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19 Settembre 2009
Matrimonio “burla” a Motta Camastra
Originale scherzo “estivo” organizzato a… fini turistici. Per l’occasione, infatti, la cittadina delle Gole dell’Alcantara è stata presa d’assalto dai parenti della “sposa” polacca che, altrimenti, non avrebbero mai messo piede in Sicilia
E’ toccato al territorio di Motta Camastra, ed in particolare ad un ristorante ubicato dirimpetto all’ingresso pubblico delle rinomate Gole dell’Alcantara, ospitare la burla dell’estate 2009: un matrimonio… finto.
E tanto per restare in tema con l’“internazionalità” del luogo, a convolare “artificialmente” a nozze è stata una giovane coppia con il ventinovenne lui proveniente da Caltanissetta e la ventenne lei originaria di una cittadina della Polonia, anche se ormai da anni residente in Sicilia.
A rendere possibile il “miracolo” è stato l’innato spirito goliardico di Pippo Oliveri, il quale ha messo a disposizione per la “cerimonia” il ritrovo di cui è titolare e che si affaccia sul tratto della S.S. 185 all’altezza delle Gole dell’Alcantara.
Il Nostro ha pensato a tutto, a cominciare dall’autorità istituzionale avente il compito di conferire all’unione coniugale il crisma dell’ufficialità. Così, con buona pace di… Andrea Scarpignato, Oliveri ha procurato a Leandro Doria e Natasha Kasperkiewicz - questi i nomi degli “sposi” - un “sindaco” in carne ed ossa, che non ha fatto per nulla rimpiangere il primo cittadino vero: si trattava, infatti, dell’avvenente commessa catanese Mattea Caruso la quale, indossando tanto di fascia tricolore, ha ratificato il legame con estrema professionalità.
«Inizialmente – rivela il “buontempone” Oliveri – ho contattato amici e conoscenti per convincere qualcuno ad indossare la tonaca del prete, ma tutti si sono rifiutati o perché si trovavano in vacanza o perché, dovendo porre in essere un atto falso, temevano di incorrere in traversie giudiziarie. Alla fine, dunque, ho pensato di limitarmi al “rito civile” affidandolo alla magistrale “interpretazione” dell’amica Mattea, che conosco ormai da parecchi anni».
Alle “formalità di rito” ha fatto seguito una pantagruelica cena a base di pietanze tipiche siciliane che ha consentito a Pippo Oliveri ed agli uomini del suo staff di sfoderare il meglio della loro arte culinaria; a “condire” il tutto, le melodie sicule della folk-band dei fratelli Sapienza di Castiglione di Sicilia.
L’originale finzione, comunque, non era fine a se stessa, ma era motivata da un intento in qualche modo “nobile” o quantomeno… turistico: far venire in Sicilia dei polacchi che erano stati sempre restii a mettere piede sulla nostra isola, ma che stavolta, espressamente invitati al matrimonio di una loro congiunta, non si sarebbero potuti esimere dal farlo. Ebbene: l’obiettivo è stato centrato in pieno in quanto il locale di Pippo Oliveri, in quella calda sera d’agosto, è stato preso d’assalto da una trentina di commensali dell’Est, sobbarcatisi a migliaia e migliaia di chilometri pur di non mancare ai “fiori d’arancio” di Leandro e Natasha. Ed, a tutt’oggi, molti di loro non si rendono ancora conto di aver assistito ad una innocente… pantomima.
Ma, in ogni caso, il gioco è pur sempre valso la candela: senza tale artifizio, tanti di quei polacchi non avrebbero mai provato le emozioni straordinarie ed uniche di un soggiorno in terra di Sicilia. Meditate tour operators ed esperti in promozione turistica, meditate…
RODOLFO AMODEO
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