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28 Novembre 2010
Il “museo” dei motori di Andrea Rapisardi
In un garage di Francavilla di Sicilia uno spaccato della storia della mobilità e del costume degli italiani. Il giovane collezionista di moto ed auto d’epoca lancia un appello affinché questi mezzi non vengano considerati dei vecchi “catorci”
Recandosi in un garage di Via Mazzini, piccola traversa nel cuore del centro storico di Francavilla di Sicilia, è possibile fare un simpatico tuffo nel passato ammirando la collezione di mezzi motorizzati d’epoca custoditi lì dal giovane Andrea Rapisardi, ventiquattrenne “rampollo” di una nota famiglia di ristoratori del luogo il quale, a sua volta, ha recentemente conseguito la qualifica di “tecnico dei servizi ristorativi”.
Ci si ritrova, così, al cospetto di auto e moto che hanno fatto la storia della mobilità in Italia; perché Rapisardi, animato da spirito “patriottico”, va alla ricerca solo ed esclusivamente di veicoli prodotti nel Bel Paese.
I suoi “fiori all’occhiello” sono attualmente una Fiat 500 “L” del 1972, una Moto Guzzi “Stornello” 125 del 1969, una Moto Gilera “Giubileo” 98 del 1971, una Lambretta “Innocenti” 125 del 1963, una Vespa “Special” del 1972 ed un motocarro Guzzi “Ercole” del 1965.
E non si tratta di semplici “pezzi da museo” in quanto sono tutti perfettamente funzionanti. «Io stesso – sottolinea il collezionista francavillese – la domenica pomeriggio amo metterne qualcuno in moto per fare delle passeggiate in paese e nei dintorni e poi, al ritorno, andarlo a posteggiare in bella mostra di fronte al ristorante che abbiamo in Via Roma, cosa che per tanti nostri avventori costituisce un’autentica attrattiva. Tempo addietro, ad esempio, un cliente vide lì la moto “Stornello” e se ne “innamorò” a tal punto da volermi offrire tremilacinquecento euro per acquistarla, mentre io l’avevo comprata solo quattrocento euro; io mi rifiutai e per tanti, ovviamente, sono stato “sciocco”, ma a questi mezzi mi ci sono affezionato e farò di tutto per evitare di doverli vendere».
Andrea Rapisardi, dunque, si reca a tutte le mostre-mercato del settore che, di tanto in tanto, si tengono nei vari Comuni siciliani, ma non certo per vendere o scambiare ciò che ha, bensì per tentare di incrementare ulteriormente la sua collezione, che non si limita, peraltro, solo ai mezzi motorizzati in quanto comprende pure una bicicletta “Legnano” del 1975 (che il papà regalò a suo tempo ai due fratelli maggiori di Andrea) ed un cospicuo numero di riviste specializzate, anch’esse d’epoca.
«Che volete?!...», risponde il giovane collezionista francavillese a chi gli fa osservare che quello da lui praticato è un hobby piuttosto costoso. «Ogni essere umano ha dei “vizi” ed io mi ritrovo questo. Del resto, se pensiamo che chi ha il vizio del fumo spende mediamente duemila euro l’anno in pacchetti di sigarette, io che questo vizio non ce l’ho destino all’incirca la stessa cifra a quest’hobby».
Nelle trattative, comunque, Andrea non è affatto uno sprovveduto, anche perché si affida spesso alla “saggezza” ed alla competenza del suo concittadino Luigi Morabito, veterano del collezionismo motoristico, che gli dispensa sempre “dritte” e consigli utili su ciò che vale la pena acquistare e sul valore monetario da attribuirgli.
Al termine del nostro “blitz” giornalistico in quest’interessante “museo” francavillese di archeologia motoristica, c’è anche spazio per una piccola considerazione “critica”. «Ciò che mi rammarica – dichiara Andrea Rapisardi – è che i garages di Francavilla di Sicilia sono pieni di questi mezzi d’epoca, ma i proprietari li considerano dei “catorci” vecchi ed inutili e quasi si vergognano di farli vedere. Sarebbe bello, invece, se venissero tirati fuori, non necessariamente per venderli al sottoscritto o a qualche altro collezionista, bensì per metterli di tanto in tanto in moto e girare, magari tutti insieme, per le vie del paese, così come si usa fare in tanti altri posti d’Italia. Approfitto, anzi, di questa mia presenza sui mass media per lanciare un pubblico appello in tal senso».
RODOLFO AMODEO
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