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21 Marzo 2009

Gaggi, a lezione di… olio d’oliva e limone Interdonato

Nell’ambito del Progetto di Educazione Alimentare, funzionari regionali ed esperti hanno illustrato ai genitori degli alunni dell’Istituto Comprensivo i pregi della dieta mediterranea, soffermandosi sui due prodotti tipici siciliani

     Dovrebbe essere contento l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, per il Progetto di Educazione Alimentare attuato dall’Istituto Scolastico Comprensivo di Giardini Naxos su iniziativa della docente Angela Maria Vecchio. Nei giorni scorsi, infatti, il professore di Agraria prestato alla politica ha pubblicamente dichiarato che «dobbiamo far capire ai giovani quali sono i cibi tipici siciliani, perché moltissimi non li conoscono; alcuni pensano addirittura che il parmigiano e la rucola vengano dalla Sicilia. Serve educare ed informare sia per valorizzare i prodotti della nostra terra e sia, soprattutto, per fare in modo che le nuove generazioni si alimentino in maniera corretta». Tale dichiarazione è stata pronunciata da La Via a commento dei dati emersi da un’indagine condotta dall’istituto nazionale di ricerche “Demopolis” sulle dinamiche e le tendenze di consumo alimentare degli studenti siciliani di età compresa tra i 13 ed i 19 anni. Ma l’Istituto Comprensivo giardinese è già da tempo impegnato su tale fronte con una serie di incontri divulgativi svoltisi sia nella sede centrale di Giardini Naxos che in quella “satellite” di Gaggi.

     A Gaggi, in particolare, abbiamo seguito con interesse la recente “lezione” pomeridiana destinata ai genitori degli alunni, che sono poi i soggetti primariamente impegnati nell’acquisto e nella preparazione delle pietanze da servire a tavola ai loro figli.

     L’iniziativa ha avuto luogo nei locali della scuola materna alla presenza, purtroppo, di un esiguo numero di genitori accolti dalla professoressa Vecchio, referente del progetto di educazione alimentare, e dal sindaco Franco Tadduni. A relazionare i dirigenti dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura Giorgio Foti (direttore dell’Unità Operativa n°39 di Giampilieri Marina) ed Antonio Sena (responsabile della Sezione Operativa n°98 di Francavilla di Sicilia), ma anche la neolaureata gaggese Francesca Longo che ha illustrato la sua tesi di laurea sulle abitudini alimentari di residenti e turisti di Giardini Naxos.

     Sena si è soffermato sull’importanza della cosiddetta “dieta mediterranea” e sul suo condimento “principe”, ossia l’olio extravergine di oliva, sottolineando come quello prodotto nelle campagne siciliane sia stato spesse volte giudicato da qualificati esperti come il migliore del mondo.

«Si tende spesso ad usare l’olio di semi – ha spiegato Antonio Sena – in quanto più economico e perché si crede erroneamente che sia più leggero; ma non è affatto vero, perché è fatto di grassi come quello d’oliva; solo che i grassi di cui è formato quest’ultimo resistono meglio all’attacco dell’ossigeno e, quindi, producono meno radicali liberi, fattori nocivi per l’organismo umano. Inoltre, a differenza dell’olio di semi, quello d’oliva ha sapore ed odore e non è prodotto chimicamente, bensì meccanicamente. Dalle olive, infine, si ottiene un olio ricco di polifenoli, vitamine, steroli, sostanze volatili e pigmenti che ritardano l’invecchiamento e che allontano il rischio di malattie tumorali».

     Foti, invece, ha “raccontato” l’esaltante “avventura” del limone “Interdonato”, ossia il caratteristico agrume coltivato da oltre un secolo nelle campagne dei Comuni della fascia jonica messinese (Roccalumera, S. Teresa Riva, Furci, Nizza, Alì, ecc.).

     «Si tratta di un limone dalla pezzatura notevole – ha spiegato il dirigente regionale mostrandone un esemplare ai presenti – che deriva tale denominazione dal cognome di un colonnello ex garibaldino che, al rientro dall’impresa dei Mille, in un suo podere di Alì Terme tentò un particolare innesto tra cedro e limone da cui scaturì questo nuovo ibrido. Da allora, nei Comuni del comprensorio jonico dove viene prodotto, il limone Interdonato ha dato lavoro e benessere ad almeno quattro-cinque generazioni. Ma la crisi dell’agrumicoltura e la successiva globalizzazione dei mercati ha fatto segnare una lunga battuta d’arresto. Negli ultimi anni, tuttavia, siamo riusciti a rilanciare alla grande questo prodotto costituendo un apposito Consorzio di Tutela e facendogli meritare l’ambito riconoscimento “Igp” (Indicazione Geografica Protetta). Pensate che il suo prezzo è passato dagli originari 15-20 centesimi al chilo a quasi un euro. Quale strategia abbiamo adottato? Semplice: volgere in positivo quello che veniva considerato il peculiare difetto dell’Interdonato, ossia il gusto non molto aspro. Lo abbiamo, quindi, proposto come limone da mangiare (in particolare all’insalata) e da spremuta; posso dirvi che, così presentato, ha riscosso un grosso successo al prestigioso Salone “Slow Food” (dove la gente faceva la fila per degustarlo) e che oggi gli inglesi lo trovano ideale per la loro bevanda preferita, ossia il thé. Considero, pertanto, il rilancio del limone Interdonato un “fiore all’occhiello” nella mia carriera di funzionario regionale avente il compito istituzionale di sostenere l’economia agricola locale».

     Giorgio Foti ha, dunque, consigliato ai genitori presenti di invogliare i loro figli a sostituire le varie merendine confezionate e le bibite gassate con delle più salutari e dietetiche insalate e spremute di limone Interdonato.

     Infine, l’interessante dissertazione (attraverso videoproiezione) della giovane Francesca Longo, dottoressa in Scienze dell’Educazione, sui dati da lei acquisiti in merito alle abitudini nutrizionali a Giardini Naxos. Si è, così, “amaramente” preso atto che quasi il 50% della popolazione della cittadina turistica risulta in sovrappeso (anche per colpa della vita sedentaria condotta davanti alla tv o al computer) e che pure le giovani generazioni del luogo sono solite “ingurgitare” cibi “poco raccomandabili” (merendine preconfezionate, bibite gassate, patatine fritte, ecc.) che nessun legame hanno col territorio siciliano.

     Oltre agli interventi “teorici” dei relatori, sono stati apprezzati anche quelli “pratici” di Mimmo Triolo, apprezzato chef di Roccalumera il quale, coadiuvato dal suo staff, ha consentito ai genitori di Gaggi di degustare le prelibatezze che è possibile portare in tavola con l’olio “decantato” da Antonio Sena e con il limone Interdonato di cui ha “tessuto le lodi” Giorgio Foti; a chiusura dei lavori, pertanto, nell’androne della scuola materna di Gaggi è stato possibile abbandonarsi a gustosi assaggi di pane condito, insalate di limone e dolciumi vari, tra cui le “Palle del Colonnello”, un’originale ricetta ideata dal Maestro Triolo dove una raffinatissima crema al limone Interdonato prende il posto del tradizionale “Bianco e Nero”.

     www.limoneinterdonatoigp.it

     RODOLFO AMODEO

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