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15 Maggio 2010

Giuseppe Treffiletti racconta la “sua” guerra

L’anziano ex combattente di Castiglione di Sicilia ha dato alle stampe, con l’aiuto della figlia docente di Lettere, le sue memorie sulla drammatica Campagna di Russia. Un “regalo” che si è concesso per il suo novantesimo compleanno

     Solitamente, chi festeggia gli anni riceve dei regali; per il suo novantesimo compleanno, invece, Giuseppe Treffiletti è stato lui a voler regalare “al mondo”, ed in particolare agli amanti delle letture storiche, un pregevole memoriale sulla sua indimenticabile esperienza nella cosiddetta “Campagna di Russia”, ovvero il capitolo più cruento della Seconda Guerra Mondiale.

     Nelle circa cento pagine di “Vi racconto la mia guerra” (corredate da un’appendice di foto d’epoca tratte dal suo album personale), il vegliardo di Castiglione di Sicilia racconta delle sue peripezie nell’evento bellico, da lui definito “l’inferno di ghiaccio”.

     «Perché – sostiene l’autore – è impossibile, ma sarebbe anche sbagliato, dimenticare l’esperienza della guerra: è, ovviamente, un qualcosa di tremendamente negativo in quanto materializza gli istinti peggiori dell’uomo mettendoci l’uno contro l’altro e facendoci perdere il senno; ma non dimenticandola si riescono, poi, ad assaporare ed apprezzare i valori ritrovati e la “normalità” della vita quotidiana».

     Un po’ a tutti, ovviamente, capita di avere in famiglia o di conoscere persone avanti negli anni che amano narrare i loro trascorsi bellici citando episodi, aneddoti, luoghi, personaggi, date ed altri particolari minuziosi rimasti indelebili nella loro memoria. Ma Giuseppe Treffiletti ha avuto il grande merito di fissare su carta questo tipo di ricordi, dando vita ad un prezioso documento la cui lettura si rivela particolarmente utile alle giovani generazioni affinché possano meglio rendersi conto della drammaticità della guerra, non sempre adeguatamente evidenziata dai testi scolastici, più protesi a descrivere le gesta, i tatticismi e le strategie di sovrani, capi di Stato e generali anziché il non meno significativo vissuto dell’umile soldato.

     Nell’opera di Treffiletti non potevano mancare interessanti accenni alle ripercussioni che il conflitto mondiale ha avuto nell’area territoriale pedemontana etnea ed, in particolare, a Castiglione di Sicilia, paese dell’autore. Ed alcune pagine si soffermano pure sulla famosa rappresaglia tedesca che portò all’eccidio di sedici castiglionesi; Treffiletti contribuisce a sgombrare il campo dai dubbi e dai misteri che hanno sempre avvolto quella che è stata definita come “la prima strage nazista perpetrata in Italia”: si sarebbe trattato, in realtà, di una vendetta per l’uccisione di due soldati tedeschi ad opera di due uomini da loro sorpresi a rubare un camion di viveri.

     Chiaramente, non è facile improvvisarsi scrittori alla veneranda età di novant’anni; un ruolo determinante nella compilazione delle memorie di guerra di Giuseppe Treffiletti l’ha, dunque, avuto la figlia Antonella, stimata docente di Lettere all’Istituto Industriale “E. Fermi” di Giarre: “Vi racconto la mia guerra” porta, infatti, la firma di entrambi.

     «In realtà – spiega Antonella Treffiletti – mio padre aveva già immortalato il suo racconto in un manoscritto, che “a sorpresa” tirò fuori quando io stessa gli proposi di pubblicare qualcosa su quei fatti che sempre ci raccontava, ma la cui importanza, quando eravamo giovanissimi, non riuscivamo a percepire: ci sembravano storie irreali, al limite del… fiabesco. Ma qualche anno fa, ascoltando quella storia “di sempre”, ho finalmente capito che i ricordi di papà avevano una loro forza, esprimevano un coraggio e davano alla vita un senso vero che non doveva essere perduto. E’ nato, così, questo lavoro “a quattro mani”: ascoltando mio padre e dando forma letteraria a ciò che diceva ho ritrovato poco per volta il giovane di allora, con le sue speranze, i suoi ideali e la sua voglia di vivere».

     RODOLFO AMODEO

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