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13 Giugno 2009
Corrado Malanga ed i rapimenti alieni
Convegno del “Centro Ufologico Siciliano” di Riposto per discutere di “abductions” con il massimo esperto italiano in materia, il quale ha rivelato particolari inquietanti ed, al contempo, suggestivi
E’ stato sicuramente un bel “colpaccio” quello messo a segno dal “Centro Ufologico Siciliano” (C.U.S.) fondato qualche anno fa a Riposto da Salvatore Giusa, che ne è anche il presidente: al recente convegno annuale, il Cus si è accaparrato la presenza del professor Corrado Malanga, docente universitario di Chimica Organica presso l’Università di Pisa nonché uno dei massimi e pochi esperti a livello mondiale in fenomeni ufologici.
“Abductions, ovvero i rapimenti da parte di entità aliene” è stato il tema dibattuto qualche giorno fa al Grand Hotel “Yachting Palace” di Marina di Riposto (l’anno scorso, invece, si parlò degli strani fenomeni di Caronia) su iniziativa del Cus in compartecipazione con l’A.I.R.U. (Associazione Italiana Ricerche Ufo) e con l’autorevole ed interessante contributo di Malanga, il quale proprio sui rapimenti di esseri umani ad opera di extraterrestri (detti anche “incontri ravvicinati del quarto tipo”) ha imperniato l’attuale fase della sua ricerca.
A moderare i lavori il giornalista Stefano Famà, che a “Radio Universal” conduce il seguitissimo programma “Cose dell’altro mondo”, incentrato proprio sul grande mistero delle presunte presenze aliene sul nostro pianeta. A fare gli onori di casa, ovviamente, il presidente del Cus Salvatore Giusa, il quale ha tenuto ad introdurre il convegno con un contributo filmato in memoria del compianto sacerdote Corrado Balducci, un “coraggioso” esponente del clero che, contravvenendo ai “diktat” della Chiesa cattolica, ammise l’esistenza di forme di vita su altri pianeti, richiamandosi anche ad esplicite citazioni contenute nella Bibbia. In sala un folto pubblico proveniente da tutta la Sicilia, tra cui pure alcuni “addotti”, ossia vittime di rapimenti alieni; anche perché poter incontrare personalmente Malanga è, per i cultori della materia, un’occasione imperdibile.
Anche noi giornalisti abbiamo avuto questo “privilegio”, e se è vero che, in qualità di operatori della comunicazione, abbiamo il compito di “mediare” tra l’evento ed i lettori, mettendo questi ultimi a loro agio nella comprensione di un fatto o di un personaggio, cominciamo con l’inquadrare il “personaggio” Malanga, che ci è parso essere un libero pensatore, all’apparenza “alternativo” ed anticonvenzionale, ma in realtà alquanto scrupoloso nell’applicazione dei metodi scientifici (non foss’altro che per la “deformazione professionale” di chimico…), quei metodi scientifici che a volte, però, non sanno dare risposte a fenomeni probabilmente reali come, per l’appunto, i rapimenti alieni. Ecco, dunque, l’intuizione di Malanga al riguardo: applicare delle metodologie, a loro volta ispirate a scienze e discipline già consolidate (come la psicanalisi, la psicologia, la psichiatria e la stessa chimica), in grado di “estrarre” dal soggetto addotto quanti più dati ed informazioni possibile sulla “abduction” di cui è stato involontario protagonista. Da qui la tecnica dell’ipnosi regressiva, ossia la pratica con cui si cerca di stimolare, in un soggetto in trance, la capacità di ritornare indietro nel tempo ricordando esperienze rimosse. E già: perché durante il rapimento gli alieni provocherebbero nel cervello della vittima una lacuna nella griglia mnemonica occupata da questo tipo di ricordo (è il fenomeno, in pratica, del cosiddetto “vuoto temporale”).
Come ha confermato l’assise ufologica di Riposto, la considerazione che il professor Malanga ha di tali fenomeni è alquanto negativa. «Soprattutto in America – ha esordito il ricercatore – qualche mio illustre collega, assecondando la moda della cosiddetta “new age”, si ostina ancora a sostenere che gli alieni sono “esseri buoni che vengono sulla Terra per aiutarci”. Ed, invece, risulta tutto il contrario: durante le sedute di ipnosi regressiva, i soggetti addotti ci confermano tutti, dal più umile al più acculturato, di essere stati condotti, contro la loro volontà, a bordo di veicoli spaziali o in basi sotterranee dove strani esseri li hanno sottoposti, sopra un vero e proprio tavolo operatorio, ad esami di tipo medico».
