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30 Agosto 2010

Estate 2010 tra “sorrisi e canzoni” e… preoccupazioni

Lo stridente contrasto tra platee affollate e divertite ed esercizi di ristoro semivuoti, persino nella settimana di Ferragosto. Cosě, spentisi i riflettori, si torna ai problemi di tutti i giorni causati dalla devastante crisi economica...

     Il sottoscritto, dopo un anno di impegni lavorativi (spesso poco gratificanti economicamente…), preferisce trascorrere il periodo delle ferie estive “in libertà”, senza dover dar conto a nessuno, rispettare orari, “affliggere” il proprio corpo con giacche e cravatte e stressarsi alla ricerca di un parcheggio per seguire e/o intervenire ai tantissimi spettacoli ed agli altri svariati eventi che proprio durante la bella stagione si svolgono nei nostri Comuni. 

     Chiedo, quindi, umilmente scusa ai valorosi amici artisti ed operatori culturali che affettuosamente m’invitano alle pregevoli kermesse da loro organizzate tra luglio e settembre: ma che ci posso fare se, nelle sere d’estate, preferisco rilassarmi sotto le stelle al cospetto del mare, nella serena frescura dei tranquilli paesini alle pendici dell’Etna o mangiando qualcosa e strimpellando la chitarra in zoccoli e costume da bagno con le persone care che mi vengono a trovare?!

     Del resto, pure i giornali per cui scrivo osservano in tale periodo la pausa estiva e, pertanto, la mia presenza alle manifestazioni non sarebbe granché “utile”. Certo: questi giornali rinuncerebbero volentieri ad andare in ferie in estate se amministratori locali ed organizzatori vari avessero il “buon vezzo” e la sensibilità di pubblicizzare sulle nostre pagine gli eventi da loro allestiti, dando la possibilità agli organi d’informazione di beneficiare di qualche aiuto economico; ma tant’è…: i giornali ed i giornalisti veniamo contattati ed invitati alle manifestazioni solo nel tentativo di “estorcerci” pubblicità gratuita…

     Comunque, girovagando qua e là senza impegno e senza meta, anche a me, in questa estate 2010, è piacevolmente capitato di imbattermi del tutto casualmente in qualche spettacolo, che ho preferito seguire in piedi passeggiando o appoggiato a qualche muretto, proprio per godere di quella “libertà” che i posti a sedere, specie quelli di prima fila, non ti permettono. E poi, recandoti dietro il palco tra un`esibizione e l`altra, hai la possibilità di conoscere personalmente ed intervistare gli artisti e, magari, diventarne amico, senza bisogno di aspettare la fine della serata, quando si è stanchi e si pensa solo ad andare a mangiare ed a dormire.

     Ho, così, applaudito il riuscitissimo e raffinato saggio della scuola di danza “Dania Dance” diretta dalla giovane coreografa Dania Papa a Solicchiata (frazione di Castiglione di Sicilia), il trascinante recital del noto cantastorie siciliano Luigi Di Pino a Linguaglossa nell’ambito del “Premio Etna”, la selezione provinciale di “Miss Italia” condotta a Riposto dall’amico Ruggero Sardo, il varietà andato in scena a Linguaglossa con la cantante catanese Angela Aiello (finalista al prestigioso concorso di Castrocaro per nuovi talenti) e l’esilarante cabarettista-imitatore di Gela Rosario Tamburella, la serata danzante tenuta a Mitogio (anch’essa frazione di Castiglione di Sicilia) dalla mia amica ed eccellente cantante Nerina Scuderi accompagnata dal simpaticissimo duo dei “Los Pro Locos”, ovvero Salvo Sanfilippo alla tastiera e Sebastiano Sapienza alla chitarra (due cari amici musicisti castiglionesi che non vedevo suonare insieme dai tempi della “gloriosa” Tele Alcantara), ecc.

     Quasi tutti gli artisti appena citati (alcuni li ho rivisti con piacere, altri li ho conosciuti ed apprezzati solo adesso) sono stati immortalati dalla mia inseparabile fotocamera, e potete visionare alcuni momenti di queste loro esibizioni dell’estate 2010 nella sottostante sezione delle immagini allegate. Sono ben lieto, attraverso questo mio spazio Web, di dare un piccolo contributo alla loro notorietà ed a quella dei Comuni e delle frazioni che li hanno ospitati: questi ultimi, in particolare, sono dei centri cosiddetti “minori”, ma rispetto alle più blasonate ed… incasinate “capitali del turismo e del divertimento” mettono a loro agio chi, come me, vuol trascorrere in tutta tranquillità una sera d’estate, anziché rimanere “imbottigliato” in ingorghi o girare ore intere a vuoto alla disperata ricerca di un posteggio.

