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05 Aprile 2010

Duecento modi per gustare i funghi

Il “Gruppo Micologico Jonico-Etneo” ha presentato a Giardini Naxos un corposo ed elegante volume contenente tantissime ricette di cucina tipica siciliana all’insegna del prelibato alimento

     Dall’intensa attività sociale del “Gruppo Micologico Jonico-Etneo” di Riposto (CT) scaturiscono ogni anno delle piacevoli “sorprese”. Tanto per rimanere ai tempi più recenti, l’anno scorso il sodalizio guidato dal presidente Leonardo La Spina ha realizzato un pittoresco poster contenente le foto delle specie più rappresentative di funghi esistenti nelle aree boschive della Valle dell’Alcantara, mentre quest’anno è stata la volta di un’elegante pubblicazione-ricettario sull’utilizzo dei funghi siciliani nella gastronomia.

     Anche quest’iniziativa, così come quelle precedenti del Gruppo Micologico ripostese, è stata puntualmente presentata pure a Giardini Naxos nei locali del ristorante “La Taverna” di Via Tysandros grazie alla calorosa ospitalità del titolare Angelo Savoca, a sua volta presidente della locale associazione “Fotoclub Naxos” nonché tra la quarantina di autori delle quasi duecento ricette consigliate nel libro.

     “Funghi di Sicilia” è il titolo del corposo volume (ben 240 pagine), edito per i tipi della “La Rocca”, in cui è stato fatto confluire il meglio delle pietanze tipiche siciliane a base del gustoso alimento. Come si sottolinea nelle pagine introduttive, «le ricette nascono dall’esperienza del Gruppo Micologico Jonico-Etneo: molte sono di tradizione popolare pura, alcune interpretate con fantasia ed altre innovativamente originali».

     Un autorevole contributo all’elaborazione dell’opera è stato dato dal medico Lina Signorino (originaria di Giardini Naxos), direttore della prestigiosa “Rivista di Micologia Siciliana”, la quale ha curato il progetto editoriale e la stesura dei testi assieme al presidente La Spina ed a Michele Contarino, Ivana Sozzi e Giuseppe Toscano.

     La pubblicazione si fa apprezzare anche per la sua valenza scientifica: alle specie di funghi da impiegare nelle singole ricette sono dedicate delle apposite schede che ne descrivono, in maniera chiara e sintetica, la conformazione esteriore, l’odore, il gusto nonché l’habitat in cui è possibile rinvenirle.

     Nei primi capitoli, inoltre, vengono smentiti tutti quei “pericolosi” luoghi comuni, spesso dettati da superstizione ed ignoranza, sulla velenosità e sui sistemi per riconoscerla (che non consistono certo nel vedere l’aglio che si scurisce dopo la cottura o nel fatto che i funghi nascano vicino ad oggetti ferrosi arrugginiti…).
 
     Le coloratissime illustrazioni fotografiche, infine, fanno veramente venire… l’acquolina in bocca, come se i piatti “saltassero” dalla pagina.

     RODOLFO AMODEO

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