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25 Marzo 2011
Un garibaldino a Francavilla di Sicilia: Gaetano Curreri
Una delle mille “camicie rosse” proveniva dal paese dell’Alcantara a seguito della sua amicizia col poeta mazziniano Luigi Pellegrino ed all'“odio” per un frate priore suo parente di fede borbonica. Ma fu anche un benemerito cittadino francavillese
Nell’ambito della solenne celebrazione per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Francavilla di Sicilia, le classi terze della scuola media “Goffredo Mameli”, coordinate dalle insegnanti Anna Micalizzi e Concetta Ferrara, hanno illustrato le tappe ed i protagonisti dell’esaltante epopea risorgimentale attraverso un interessante e gradevole video in “Power Point” interamente realizzato dalle scolaresche grazie, soprattutto, alle spiccate competenze informatiche degli alunni Francesco Belfiore, Marzia Vaccaro e Denis Silvestro.
«Noi insegnanti – ha sottolineato la docente Anna Micalizzi – ci siamo limitati a focalizzare gli argomenti da trattare, ma la sceneggiatura, la stesura dei testi, la ricerca delle immagini e l’elaborazione grafica sono interamente frutto del lavoro dei ragazzi».
E questi ultimi, nel segmento finale del video, hanno avuto il merito di trattare il contributo dato dal territorio locale alla causa unitaria soffermandosi, tra l’altro, sulla figura del garibaldino francavillese Gaetano Curreri (nella foto), una delle quarantacinque “camicie rosse” siciliane che parteciparono all’impresa dei Mille (i dati raccolti dagli studenti al riguardo sono stati attinti da un mio servizio giornalistico confluito nel volume-antologia, da me pubblicato nel 2005, “Appunti sull’Alcantara e dintorni”).
Gaetano Curreri, cui Francavilla diede i natali nel 1832, “garibaldino” lo era, in realtà, ancor prima che Garibaldi diventasse… Garibaldi: un’indole vivace e ribelle ad ogni ingiustizia e sopruso lo contraddistinse sin dalla più tenera età, come dimostrano le continue scaramucce, perpetrate insieme al fratello, nei riguardi di un frate priore, loro parente, particolarmente vicino al Governo borbonico. Teatro delle provocazioni dei “fratellini terribili” era il quartiere di Francavilla dove il frate priore risiedeva; e tale e tanto era l’astio tra i fratelli Curreri ed il priore, che quest’ultimo li diseredò lasciando ad estranei i suoi possedimenti (la sua abitazione di Via Visconte Ruffo alta è stata poi riscattata da Amedeo Curreri - deceduto qualche anno fa -, nipote del garibaldino Gaetano).
Dalla “Storia di Francavilla” di Giuseppe Silvestro Macherione, apprendiamo che l’incontro di Gaetano Curreri con l’illustre generale nizzardo affonda le sue origini nei rapporti con Luigi Pellegrino, il poeta fervente mazziniano, eletto successivamente deputato in Parlamento, che recatosi in Sicilia nel 1856 per organizzare la rivolta, venne tratto in arresto proprio a Francavilla, in contrada Acquicella, dagli sgherri del paese; insieme a Pellegrino finirono in carcere anche i suoi complici francavillesi, tranne il Curreri che riuscì a darsi alla fuga rifugiandosi nei boschi, dove rimase nascosto per diversi anni.
Da latitante, comunque, Gaetano Curreri si prodigava ad inviare sostegni economici ai compagni d’avventura i quali, come lui, lottavano contro l’oppressione borbonica.
Con l’approdo di Garibaldi a Milazzo, Curreri uscì finalmente allo scoperto per seguire il Generale nelle sue gesta siciliane, ma gli stenti provati durante il periodo d’imboscamento ne avevano già minato il fisico per cui, giunto in Calabria, dovette abbandonare le truppe dell’Eroe dei Due Mondi perché colpito da un attacco d’asma.
Tornato nella sua Francavilla, le autorità locali del tempo, in considerazione dei suoi alti meriti patriottici, si impegnarono a dargli un’occupazione stabile e dignitosa offrendogli un posto di guardia municipale o, in alternativa, di guardia carceraria; lui scelse il secondo, e fu così che per il resto della sua vita prestò servizio presso il carcere di via Roma, ubicato dove oggi ha sede il “Bar Caprice” e, prima ancora, l’“American Bar” e l’originario “Bar Campanella”.
Nel frattempo, Gaetano Curreri contraeva matrimonio con la concittadina Carmela Santangelo e da tale unione venivano al mondo cinque figli: Nunziato, Rosario, Giuseppe, Attilio e Teresa.
Ma, come dicevamo, il nostro personaggio fu “eroe” al di là delle vicende garibaldine. Nell’espletamento della sua attività lavorativa, ad esempio, lottò strenuamente contro i contrabbandieri, arrestando coraggiosamente la loro marcia mentre nottetempo attraversavano Francavilla per portare a compimento i loro loschi traffici. Nel 1887, inoltre, diede ulteriore prova di altruismo ed abnegazione prestando assistenza ai malati di colera durante l’epidemia di Messina, meritandosi l’attestato di benemerenza del Re.
Ma nell’animo nobile di Gaetano Curreri albergavano anche propensioni artistiche ed intellettuali, come dimostra l’allestimento, da lui curato come regista, della sacra rappresentazione della “Notte di Natale”, andata in scena nel 1867 nella Chiesa del Carmine.
Inoltre, fu segretario amministrativo della Società Operaia e si batté per far riconoscere agli ex garibaldini come lui ed ai loro familiari il diritto a sussidi e riconoscimenti, suggerendo ai deputati nazionali idee e persino proposte di legge in materia.
Infine, Curreri fu anche un ambientalista ante litteram: per abbellire l’immagine di Francavilla e dotarla di polmoni di verde, s’impegnò in prima persona a piantare degli alberi in diversi punti del paese.
Il 24 marzo del 1903, all’età di settantadue anni, Gaetano Curreri esalava l’ultimo respiro. Finiva un’esistenza che, da un piccolo e remoto paesino della Sicilia, aveva contribuito anch’essa a scrivere la Storia.
RODOLFO AMODEO
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