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20 Ottobre 2010
Premio “Alcantara-Giardini Naxos” al poeta Nello Cristaudo di Francavilla di Sicilia
Lo scrittore in versi ha ottenuto tale riconoscimento nell’ambito del prestigioso concorso internazionale dell’Accademia “Il Convivio”, guidata dal presidente Angelo Manitta e con sede a Verzella di Castiglione di Sicilia (CT)
“Flutti intermittenti di memoria / in una ritmica cadenzata nella quotidianità / rievocano il sapore dei colori / di una distesa di campi di dorate spighe / riconducendomi all’Armonia del Creato”.
Con questi delicati, ma intensi, versi, che ha intitolato “Quotidianità”, il poeta francavillese Nello Cristaudo si è meritato il Premio speciale “Alcantara - Comune di Giardini Naxos” nell’ambito del concorso internazionale “Il Convivio”.
Il prestigioso riconoscimento viene ogni anno assegnato nel mese di ottobre nel corso di un’apposita cerimonia all’hotel “Assinos” di Giardini Naxos. E stavolta è stato Cristaudo a tenere alto il nome della Valle dell’Alcantara, ed in particolare del Comune di Francavilla di Sicilia, in un ricco e variegato contesto di artisti ed intellettuali provenienti da tutto il mondo destinatari del Premio istituito dieci anni fa dall’Accademia “Il Convivio”, guidata dal presidente Angelo Manitta ed avente sede nella frazione Verzella di Castiglione di Sicilia (è questa un`esemplare dimostrazione di come pure dalla “remota” provincia siciliana - e, nella fattispecie, dalla Valle dell`Alcantara - possano scaturire iniziative dall’effettivo spessore culturale, in grado di proiettarsi in una dimensione mondiale).
Non è questo il primo “successo” di Nello Cristaudo: in passato ha collezionato altri importanti riconoscimenti ed ha dato alle stampe la silloge “Sinfonie d’Infinito”; il suo poetare è stato, inoltre, apprezzato in Portogallo, una cui prestigiosa rivista letteraria nazionale ha pubblicato dei suoi versi.
«Prendendo a prestito la definizione data da Benjamin Péret – ci spiega Cristaudo a proposito del suo rapporto con la scrittura in versi – la poesia è “l’autentico respiro dell’uomo”, ossia uno strumento capace di esternare le percezioni più intime dell’animo umano dando voce a ciò che è riposto nei meandri del cuore e che la comune espressione verbale non riesce a manifestare. Personalmente la considero un “salvagente” cui mi sono aggrappato e continuo ad aggrapparmi nei momenti più bui della mia vita, come la perdita di una persona cara (mia madre), il sentire parole che feriscono e tutte le volte che i silenzi mi hanno trascinato verso il precipizio: in questa forma espressiva, insomma, ho ritrovato la forza per andare avanti, per poter comunicare e per rigenerarmi. Non a caso, Garcia Lorca diceva che la poesia è “l’impossibile fatto possibile”. Con la poesia, inoltre, mi sono tuffato tra le onde dei sentimenti e mi sono lasciato trasportare dalla fantasia, ho fatto parlare il mio cuore ed ho seminato emozioni nei campi del mondo».
RODOLFO AMODEO
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