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09 Ottobre 2010
“La sconosciuta senza ricordi” di Maria Scuderi
Un avvincente romanzo della scrittrice di Francavilla di Sicilia, con protagonista una donna di Mojo Alcantara. Una storia esaltante in cui il bene trionfa sul male grazie agli “scherzi” del destino ed alle conquiste della chirurgia estetica
Quand’è che un’opera di narrativa ha tutte le carte in regola per, potenzialmente, avere successo e, magari, diventare quel che si definisce un “best seller”? Certamente quando è a tal punto avvincente che, sia pur nella sua corposità (ossia centinaia e centinaia di pagine), la si riesce a leggere “tutta d’un fiato”. O anche (stando ad una particolare “prova” cui qualche editore sottopone gli scritti che gli vengono proposti per la pubblicazione) quando se ne sospende la lettura per un periodo di tempo medio-lungo (un paio di settimane o qualche mese) e, ciò malgrado, nulla si è dimenticato della trama e dei personaggi protagonisti. Ebbene: tali “indici di gradimento” (ed, auspicabilmente, “di successo”) si ravvisano abbondantemente nel coinvolgente romanzo “La sconosciuta senza ricordi”, dato alle stampe nei mesi scorsi per i tipi della “Fabrizio Fabbri Editore” dalla scrittrice Maria Scuderi, nativa di Francavilla di Sicilia e vedova di Michele Puzzo, compianto ex sindaco della cittadina dell`Alcantara nonché stimato medico.
L’autrice manca ormai da oltre un trentennio dal paese d’origine in quanto, dopo la morte del marito, ha deciso di seguire i figli al Nord Italia (tra Perugia e Bergamo); pur tuttavia la Valle dell’Alcantara le è rimasta nel cuore e nella mente, come si evince proprio da quest’ultima sua fatica letteraria (la Scuderi ha all’attivo una raccolta di poesie ed altri due romanzi, ndr) la cui trama prende le mosse dal paesino di Mojo per poi dipanarsi tra Francavilla, le rinomate Gole di Motta Camastra e Taormina sino a culminare a Messina e Palermo, le due città capoluogo “teatro” degli eventi che daranno una svolta alquanto drastica e singolare alla vita della protagonista.
Conquistati anche noi dall’intensa vicenda raccontata con seducente stile narrativo da Maria Scuderi, saremmo fortemente tentati di riferirla su queste pagine per filo e per segno, quasi col medesimo “sottile piacere” di chi si accinge a comunicare agli amici una “meraviglia” occorsagli o di cui è venuto a conoscenza. Ma ci asteniamo dal farlo onde non togliere al lettore il gusto delle continue “sorprese” che affiorano dalle oltre cinquecento pagine (articolate in sessantadue capitoli) di cui si compone l’opera. Ci limitiamo, quindi, ad accennare che l’intrigante “avventura”, ambientata ai nostri giorni, si sviluppa attorno alla straordinaria esistenza di Nina Marchese, un’umile giovane donna di Mojo Alcantara dal fisico sensuale e dall’intelligenza e dalla cultura superiori alla media, ma che Madre Natura ha crudelmente penalizzato dotandola di un volto esteticamente sgradevole e che, sin dalla più tenera età, la condanna all’emarginazione sociale (determinata anche dal gretto “provincialismo” paesano dell’entroterra siculo).
Attorno a lei ruotano le figure dei genitori (costretti ad abbandonarla per emigrare in Australia alla ricerca di miglior fortuna) e del compagno Alfio che inizialmente se ne innamora perdutamente e le dà un figlio (Salvatore), ma che poi sarà la causa di tutti i suoi drammi (una profonda depressione che rasenta la follia, la perdita del lavoro di insegnante, la fuga da casa del piccolo Salvatore e persino… ma non andiamo oltre per non privare il lettore del “fascino della scoperta”).
Sta di fatto che, dopo tutta una serie di vicissitudini all’insegna di straordinarie coincidenze e casualità dettate dagli imprevedibili disegni di un destino che alla fine, fortunatamente, premia i giusti e punisce gli infami, Nina verrà catapultata in una dimensione di vita totalmente diversa, mentre di quel tragico passato non ci sarà più traccia nella sua memoria: merito di un intervento altamente sperimentale di chirurgia estetica (cui viene sottoposta dopo essere stata accidentalmente travolta da un’autovettura guidata da… lo facciamo scoprire al lettore) che le cambierà radicalmente l’identità (persino anagraficamente in quanto, al momento dell’incidente, non le si ritrova addosso alcun documento identificativo) trasformandola in una delle donne più belle al mondo; talmente bella da avere agevolmente accesso all’esclusivissimo mondo dell’alta moda (sino a diventare un’acclamatissima stilista) e da andare in sposa ad un ricchissimo filantropo che la farà finalmente felice dopo aver reso giustizia (in tutti i sensi, come si apprenderà leggendo il libro) a quell’esistenza “partita” male.