     Un plauso va soprattutto rivolto al Comune etneo di Linguaglossa, dove pure nelle strade e nelle piazze immediatamente adiacenti ai luoghi degli spettacoli mi è stato possibile trovare agevolmente il posto auto (altrove si sfruttano questi spazi per speculare con “strisce blu” ed ingiustificati divieti di sosta, alla faccia… dell’accoglienza e dell`ospitalità!).

     Ben vengano, dunque, i paesi e gli artisti cosiddetti “minori” (ma non meno bravi di tanti più affermati), piuttosto che stressarsi per andare ad assistere alle performance di acclamate popstar che hanno luogo negli “indisponenti” centri rivieraschi e nei locali alla moda.

     Ma in questo mio girovagare serale, mi è anche purtroppo toccato di dover prendere amaramente atto di un contrasto stridente ed “inquietante”: quello tra l’“allegria” delle manifestazioni estive, dispensate a piene mani da enti ed associazioni, e la “tristezza” della realtà quotidiana. Cosa significa tutto ciò? Semplice: rispetto all’estate dello scorso anno si è registrato un crollo verticale di affluenza della gente negli esercizi di ristoro (gli esperti e gli operatori del settore, ma anche il semplice “colpo d’occhio” di un profano, fanno ipotizzare di un buon 60%) le cui sale e terrazze, persino nella settimana di Ferragosto, non hanno mai registrato il tutto esaurito, così come, invece, avveniva nello stesso periodo dodici mesi fa. Intendiamoci bene: il dato non riguarda solo la Valle dell’Alcantara (dalla quale, anzi, nel periodo estivo approfitto per “disintossicarmi”), ma un po’ tutta la Sicilia Orientale, dove in queste settimane mi è capitato di “gironzolare”. Ed a far riflettere non deve esser solo la generalizzata crisi del turismo, ma anche e soprattutto la “diserzione” da parte della clientela locale.

     I “sorrisi” e le “canzoni” lanciati dai palchi sono, pertanto, un qualcosa di effimero e fittizio che stride con l’angoscia del cittadino comune il quale, dopo essersi sbellicato dalle risate al cospetto dell’esibizione del popolare cabarettista o aver “goduto” assistendo al concorso di bellezza o al saggio della scuola di danza frequentata dalla figlia o dalla nipote, tornando a casa non sa se il mese prossimo riuscirà a sfamare la propria famiglia; altro, quindi, che uscire la sera, come si faceva sino a qualche estate fa, per andare a mangiare la pizza o il gelato nei locali!... Una volta spentisi i riflettori e calato il sipario, si torna alla vita grama di tutti i giorni, con in più il doloroso presentimento che per tanti di noi la situazione possa ulteriormente peggiorare.

     Detto questo, sia ben chiaro che il sottoscritto non è affatto contrario alle manifestazioni estive: tutt’altro! Esse vanno fatte (sia pur – dati i tempi che viviamo - senza scandalosi sperperi di denaro pubblico) proprio per “squarciare” il diffuso malumore della gente con qualche momento di brio e spensieratezza, che potrebbe anche portare introiti agli esercizi di ristoro adiacenti ai luoghi in cui si svolgono gli spettacoli; per non parlare poi della possibilità (almeno una volta l’anno) di far esprimere e valorizzare tanti artisti, locali e non.

     E vorrei, a tal proposito, approfittarne per elogiare quelle benemerite personalità della nostra Valle dell’Alcantara che si prodigano per non far perdere certe gloriose tradizioni, come l’operatrice culturale ed abile presentatrice Angela Maria Vecchio, che a Gaggi ha fatto rivivere il Premio Internazionale “Kaliggi”, ed i dirigenti dell’associazione “Atlantide”, guidati dal presidente Nino Vaccaro, che a Francavilla di Sicilia si sono spesi anche quest’anno nell’impegnativa organizzazione della mostra-mercato “L’Arte nell’Orto”. Trattasi di due manifestazioni che mi stanno particolarmente a cuore: la prima per il solido rapporto d’amicizia che mi legava al compianto “patron” Nino Castorina, e la seconda per esserne stato io l’originario organizzatore in qualità di primo presidente dell’associazione “Atlantide”. E proprio a questi due eventi vorrei dedicare qualche considerazione più approfondita.

     GAGGI : PREMIO INTERNAZIONALE “KALIGGI” 2010

     Onore al merito alla nuova organizzatrice (e mia grande amica) Angela Maria Vecchio, docente di Lettere, presidente dell’Avis di Gaggi e “storica” presentatrice della Valle dell’Alcantara, per aver “ripreso”, già lo scorso anno, l’encomiabile iniziativa (mirata a rendere i dovuti onori alle migliori personalità siciliane) dopo la lunga battuta d’arresto causata dalla prematura dipartita (nel gennaio 2003) dell’indimenticato dottor Castorina.

