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26 Settembre 2009
Antonino Portaro “apre” la Cuba di Malvagna
Grazie all’interessamento ed all'impegno del funzionario ministeriale, nonché poliedrico intellettuale, la piccola cappella bizantina comincia a divenire meta di flussi turistici da tutt’Italia
Grazie alla presenza in una sua contrada rurale della cappella bizantina denominata “Cuba”, il Comune di Malvagna è da diversi mesi meta di flussi turistici provenienti da tutt’Italia. A fare da “cicerone” è Antonino Portaro, un benemerito cittadino malvagnese residente a Roma per lavoro (è funzionario presso i Ministeri dell’Economia e della Difesa), ma che non ha mai rescisso il cordone ombelicale col paese natio, cui rivolge i suoi molteplici interessi culturali (negli ultimi anni, pur senza trascurare la sua principale attività burocratica, Portaro ha conseguito la laurea in Archeologia Cristiana, l’abilitazione all’insegnamento della Geografia e la qualifica di guida turistica; è, inoltre, autore di pregevoli pubblicazioni sulla storia, le tradizioni ed i beni monumentali della sua Malvagna).
Della Cuba di Malvagna e del terreno su cui essa insiste Antonino Portaro è il proprietario; da qui il suo impegno nel tentare di valorizzare il monumento sopperendo al disinteresse delle pubbliche istituzioni.
«In questi mesi – sottolinea – diversi pullman provenienti sia dalla Capitale che da altre città si sono recati alla volta del mio paese; i passeggeri erano turisti di un certo livello intellettuale incuriositi dalla Cuba malvagnese, un monumento unico nel suo genere perché, a differenza degli altri analoghi esistenti in Sicilia, è ben conservata e non è ubicata in edifici sotterranei».
Da un’apposita monografia data alle stampe tre anni fa da Antonino Portaro per i tipi della “Ursini” di Catanzaro, si apprende che la Cuba di Malvagna risale al VII secolo dopo Cristo, quando i bizantini occupavano la Sicilia. Tale particolare periodo storico si caratterizzò per la disgregazione dei grossi centri urbani che portò alla formazione di comunità periferiche, tra cui quella che si stanziò nelle contrade su cui insiste l’odierna Malvagna. Ecco, allora, il sorgere in loco di edifici sacri, come le Cube, ulteriormente necessitate dal “furore iconoclasta” che pervadeva le città: nell’VIII secolo d.C. venne vietato il culto delle immagini sacre e, di conseguenza, a monaci ed artisti non rimaneva che esprimere la propria spiritualità ed il proprio estro proprio in quelle piccole e semplici cappelle dislocate nelle campagne. La denominazione “Cuba”, tuttavia, non appartiene al periodo bizantino bensì a quello successivo della dominazione araba, e trae origine dal termine “kupa”, ossia la cupola (piuttosto appiattita) che connota questi edifici a pianta quadrata.
In Sicilia (soprattutto nel Siracusano) e nelle campagne della Valle dell’Alcantara (in particolare tra Castiglione e Randazzo) di Cube ve ne sono parecchie, ma quella di Malvagna è, sicuramente, la meglio conservata; merito, soprattutto, di un intervento di consolidamento effettuato nel 1997 dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina.
«Adesso – fa osservare Antonino Portaro – ne servirebbe uno di restauro conservativo, ma le pubbliche istituzioni sono sempre lente ad intervenire. Per quanto mi riguarda, sono un privato cittadino ben felice di offrire alla pubblica fruizione un bene culturale quale la Cuba di Malvagna, anche se ritengo che quel che faccio io dovrebbero farlo gli enti pubblici. Ebbene: da un’Amministrazione Comunale malvagnese precedente all’attuale ricevetti, alcuni anni fa, una proposta d’acquisto di tale immobile che però, per problemi presumibilmente politici, non venne mai formalizzata; ed anche una richiesta di convenzione da parte dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara è rimasta lettera morta. Ed allora, visto l’andazzo, meglio che questi ruderi continuino ad appartenere a privati cittadini: uno come me ha la consapevolezza della loro rilevanza storico-culturale e, nelle epoche passate, i vecchi contadini ne hanno garantito la conservazione utilizzandoli come casolari. Basta, del resto, considerare quanto accaduto proprio qui a Malvagna con il pregevole Convento dei Frati Minori: venne acquistato dal Comune a suon di quattrini, ma continua a versare nel degrado più totale…».
Tornando alla Cuba, al danno si sarebbe aggiunta - come suol dirsi - la beffa: in occasione del suo recente soggiorno estivo siciliano, Antonino Portaro non ha potuto fare a meno di manifestare il proprio disappunto per quanto riportato proprio dal sito internet del Comune di Malvagna (www.tuttomalvagna.it).
«In quelle pagine web – dichiara indignato il professor Portaro – si legge che “… in un terreno di proprietà privata recintato, la Cuba continua a rimanere abbandonata a se stessa e chiusa alla pubblica fruizione”: non è affatto vero! A mie spese, senza alcun contributo da parte del Comune di Malvagna né di altri enti, ho realizzato una stradella di accesso alla zona della Cuba, ho fatto produrre ed installare la segnaletica che conduce al monumento (inserendoci anche il mio numero di cellulare onde poter prenotare le visite da concordare, in mia assenza, con una famiglia del posto) ed ho scritto e pubblicato un opuscolo turistico-divulgativo al riguardo; ed oggi mi prodigo, con eccellenti risultati e senza far pagare alcunché, a portare lì visitatori da tutt’Italia che, assentandomi da Roma, accompagno direttamente sul luogo. Ma mi risulta che pure gente di Malvagna e del comprensorio dell’Alcantara, nonché scolaresche, hanno libero accesso alla Cuba. E se quel terreno è stato recintato, lo si è fatto per salvaguardare il monumento. Se il Comune o chi per esso – conclude Antonino Portaro con una punta di polemica - ritiene di poter far di meglio (ma ho i miei dubbi…), si cominci a vagliare seriamente la possibilità di acquistare la Cuba o di prenderla in gestione perché, sino a prova contraria, attualmente sono io il legittimo proprietario di questo edificio».
www.malvagnacubabiza.altervista.org
RODOLFO AMODEO
Immagini allegate
Commenti
Commenti presenti: 1
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Num: 1 -- 30 Dic 2011 - 14:34,48
Mario.pantano ha scritto...
Grazie per il bel lavoro su Malvagna, da cui proviene la mia famiglia e dove nacque il 24.4.1904 mio padre prof.Giuseppe Pantano (nipote del notaio Tommaso) e ove d ragazzo ho passato estati indimenticabili tra Monte Moio, vanella Moio, u' chiano peraro, u'ghjiccio, a tippa terrinchiuna, il sacro convento, padre Zoi e i farmacisti Furnari etc. Buon Natale e buon 2012 al dr.Portaro e agli amici della Cuba malvagnoti !!!