Dettaglio notizie

Dettaglio notizie


Sei in: Home Page  News   La vendemmia all’età della pietra nella valle dell’alcantara

Visite: 965 Commenti: 0
Vota Vota
Positivi: 100.00% su 3 totali
Bookmark and Share  |  Stampa questa pagina Stampa  |  Vai all'Archivio News Archivio

<- Record precedente Record successivo ->

25 Luglio 2009

La vendemmia all’età della pietra nella Valle dell’Alcantara

Salvatore Ferruccio Puglisi ha dato alle stampe una pubblicazione che raccoglie i suoi studi sui numerosi palmenti nella roccia da lui rinvenuti nei dintorni di Francavilla di Sicilia

     La bibliografia sulla Valle dell’Alcantara si arricchisce di un nuovo prezioso documento: il volume “La Valle dei Palmenti” dato alle stampe nelle settimane scorse da Salvatore Ferruccio Puglisi per i tipi dell’“Armando Siciliano Editore”. La corposa pubblicazione (circa duecento pagine con numerose illustrazioni a colori) è stata presentata alcune sere fa nell’aula consiliare del municipio di Francavilla di Sicilia, Comune di cui è originario l’autore il quale, malgrado risieda gran parte dell’anno a Belluno per ragioni familiari e di lavoro, ha sempre continuato ad orientare i suoi studi e le sue “battaglie” ambientaliste verso la terra che gli ha dato i natali; questo suo recente scritto ne è l’ennesima dimostrazione.

     Stavolta Ferruccio Puglisi ha preso le mosse da una sua singolare scoperta dei primi Anni Novanta, quando nei paraggi del centro abitato francavillese, ed esattamente in contrada Manuli, si accorse dell’esistenza di una roccia di arenaria dura che presentava dei grossi fori, sicuramente utilizzati come vasche per la pigiatura dell’uva. Si trattava, dunque, di un palmento “ante litteram” risalente ad un’epoca di parecchio precedente alla colonizzazione greca: una probabile testimonianza, insomma, dell’esistenza in zona di insediamenti umani sin dal periodo preistorico.

     «Successivamente – ha dichiarato Puglisi nel corso della cerimonia di presentazione del libro – di questo tipo di macigni nelle campagne di Francavilla ne ho individuato e fotografato una cinquantina, ma in zona ce ne saranno almeno un paio di centinaia. In questa pubblicazione, dunque, confluiscono tutte le mie ricerche sull’argomento, che hanno strabiliato gli studiosi di tutt’Italia: quando ho comunicato la notizia di questa mia scoperta, per tutti è stata una novità apprendere della presenza in Sicilia di questo tipo di archeologia rupestre».

     Per l’iniziativa editoriale di Ferruccio Puglisi hanno mostrato particolare apprezzamento anche il sindaco di Francavilla, Salvatore Nuciforo, e l’assessore comunale Riccardo Di Natale. Ma alla conferenza di presentazione hanno preso la parola pure la giornalista Alessandra Iraci Tobbi, che ha curato la prefazione dell’opera, il dirigente scolastico Emilio Giacoponello, che ha avuto Ferruccio Puglisi nello staff dei suoi insegnanti ai tempi in cui fu preside della scuola media francavillese, e l’editore Armando Siciliano.

     «Pur essendo molto autocritico e refrattario alle autoesaltazioni – ha tenuto a sottolineare quest’ultimo – devo dire che stavolta è venuto fuori un lavoro veramente bello, di cui, come editore, vado particolarmente fiero. “La Valle dei Palmenti” si è già fatto conoscere ed apprezzare in prestigiosi eventi fieristici nazionali per l’editoria svoltisi di recente, tra cui la Fiera del Libro di Torino. Sicuramente contribuisce a divulgare su larga scala il nome e le attrattive della Valle dell’Alcantara».

     Infine, un’autentica “chicca” venuta dalla platea. Dal pubblico è, infatti, intervenuto il dottor Giuseppe Ferrara (noto medico nonché figlio del compianto tenore francavillese Arturo Ferrara) il quale, a proposito dei palmenti disseminati sul territorio locale e dell’atavica vocazione di Francavilla alle attività vitivinicole, ha esibito un programma di sala del 1938 relativo ad un concerto tenutosi a Roma nella Basilica di Massenzio a cura dell’Orchestra dell’Accademia di S. Cecilia. Ebbene: per illustrare la composizione “Vendemmia” del famoso musicista palermitano Giuseppe Mulè, in quell’ingiallito depliant si fa riferimento proprio alle vendemmie nelle campagne locali, con espressioni del tipo “vendemmiatrici di Francavilla, di contro all’Etna, coi panieri riboccanti di grappoli…”, “l’aria che sa di vinaccia fino alle bianche case di Francavilla…”, ecc.

     Pertanto, dalla preistoria e sino ad un passato non molto lontano, il palmento - originariamente scavato nella roccia e poi nelle forme via via più evolute - è stato un protagonista assoluto della realtà socioeconomica di questo lembo di territorio valligiano ricadente in provincia di Messina. Oggi, invece, sul fronte enologico dimostrano di saperci fare meglio, con una migliore organizzazione produttiva e commerciale, i viticoltori del contiguo versante etneo.

     RODOLFO AMODEO

Immagini allegate  Immagini allegate


Commenti Commenti

Commenti presenti: 0

  Aggiungi commento