “strampalata” compagna. Alla fine, dunque, si vuole evidenziare il valore dell’unità familiare, che soprattutto a noi siciliani dovrebbe stare molto a cuore. Devo dire che sono molto contento di lavorare qui a Francavilla: ho trovato gente fantastica e delle location ideali per questo mio corto, che parteciperà ad importanti festival e concorsi nazionali ed internazionali di settore. Ma mi si perdoni se ho anche la… testa altrove: tra non molto dovrò iniziare le riprese di un’altra mia “creatura” cui tengo parecchio, ossia la commedia brillante “Sogno all’italiana”, che gireremo tra la Sicilia e Malta; si tratta di un film vero e proprio (ossia un lungometraggio) che sta già riscuotendo parecchio interesse nell’ambiente cinematografico nazionale».
Dal canto suo Gianni Vinciguerra, che “In speravo nell’eredità di mio zio” sarà aiuto-regista e direttore della fotografia nonché attore nella parte di un portalettere, tiene a sottolineare l’importante valenza promozionale che questo cortometraggio rivestirà per Francavilla di Sicilia. «Persino autorevoli rappresentanti della Regione Siciliana – dichiara al riguardo Vinciguerra – si stanno rendendo conto che ambientare nei nostri territori un film o una fiction televisiva è un qualcosa di altamente strategico sotto il profilo del richiamo turistico: la grande ribalta cinetelevisiva ci consente di proiettare all’esterno le bellezze della nostra terra facendole conoscere ad un pubblico vastissimo. Così sarà anche - ce lo auguriamo - per Palazzo Cagnone ed altri incantevoli angoli di Francavilla».
La produzione di “Speravo nell’eredità di mio zio”, comunque, non beneficerà di finanziamenti pubblici in quanto questi sono previsti solo per i lungometraggi e non anche per i corti.
www.cristianlaguardia.it
RODOLFO AMODEO
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