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29 Marzo 2008

Sant’Annibale Di Francia, “profeta” della comunicazione

Festeggiato a Giardini Naxos il secolo di vita della storica pubblicazione religiosa “Dio e il Prossimo”, fondata dall’eroico sacerdote messinese

     Tra i fenomeni editoriali dei nostri tempi è da annoverare “Dio e il Prossimo”, un periodico bimestrale a carattere religioso che in questi mesi ha tagliato il considerevole traguardo del secolo di vita. A fondarlo e redigerlo personalmente sino alla sua morte (1927) fu Padre Annibale Maria Di Francia, l’eroico sacerdote messinese proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 2004. Così nei giorni scorsi le suore dell’Istituto di Giardini Naxos delle “Figlie del Divino Zelo”, congregazione anch’essa fondata da Padre Annibale, hanno festeggiato l’importante anniversario alla presenza della massime autorità religiose ed istituzionali locali.

     Al di là delle convinzioni religiose individuali, “Dio e il Prossimo” costituisce un mirabile esempio di comunicazione: stampato in diverse decine di migliaia di copie a partire dal 26 giugno del 1908, ha raggiunto in alcune uscite la tiratura massima di 700mila in quanto richiesto anche dai lettori italiani all’estero.

     Non a caso, il noto giornalista Angelo Montonati ha inserito Padre Annibale Di Francia tra i “profeti della comunicazione”: a parte l’impegno (oggi si direbbe “manageriale”) nel garantirne puntualmente la pubblicazione, il suo fondatore diede prova tramite esso di eccellenza giornalistica in quanto molti articoli da lui firmati, e specialmente quelli in difesa dei poveri, costituivano delle vere e proprie denunce contro le ingiustizie sociali; quel prete-giornalista si mostrava, dunque, parecchio coraggioso e del tutto slegato dai poteri forti del suo tempo, malgrado fosse il rampollo di un nobile casato di Messina.

     Adesso un po’ tutti ci ritroviamo a riconoscere il ruolo fondamentale della stampa e dei mass media in genere, ma già un secolo fa Padre Annibale fu probabilmente il primo religioso a credere concretamente in tali mezzi per allora “innovativi”; la sua missione, del resto, fu principalmente improntata alla diffusione del messaggio del “rogate”, ossia il comando impartito da Gesù affinché alla Chiesa potessero arrivare sempre più “buoni operai”, ossia vocazioni; “Dio e il Prossimo”, pertanto, costituiva un eccezionale veicolo per la divulgazione su larga scala di tale “chiamata”.

     Oggi la Congregazione delle “Figlie del Divino Zelo” ha raccolto la preziosa eredità editoriale lasciata da colui che viene definito “il padre degli orfani e dei poveri” e, come si accennava prima, anche le suore del relativo Istituto Antoniano di stanza a Giardini Naxos hanno celebrato il centenario di “Dio e il Prossimo” con una solenne cerimonia che ha registrato gli interventi della Madre Superiora Corinna Russo, di religiose provenienti da altri istituti, del vicesindaco Nello Lo Turco, dell’assessore comunale Amelia Romeo, di Mons. Salvatore Cingari, di Padre Eugenio Tamà, del presidente del Circolo “G. Trimarchi” Giuseppe Russo (cugino della Madre Superiora) e del presidente del “Fotoclub Naxos” Angelo Savoca, il quale ha curato l’allestimento di una mostra fotografica sulla storia dell’istituto giardinese.

     Nell’occasione è stata inaugurata la casa di accoglienza per mamme e bambini “Maria Nazarena”, ricavata al secondo e terzo piano del ristrutturato orfanotrofio antoniano grazie anche agli arredi donati dal “Lions Club” di Giardini Naxos.

     www.figliedivinozelo.it 

     RODOLFO AMODEO

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