Come accennavamo, Nina non ricorda più nulla della tragica prima parte della sua vita (la chirurgia estetica interviene sull’esterno del volto e non anche all’interno, ossia nella zona di materia grigia che “custodisce” la memoria), ma in fondo è ciò che lei vuole, essendo pienamente appagata dal suo “nuovo” presente che non le ha mai dato modo di conoscere la sofferenza, ma solo momenti di felicità e l’amore di ogni persona che la circonda. Per chi, invece, la conosceva da prima (a cominciare dal figlio Salvatore) nonché, ovviamente, per noi lettori, fortissima è l’emozione nell’assistere a questa “metamorfosi” cui si approda dopo continui colpi di scena ed episodi altamente sorprendenti che ci fanno riflettere sui cosiddetti “casi della vita”.
Tanti i personaggi che popolano il romanzo (a parte i protagonisti principali, la maestra Elvira, il comandante Nicolodi, il dottor Detroit, ecc.) e che, grazie all’“anima” che conferisce loro l’autrice, rimangono “scolpiti” nella memoria, così come si addice ai protagonisti di ogni capolavoro immortale della letteratura.
Il ritmo narrativo non cala mai di tensione grazie, soprattutto, alla tecnica “ad incastro” tra un capitolo e l’altro, sapientemente impiegata dalla Scuderi: i vissuti dei vari personaggi s’intrecciano tra loro, e ciò consente alla scrittrice di alternare gli svariati (ma intimamente connessi) episodi senza che il lettore si annoi né perda il filo della vicenda; alla fine, dunque, si prova la piacevole sensazione di aver partecipato alla perfetta composizione di un “puzzle” con tutti i “tasselli” collocati al posto giusto e nel momento giusto, con il male (aleggiante sulla prima metà del romanzo) che - paradossalmente per opera dei suoi stessi artefici - si trasforma in bene, in una sorta di incalzante “effetto domino”.
Un sistema narrativo, insomma, assimilabile alla scrittura filmica e che, considerando anche i tantissimi episodi d’azione e “ad effetto” contenuti nel romanzo, avrebbe tutti i numeri per indurre registi, sceneggiatori e produttori ad ipotizzare una trasposizione cinematografica de “La sconosciuta senza ricordi”: ne verrebbe senz’altro fuori un superbo “kolossal” (o, al limite, una popolare fiction televisiva) con noi “umili spettatori” della Valle dell’Alcantara orgogliosi di appartenere ad una “piccola” terra da cui scaturisce una “grande” storia dal respiro universale, il cui fascino sta anche nel contrasto tra il tranquillo ambiente paesano e contadino da cui si origina ed il contesto di alta tecnologia scientifica e di “jet set” internazionale in cui va a sfociare.
Parecchi si chiederanno quanto in questa storia vi sia di vero e quanto di immaginario. Ma le storie, al di là se sono reali oppure fantastiche, vanno solo “raccontate”; e Maria Scuderi ha saputo farlo in maniera eccelsa: non ci resta che ringraziarla per le emozioni che ci ha regalato narrandoci questa meravigliosa “favola” dei nostri tempi.
RODOLFO AMODEO
Per un giornalista che scrive di un’opera dell’ingegno (quale il recente romanzo di Maria Scuderi) è estremamente gratificante sapere di aver “colto nel segno” nello sviscerare, interpretare e sintetizzare ciò che il relativo autore ha prodotto.
Tale piacevole ed appagante consapevolezza me l’ha data l’artefice in persona de “La sconosciuta senza ricordi”, inviandomi la seguente e-mail:
Carissimo dott. Amodeo,
La ringrazio immensamente per la maestosa interpretazione che ha saputo dare al mio romanzo!
Ha scritto una recensione bellissima, degna di un giornalista professionista quale Lei è, dotato di profondi sentimenti, cultura, sapienza ed una notevole esperienza massmediatica: è stato bravissimo nel descrivere, in sintesi, le avventure, le emozioni ed i casi del destino dei vari personaggi.
Questa Sua lunga e veritiera recensione mi ha veramente commosso!
Nel Suo sito Internet ho visionato la Sua biografia ed i vari “link”, e sono rimasta stupita ed orgogliosa nell`apprendere che la "nostra" Francavilla di Sicilia annovera un personaggio famoso e benemerito come Lei.
Tanti carissimi saluti,
Maria Scuderi
Immagini allegate
Commenti
Commenti presenti: 3
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Num: 1 -- 10 Ott 2010 - 15:17,18
Rossella ha scritto...
Un libro intrigante, viene voglia di leggerlo tutto d'un fiato, per niente banale anzi direi nello stesso tempo psicologico, scientifico e anche culturale. Buona lettura! -
Num: 2 -- 17 Ott 2010 - 20:49,14
Nunzia ha scritto...
Questo è un libro avvincente! Dalla prima pagina all'ultima lo leggi senza mai fermarti, lasciandoti trasportare nei luoghi descritti con tanta maestria e non ti accorgi che sei già arrivato alla parola "fine"! -
Num: 3 -- 17 Nov 2010 - 11:14,30
Maria Scuderi ha scritto...
Per me è un bel libro,un libro che ti prende,se cominci a leggere non riesci a staccare più gli occhi dal libro,perchè ti coinvolge, ti fa entrare in un mondo nuovo, dove la scienza trionfa.