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01 Maggio 2010

Gino Carpanzano: un “uomo Fiat” a Francavilla di Sicilia

E’ conosciuto come provetto mandolinista, ma ha prestato servizio per trent’anni presso la casa automobilistica torinese, che ne ha più volte riconosciuto l’ingegno e l’attaccamento al lavoro. Il suo ricordo della signorilità dell'Avvocato Agnelli

     Tre grandi “amori” (dopo, ovviamente, quello per la sua gentile consorte ed i figli avuti da essa) caratterizzano la vita di Eugenio (Gino per gli amici) Carpanzano: il paese d’origine Francavilla di Sicilia, la musica e la… Fiat. In merito a quest’ultimo, non ci riferiamo ad un particolare modello di autovettura, bensì alla casa automobilistica torinese nel suo complesso, dove Carpanzano ha prestato servizio per oltre trent’anni, a partire dal 13 ottobre del 1954, con mansioni di “operaio di prima”.

     A farlo approdare alla “grande famiglia” del compianto avvocato Gianni Agnelli fu una legge che privilegiava l’accesso al lavoro degli orfani di guerra come lui. Così come per tanti giovani di quella generazione (oggi, magari, si “tampona” con le pensioni di nonni e genitori…), anche per Eugenio trovare un’occupazione era una necessità vitale ed impellente, pur sapendo di dover sacrificare i propri legittimi “sogni di gloria”: il Nostro avrebbe voluto intraprendere gli studi musicali, ma si è “accontentato” di coltivare questa sua inclinazione artistica nel tempo libero, quando a tutt’oggi delizia gli amici col melodico trillo del suo mandolino.

     Negli ambienti del “Lingotto”, comunque, per il francavillese le gratificazioni non sono mancate: è riuscito sin da subito a conquistarsi la stima di colleghi e superiori e le conseguenti benemerenze professionali, tra cui il “Premio Fedeltà”, la targa in oro dei “30 Anni” e persino riconoscimenti in denaro. Proprio per questo dedichiamo ad Eugenio Carpanzano un po’ di spazio sul nostro sito Internet: ad onorare il buon nome della Valle dell’Alcantara, ed in particolare del Comune di Francavilla di Sicilia, ha contribuito anche lui col suo lavoro tecnico-meccanico, non meno importante ed utile di attività ritenute più “altolocate”.

     «Alla Fiat ho lasciato il cuore – dichiara il pensionato –, ma amo anche la “mia” Francavilla: è per questo che continuo a vivere parte dell’anno a Torino e parte in questa splendida cittadina siciliana che mi ha dato i natali. Al capoluogo piemontese mi legano tanti esaltanti ricordi legati al mio lavoro presso lo stabilimento di Mirafiori e che sono immortalati dai premi e dagli attestati di cui vado particolarmente fiero. Venivo, in particolare, apprezzato per la velocità e la precisione con cui intervenivo nelle meccaniche automobilistiche. E mi è anche capitato di risolvere problemi che a tecnici e dirigenti gerarchicamente superiori al sottoscritto apparivano “insormontabili”; come quando il cambio del famoso camioncino “242” perdeva olio: nessuno capiva il perché, ma io riuscii ad individuare il difetto, cui ovviammo apportando le dovute rettifiche».

     Da appena pochi giorni, l’“impero Fiat” ha una nuova guida nel giovane John Elkann; ma in Gino Carpanzano rimane indelebile il ricordo del “leggendario” nonno. «Anche se non l’ho mai frequentato direttamente – rivela –, ho avuto modo di incontrare spesso l’avvocato Agnelli quando veniva a trovarci sui luoghi di lavoro: era veramente un gentiluomo d’altri tempi, una persona affabile con tutti e che non si dava mai delle arie. Fossi stato uno di quegli “arrampicatori”, magari avrei potuto diventarci amico perché si faceva avvicinare e parlare da tutti. Oggi apprendo con piacere che, dopo il lungo periodo di crisi iniziato con la sua scomparsa, la Fiat sta nuovamente godendo di buona salute. Da siciliano mi auguro solo che si trovi una soluzione per la paventata chiusura dello stabilimento di Termini Imerese: se fosse stato ancora in vita, l’Avvocato ne avrebbe sofferto parecchio perché uno dei suoi obiettivi, a parte il profitto d’impresa, era anche quello di creare occupazione e benessere».

     RODOLFO AMODEO

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Commenti Commenti

Commenti presenti: 2

  1. Num: 1 -- 31 Mag 2010 - 21:08,38
    Davide Carpanzano ha scritto...
    Veramente un bell'articolo che in poche righe ben scritte ha saputo riassumere con semplicità ma in maniera esaustiva la vita ed i desideri di un grande uomo orgoglioso di aver servito la più grande fabbrica Italiana ed di essere Francavillese....mio padre! Grazie Rodolfo
  2. Num: 2 -- 01 Giu 2010 - 16:32,59
    Massimo ha scritto...
    Bravo Rodolfo, la tua capacita' di sintesi e' davvero strabiliante, in un breve articolo hai espresso tutto l'amore che mio padre nutre per quella fabbrica dove come lui ti ha detto ha lasciato il cuore e lo sconfinato "amore" per la sua "SICILIA" . Hai saputo cavargli di bocca i sentimenti che il suo carattere Burbero e Orgoglioso non gli ha mai permesso di esprimere neanche a noi che siamo la sua Famiglia. Credo che tu sia veramente tagliato per il mestiere che hai scelto, averne tanti di giornalisti "Capaci" come te. Un caro saluto ed ogni Bene per la tua carriera. Massimo Carpanzano
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