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28 Marzo 2010
La “vita vissuta” di Michele Sciacca a Mascali e dintorni
L’autobiografia dell’insegnante di Lettere in pensione si rivela un prezioso documento per i cultori di storia locale oltre che un gustoso "amarcord" per i residenti nei vari Comuni della “Contea” e pedemontani etnei
Sappiamo benissimo che trattasi di mera utopia, ma sarebbe stupendo se tutti seguissimo l’esempio dell’insegnante di Lettere in pensione Michele Sciacca, oggi residente tra Mascali e Zafferana Etnea: ogni essere umano è portatore di esperienze di vita e cognizioni che sarebbe utile immortalare e trasmettere agli altri simili facendole confluire in un memoriale, così come ha fatto il professor Sciacca dando alle stampe “Luoghi di vita vissuta”.
Il volume, recentemente prodotto per i tipi di “Alma Editore”, reca molto “umilmente” come sottotitolo «Racconti», mentre in realtà si è in presenza di una dettagliata autobiografia, scritta con stile chiaro e scorrevole e dai contenuti accattivanti, specie per chi si trova a risiedere tra i Comuni di Mascali, Giarre e Riposto ed in tutti quelli pedemontani etnei, di cui l’Autore rievoca luoghi e personaggi da lui frequentati nel corso della sua travagliata esistenza.
Ancora giovanissimo, infatti, Sciacca perde completamente la vista a seguito dello scoppio accidentale di un ordigno bellico con cui stava giocando; ma nonostante il gravissimo handicap e le origini umilissime non si dà per vinto e, con grande tenacia e forza di volontà, riesce a “conquistarsi” una vita normale sino ad approdare alla prestigiosa professione di docente nonché alle gioie dell’amore e della paternità avendo messo al mondo quattro figlie (Graziella, Eleonora, Santa e Luana, quest’ultima collega giornalista ed impegnata pure nello studio del canto lirico).
Ed è straordinario, scorrendo le oltre centocinquanta pagine di “Luoghi di vita vissuta”, apprendere della inesauribile vitalità e della poliedricità di interessi (musica, sport, pesca, ecc.) del protagonista il quale, grazie anche al supporto di validi accompagnatori (tra cui quello che lo ha affiancato nel mettere per iscritto queste memorie), è riuscito a convivere più che dignitosamente con la cecità.
In tanti capitoli, inoltre, Michele Sciacca rievoca episodi curiosi dispensando ironia e “sense of humor” a piene mani, per nulla “corrucciato” da quanto il destino ha riservato alla sua vista.
Dicevamo dei luoghi e dei personaggi dei Comuni etnei citati in questa pubblicazione; ebbene: sono tantissimi e qualsiasi lettore di Mascali e dintorni ne conoscerà sicuramente parecchi o, almeno, ne avrà sentito parlare (dei tipi più “popolareschi”, in particolare, vengono riportati i simpatici soprannomi quali “Spicchiafavi”, “Donna Pippina ‘a Lampiatura”, “Turi da Timpa”, “Narda da Ciurera”, ecc.).
Non mancano le pagine dedicate ai ricordi dell’esaltante carriera dell’Autore, costellata di encomi da parte dei vari direttori didattici con cui l’insegnante ha avuto modo di lavorare, ma anche delle gratificazioni ricevute dagli alunni; nel volume, dunque, vi sono numerosi riferimenti anche alle diverse comunità etnee (Castiglione di Sicilia, Linguaglossa, Piedimonte, Maletto, ecc.) nelle cui scuole Michele Sciacca ha svolto l’attività di docente di materie letterarie.
“Luoghi di vita vissuta” si rivela, pertanto, un prezioso documento per tutti i cultori di storia locale che s’interessano ai Comuni una volta rientranti nella cosiddetta “Contea di Mascali”: in questo pregevole scritto si ritrovano fatti e figure che hanno caratterizzato tale vivacissimo e significativo lembo di territorio etneo.
RODOLFO AMODEO
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