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30 Giugno 2007

Francavilla di Sicilia ai “raggi X”

La tesi di laurea in “Scienze dell’Educazione” di Giuseppe Silvestro si rivela un prezioso documento per conoscere le dinamiche sociali ed economiche del centro alcantariano e la loro incidenza sul consumo di droga da parte dei giovani del luogo

     Fu nel lontano 1931 che il Comune di Francavilla di Sicilia toccò il picco massimo quanto a numero di abitanti: ben 5.716 contro i poco più di quattromila odierni. Il triste fenomeno del calo demografico si è, soprattutto, manifestato nel decennio tra gli inizi degli Anni 90 ed il 2000: in tale recente arco temporale, infatti, circa mille francavillesi sono “scomparsi” dall’anagrafe municipale, vuoi perché emigrati a lavorare altrove, vuoi perché le nascite non sono riuscite a rimpiazzare i decessi. Dall’indomani dell’unità d’Italia fino agli Anni 30, invece, Francavilla ha registrato un virtuoso incremento di popolazione, passando dai 3.925 abitanti del 1861 ai quasi seimila degli Anni 30. Nel secondo dopoguerra la cifra demografica locale si attesta pressoché stabilmente intorno alle cinquemila anime, ma a partire dal 1961 ha inizio l’inesorabile tendenza allo spopolamento: oggi, insomma, la cittadina alcantariana annovera pressoché lo stesso numero di residenti che aveva nel 1881.

     Trattasi di dati ancora una volta acquisiti da una pregevole tesi di laurea avente l’indubbio merito di far riferimento al territorio anziché ai soliti argomenti “accademici” già abbondantemente sviscerati da altri: è la dissertazione del giovane francavillese Giuseppe Silvestro (nella foto), da alcune settimane dottore in “Scienze dell’Educazione”, il quale ha elaborato un prezioso documento sulla genesi e gli effetti di varie dinamiche socioeconomiche che hanno riguardato la comunità di Francavilla di Sicilia.

     Silvestro, infatti, ha dedicato l’atto conclusivo della sua carriera di universitaria al tema “Distruttività e tossicodipendenza”, estendendo la sua accurata ricerca al paese in cui vive attraverso questionari somministrati alla relativa popolazione giovanile ed all’analisi dei vari censimenti Istat e delle banche-dati in possesso del Comune alcantariano, della Camera di Commercio e delle forze dell’ordine operanti sul territorio.

     Si apprende, così, che attualmente (salvo aggiornamenti delle ultime settimane) nel territorio francavillese operano 33 produttori agricoli diretti, 13 aziende artigiane, 3 aziende di lavorazione dei prodotti agrumicoli, una azienda di lavorazione di prodotti oleicolovinicoli, una industria dolciaria, 2 industrie cartarie, 2 servizi di trasporto pubblico non di linea, una struttura ricettiva, 2 aziende agrituristiche e 7 organizzazioni di categoria.

     «Un forte contributo allo sviluppo socioeconomico locale - scrive Silvestro in un significativo passo della sua tesi di laurea - proviene dalle due industrie della lavorazione della carta. Per il resto, nell’ambito dell’artigianato non si riscontra molta vitalità. Nel settore dell’istruzione, un unico istituto superiore (il liceo scientifico, ndr) fa sì che i ragazzi, se vogliono rimanere nel loro paese, devono accontentarsi di una sola opportunità; altrimenti tocca loro andare a studiare a 15-20 chilometri di distanza, venendo a contatto con realtà a loro sconosciute, piene di problemi e sicuramente difficili da affrontare».

     Ci si addentra, dunque, nella parte centrale dello studio intrapreso da Giuseppe Silvestro sul disagio giovanile e sul drammatico sbocco di quest’ultimo nell’uso di sostanze stupefacenti.

     «Le prospettive occupazionali delle giovani generazioni francavillesi - spiega il neolaureato - diventano sempre più incerte e precarie, e gli adulti a loro volta protesi a conseguire livelli sempre più elevati di benessere, non sono in grado di proporre modelli ed obiettivi diversi dal consumismo; e, nello stesso tempo, gli adulti e la società in genere chiedono al giovane di acquisire competenze, di operare scelte e di prendere decisioni in rapporto alla progettazione della sua vita futura. Nelle nuove generazioni affiorano, così, sentimenti d’incertezza, di inadeguatezza, di scarsa fiducia in se stessi, di paura di sbagliare e, soprattutto, di insofferenza nei confronti degli adulti. In tale difficile contesto c’è, dunque, il serio rischio che la droga possa apparire come un mezzo per ridurre l’ansia e l’angoscia, ma anche per manifestare una sorta di ribellione nei confronti dei più grandi».

     Silvestro scende, quindi, più nel particolare, fornendo un quadro abbastanza attendibile della diffusione della droga nel centro alcantariano.

     «Anche per gli stupefacenti - sottolinea il dottor Silvestro - vale il principio in base al quale si tende a far uso di ciò che è più facilmente ottenibile, perché più a portata di mano nonché di… portafoglio. A Francavilla, dunque, le precarie condizioni economiche dei giovani del luogo inducono ad escludere la diffusione di cocaina e di eroina; la prima, in particolare, è da sempre considerata “la droga dei ricchi”. Ed è pure da escludere il ricorso ad ecstasy, allucinogeni ed acidi in quanto a Francavilla non si fa certo vita notturna non essendoci nemmeno una discoteca, anche se basta percorrere meno di venti chilometri per raggiungere località turistiche come Giardini Naxos e Taormina, piene di luoghi di divertimento in cui questo tipo di droghe scorre a fiumi. Ma, in fondo, “qualche” consumatore di droga a Francavilla esiste, come può evincersi dai dati forniti dalla locale Stazione dei Carabinieri: tra il 2003 ed i primi sei mesi del 2006, infatti, sono state arrestate per spaccio 17 persone, mentre 33 sono state segnalate quali consumatori di sostanze stupefacenti. Nell’ambito di tali operazioni è stata complessivamente sequestrata dai militi una quantità piuttosto modica di droga (circa 200 grammi) tra cannabis ed hashish; ma ciò che deve far riflettere è l’incremento, negli anni presi in considerazione, sia degli arresti che delle segnalazioni».

     Infine le conclusioni, ossia le soluzioni prospettate da Giuseppe Silvestro per arginare la diffusione dell’allarmante fenomeno in un centro in qualche modo a rischio come Francavilla, anche perché crocevia tra i le “allegre” località turistiche del Messinese ed i “vivaci” centri del Catanese (proprio nelle ultime settimane, a Francavilla, le forze dell’ordine hanno effettuato in quest’ambito ulteriori arresti e segnalazioni).

     «Dalle risposte date al questionario che ho somministrato ai miei giovani concittadini tra i 14 ed i 20 anni d’età - fa rilevare Silvestro - si evince che c’è da stare in guardia proprio dalla scarsa informazione in materia: si ritiene erroneamente, ad esempio, che la tossicodipendenza sia una malattia o un semplice “stile di vita”, mentre in realtà si tratta di una manifestazione della crescita della distruttività. Occorre, dunque, fare molta prevenzione, informando i ragazzi sui rischi e sulle difficoltà cui si va incontro intraprendendo comportamenti non conformi al normale svolgimento della vita, e che di quest’ultima non risolvono certo i problemi, ma anzi li aumentano. Le scuole e le parrocchie - conclude Giuseppe Silvestro - sono le entità sicuramente più idonee a promuovere iniziative volte a spiegare gli effetti distruttivi della droga».

     RODOLFO AMODEO

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