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13 Giugno 2009
Il pianista Alessandro Di Marco “conquista” la Grecia
Il giovane musicista di Giardini Naxos, oggi residente a Francavilla di Sicilia, si riconferma degno “figlio d’arte” nonché erede di una dinastia di professionisti delle sette note
Nella terra di Omero si era già esibito in concerti che avevano rivelato il suo straordinario talento musicale, ma stavolta la Grecia ha riservato grandi onori al giovane pianista di Giardini Naxos Alessandro Di Marco, il quale nei giorni scorsi ha avuto un ruolo di grande rilevanza al prestigioso Concorso Pianistico Nazionale di Atene, svoltosi nell’ambito delle manifestazioni “CH.O.N.” (Chorodia Orchestra Neon). Di Marco è stato chiamato a far parte della commissione esaminatrice di tale concorso ed, in considerazione della sua notevole perizia in materia, gli è stato attribuito l’esclusivo diritto di voto. Gli organizzatori hanno approfittato della sua presenza per fargli tenere anche una “master class” in pianoforte ed un concerto cui hanno assistito, tra gli altri, il Presidente del Parlamento greco ed il Ministro della Cultura. Sempre in Grecia, peraltro, Alessandro Di Marco era stato tempo addietro finalista al prestigioso concorso internazionale “Seiler Competition”, svoltosi a Rethymno.
Tra gli altri riconoscimenti da lui conseguiti in questi dodici anni di intensa attività pianistica (il suo primo concerto l’ha tenuto ad appena nove anni) figurano anche i primi premi al concorso nazionale “Fondazione Antonio Trombone” di Palermo ed il primo premio assoluto per due anni consecutivi (2006 e 2007) al Concorso Pianistico Nazionale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
Per gli importanti traguardi così brillantemente raggiunti, oltre al diretto interessato si mostrano orgogliosi anche la mamma Maria Grazia, la sorella Gilda e, soprattutto, il papà Salvatore Di Marco, pure lui noto pianista nonché direttore d’orchestra e compositore.
In questi anni, il maestro Di Marco ha fornito al figlio il prezioso supporto della sua competenza inculcandogli, altresì, un approccio innovativo e dinamico all’arte delle sette note affinché quest’ultima non rimanga fine a se stessa e fuoriesca dai soliti schemi in cui sino ad oggi è stata inquadrata dagli operatori del settore.
E tali “stimoli” hanno trovato terreno fertile in quanto Alessandro è quel che si dice una “personalità poliedrica” animata da una notevole curiosità intellettuale: sin dall’infanzia si è interessato agli studi storico-archeologici, ha prodotto dei pregevoli dipinti (tra cui ritratti dei grandi compositori del passato) ed attualmente frequenta anche la Facoltà di Giurisprudenza presso l’ateneo catanese.
«La musica – sostiene convintamente Alessandro Di Marco – risente dei contesti socioculturali da cui proviene. Pertanto, conoscere la storia, le trasformazioni sociali ed i movimenti di pensiero affermatisi nelle varie epoche consente a noi interpreti di offrire al pubblico dei concerti un prodotto "vivo" attraverso esecuzioni consapevoli del "background" che sta dietro ad ogni spartito».
Ma ad instillare nel suo Dna il “gene” della Musa Euterpe ha sicuramente contribuito anche la famiglia francavillese della mamma Maria Grazia Greco, erede di una dinastia di musicisti professionisti d’alto rango che ha annoverato maestri di cappella, organisti di chiese, esecutori di strumenti a fiato ed a tastiera, insegnanti di pianoforte e persino l’autore (Sebastiano Greco) di un trattato per tromba. Il capostipite fu Fedele Greco, proveniente dal Comune etneo di Riposto e trapiantatosi a Francavilla di Sicilia nella prima metà dell’800. Ma si ricordano anche Sebastiano Greco Ragno, ricercatissimo solista di flicornino così come il vivente figlio Filippo Greco Malatino (nonno materno di Alessandro), il maestro Orazio Greco (compositore, pianista ed organista) ed i figli di quest’ultimo, Gregorio ed Ottavio Greco Ditani. Le esponenti del gentil sesso Filippina ed Antonia Greco insegnarono a loro volta il pianoforte a diverse generazioni di ragazze francavillesi di buona famiglia.
Oggi questo giovane discendente dei Greco riscuote successo tra i… greci: probabilmente un... segno del destino.
RODOLFO AMODEO
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