     Ma quest’ultimo aveva il buon senso ed il buon gusto di convocare, già parecchi mesi prima della manifestazione, il “gotha” degli operatori culturali di Gaggi e dintorni (tra cui il sottoscritto) affinché, riuniti in un apposito Comitato, gli suggerissimo le personalità meritevoli di essere premiate.

     Nelle varie edizioni di allora ricordo di aver avanzato le “nomination” di personaggi quali il giovane showman emergente Ruggero Sardo, la campionessa europea di atletica Annarita Sidoti, la “Miss Cinema ‘93” Marika Coco, il responsabile del Centro Studi dell’Unione Europea Massimo Silvestro, la conduttrice televisiva Sabina Rossi, l`attore e regista Carlo Barbera, i colleghi giornalisti Rai Ninni Stancanelli e Giuseppe Messina, ecc.; tutti amici miei personali e, quindi, ben lieti di venire a trascorrere (senza pretendere rimborsi spesa) qualche giornata nella “mia” Valle dell’Alcantara ed, in più, ricevere un riconoscimento sia pur non ancora abbastanza conosciuto e, come tale, a rischio di essere snobbato con la solita “scusa diplomatica” (della serie: “causa sopravvenuti impegni spiacente non poter venire a ritirare il vostro prestigioso premio”...).

     Adesso, invece, ci si trova di fronte ad un “pacchetto preconfezionato” ed imposto di premiati (per carità: tutti sicuramente rispettabilissimi!), ed a noi giornalisti ed operatori culturali che un tempo affiancavamo il "democraticissimo" Nino Castorina resta solo il compito (dopo un’estenuante attesa sotto e/o dietro il palco) di consegnare le statuette senza sapere a chi siano dovute (e per quali meriti) quelle “nomination”…

     E siccome ad ogni edizione del “nuovo” Kaliggi viene doverosamente ricordata ed additata a modello la figura dell’originario “patron” Castorina, sarebbe opportuno che l’esempio di quest’ultimo, oltre che nelle parole, fosse seguito nei fatti, preparando tale manifestazione così come faceva “illuminatamente” lui…

     Ci mancherebbe altro che il soggetto che organizza (singolo o associazione) non debba essere liberissimo di fare ciò che vuole! Ma non può certo pretendere, scomodando la memoria di una persona scomparsa, che lo “staff” originario di collaboratori-organizzatori sia accondiscente “in toto” alle sue scelte ed intervenga “supinamente” ad una manifestazione che sicuramente, almeno nello “spirito”, non è più quella di una volta.  

     Infine, da operatore del settore, non posso fare a meno di muovere un altro appunto: la “creatura” del grande Castorina, oggi “ereditata” dalla professoressa Vecchio, meriterebbe il dovuto risalto sugli organi di stampa, affidando il relativo servizio (lavorativo e, quindi, retribuito) a giornalisti regolarmente iscritti all’Albo; ma, come al solito, l’essenziale aspetto della comunicazione continua, in questa nostra retrograda Valle dell’Alcantara, ad essere trascurato: a tutt’oggi, io che quella sera non ho potuto presenziare alla consegna del Premio malgrado il cortese invito rivoltomi qualche giorno prima dalla signora Vecchio (mi trovavo fuori sede per una breve vacanza), sconosco i nomi dei destinatari della statuetta (tranne quello dell’amico avvocato Salvatore Calabrò, storico e scrittore originario di Graniti, il quale mi comunicò telefonicamente, un paio di giorni prima, di aver ricevuto la nomination). Non ho trovato nulla al riguardo nemmeno su Internet, dove è possibile inserire e reperire qualsivoglia informazione, tranne che una carrellata di foto della serata (senza però indicati i nomi dei personaggi premiati e le motivazioni) sul sito ufficiale del Comune di Gaggi

     Tanto per non andare lontano, a Gaggi, dove si “celebra” il Premio “Kaliggi”, ha dimostrato di saper fare comunicazione – e non mi stanco mai di sottolinearlo - solo il dott. Leonardo Le Mura il quale, da presidente della Cooperativa “Isvil”, ogni qualvolta ha per le mani qualche iniziativa di un certo rilievo (ed i relativi finanziamenti) ingaggia i vari giornalisti del comprensorio (e non solo colui che rientra nelle proprie “grazie” o appartiene a certi “giri” o scrive per un giornale "importante" …) affinché, lavorando in equipe e ciascuno con le rispettive testate (piccole o grandi che siano), diano ampio risalto a ciò che si sta facendo.