E, difatti, chi è reduce da tale traumatica esperienza presenta all’esterno ed all’interno del proprio corpo segni inequivocabili, come piccole cicatrici, bruciature e microimpianti intracorporei di natura metallica rilevabili attraverso le lastre di una comune Tac. Si è, dunque, in presenza di vere e proprie mutilazioni, cui sono da aggiungere le conseguenze negative sia sul piano fisico che psichico: l’addotto, infatti, interagisce con gli apparecchi elettrici ed elettronici (provoca e prende la scossa e gli elettrodomestici nelle sue vicinanze si accendono e si spengono da soli), avverte spesso un senso di panico temendo l’imminenza di un disastro di dimensioni bibliche e tende all’isolamento ed all’asocialità. C’è, inoltre, il fondato sospetto che quei minuscoli apparati impiantati nel corpo servano agli alieni per controllare a distanza l’ignara “cavia” umana per poi, magari, tornare a rapirla.
Nella sua “lectio magistralis” ripostese, il “grande comunicatore” Corrado Malanga è stato particolarmente abile nello sviscerare il delicatissimo argomento in maniera accattivante (inframmezzando, addirittura, simpatiche battute “bipartisan” sui politici nazionali) sino a condurlo ad un suggestivo epilogo “a sorpresa”. L’interrogativo finale sorgeva, come suol dirsi, spontaneo: per quale motivo esseri provenienti da altri mondi rapiscono gli umani per condurre su di essi degli esperimenti?
«Dai dati raccolti e dalle esperienze acquisite – ha ipotizzato l’ufologo – sento di dover escludere i quasi innocui “motivi di studio”. Ritengo che l’alieno sia assimilabile a colui che dalla religione e nell’immaginario collettivo da sempre viene identificato col “demonio”, ossia un’entità che mira ad impossessarsi della nostra anima e della nostra essenza. Accenno solo ad alcuni particolari abbastanza eloquenti che affiorano dai ricordi subliminali dei soggetti sottoposti ad ipnosi regressiva. I rapiti ricordano che gli alieni vanno a depositare i frammenti di tessuto umano all’interno di contenitori allocati su degli scaffali adiacenti al lettino operatorio. Le donne, inoltre, subirebbero dei veri e propri interventi ginecologici perché nelle loro testimonianze si abbandonano ad espressioni che rimandano alla gravidanza ed all’area genitale femminile (la registrazione audio di una di queste ipnosi “femminili” è stata fatta ascoltare al pubblico di Riposto, ndr). Ecco, allora, una prima ipotesi: attraverso l’“abduction” gli alieni conducono esperimenti genetici finalizzati a perpetuare le loro specie, magari tentando di realizzare un ibrido “uomo-Et”.
«Ma sapete – ha proseguito Malanga - quali sono le sedute di ipnosi regressiva più strabilianti? Quelle in cui soggetti, anche con un bassissimo grado d’istruzione, pronunciano nomi, parole ed intere frasi nei linguaggi delle antiche civiltà, tra cui quella egizia: evidentemente, durante il rapimento, alieno ed umano hanno discusso in quel modo e di quelle cose! E’ proprio qui che l“abduction”, nonostante la sua negatività, ci rivela un aspetto positivo ed, anzi, esaltante: l’uomo ha una “parte animica”, ossia una “coscienza”, che va oltre il materiale e che sopravvive al corpo in quanto conserva informazioni provenienti da altre vite e da altre ere; e l’alieno vuole catturarla. Siamo, in pratica, come il computer da cui, com’è noto, non è possibile rimuovere i dati che sono passati dal suo hard disk, anche se temporaneamente li cancelliamo spostandoli nel “cestino”. Pertanto, gli esseri umani abbiamo immense potenzialità, solo che noi non ne siamo consapevoli, mentre gli abitatori di altri mondi sì. Questa “parte animica” significa che Dio è in noi; la Chiesa cattolica, dunque, è un’inutile sovrastruttura in quanto l’uomo non ha bisogno di essa e della sua intermediazione».
Cos’altro dire? Che le linee di confine tra realtà, fantascienza, spiritualità e mistero sono pressoché impercettibili…
www.centroufologicosiciliano.info
RODOLFO AMODEO
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