     Prima di chiudere questo paragrafo sul "Premio Kaliggi", mi piace riportare quanto ha giustamente commentato al riguardo il sito kaliggi.altervista.org con riferimento all`edizione dello scorso anno ed in vista di quella del 2010; cliccando qui potrete leggere un estratto (in formato Pdf) di quel servizio, che ho condiviso appieno.

    

     FRANCAVILLA DI SICILIA: LA MOSTRA MERCATO “L’ARTE NELL’ORTO 2010” 

     Tale manifestazione, che ho ideato e diretto nelle prime tre edizioni (2003-2005) in qualità di primo presidente dell’associazione organizzatrice “Atlantide”, reca ancora la mia “impronta”: il logo ufficiale, la foto riprodotta sui manifesti, parecchi degli espositori, ecc. Cedetti il tutto, senza la benché minima “gelosia”, ai successivi organizzatori; eppure, quando nel 2008 presenziai al taglio del nastro dell’edizione della ripresa, nessuna autorità presente avvertì la sensibilità, nei discorsi di rito, di citare il mio nome.

     Il fatto è che, due anni prima, mi ero dimesso da presidente dell’associazione organizzatrice “Atlantide” in quanto l’associazionismo “paesano” (ben visto da tanti politici locali…) non porta da nessuna parte, mentre quando cominci ad appropinquarti ai quarant’anni d’età devi pensare a te stesso, al tuo presente-futuro ed ai tuoi affetti, senza più poterti permettere di perdere tempo e denaro a fare il presidente, l’organizzatore, il “mastro di festa” o il… benemerito concittadino. In poche parole: non si vive di sola “gloria” e, ad un certo punto, è il tuo paese che deve “ricambiarti” senza più pretendere il tuo “volontariato”.

     A parte il fatto che - forse per mia indole personale - da un punto di vista operativo non credo nell’associazionismo, bensì nella più dinamica ed efficiente managerialità del singolo professionista. E questo singolo professionista va pagato, senza chiedergli di fare il “volontario” e, per giunta, riunire Consigli Direttivi ed Assemblee dei Soci prima di assumere una qualsivoglia decisione.

     Di quell’esperienza associativa, comunque, non rinnego nulla, e conservo un bel ricordo sia dell’“Arte nell’Orto” che di tutti gli altri eventi da noi organizzati in quel triennio; ma bisogna capire che il volontariato non può farsi “a vita” ed è, quindi, opportuno, se non fisiologico, che in ogni associazione ci sia un periodico ricambio.

     Come sottolineavo prima, sono felice che la mostra-mercato di prodotti tipici, artistici ed artigianali siciliani da me avviata assieme agli altri amici dirigenti e soci di “Atlantide”, non si sia dispersa grazie, soprattutto, alla tenace ostinazione del nuovo presidente Nino Vaccaro, della segretaria Carmela Castrianni e del tesoriere Raffaele Maugeri nonché al supporto finanziario fornito ad ogni edizione dall’Amministrazione Comunale francavillese guidata dal sindaco Salvatore Nuciforo e dagli enti superiori (Regione Siciliana e Provincia Regionale di Messina) in virtù dell`“influente” interessamento dell’assessore provinciale Lino Monea (che mi dispiace essersi “leggermente offeso” allorquando decisi di abbandonare la guida dell’associazione “Atlantide”…).

     Personalmente, però, continuo a vedere meglio il periodo di fine primavera (tra la metà di maggio e l’inizio di giugno) come collocazione temporale ideale dell’evento: è vero che in estate si possono intercettare maggiori presenze turistiche e beneficiare del pubblico degli spettacoli serali (nulla vieta, comunque, di ingaggiare i cantanti di grido anche in altri periodi dell’anno), ma in agosto mostre-mercato ed altre attrazioni abbondano in ogni angolo della Sicilia, mentre in quelle prime tre edizioni che ho avuto il piacere di dirigere tra i mesi di maggio e giugno, “L’Arte nell’Orto” non aveva “concorrenti”, ospitava un maggior numero di espositori (proprio perché questi ultimi non erano impegnati altrove in manifestazioni analoghe) e costituiva un festoso “preludio” alla bella stagione.

     Forse dico questo perché - tornando al discorso iniziale – reputo l’estate un periodo dell`anno da destinare al relax più totale, a meno che il cosiddetto “gioco” non valga la cosiddetta “candela”...

     RODOLFO AMODEO

 

 

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Commenti presenti: 2

  1. Num: 1 -- 03 Set 2010 - 16:15,15
    Nery ha scritto...
    ciao rodolfo grazie per le bellissime foto potresti mandarmele via email ??????? grazie ancora !!!! ti abbraccio by nery
  2. Num: 2 -- 02 Mag 2011 - 18:55,37
    Dania Papa ha scritto...
    grazie infinite Rodolfo!!sarň felice se qualche volta verrai a trovarci!!
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