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01 Agosto 2009

Un pianeta battezzato… Battiato

Il grande musicista ed intellettuale siciliano ha trascorso una serata a Riposto, suo paese natale, in occasione della conferenza sull’asteroide scoperto nel 1997 ed a cui è stato dato il suo nome

     L’insigne cantautore, musicista e regista di Riposto, Franco Battiato, pur essendo “vivo e vegeto”, si è già conquistato un posto nel… firmamento, non solo artistico, ma “reale”. Dal 2003, infatti, un piccolo pianeta del sistema solare, scoperto l’8 febbraio del 1997, porta il suo nome. Erano solo gli addetti ai lavori, ossia astronomi ed astrofili, a saperlo, ma da sabato scorso l’esistenza del “pianetino Battiato” è stata finalmente ufficializzata nello stesso paese natale del celebre personaggio con un’apposita convention alla presenza dell’autore di “Centro di gravità permanente”, “Cuccuruccucù”, “La cura” ed altri immortali successi della musica italiana.

     Ad organizzare l’evento, svoltosi nell’elegante cornice del Parco delle Kenzie e condotto da Anna Pavone, il Gruppo Astrofilo Jonico-Etneo guidato dal presidente Salvo Santoro. L’iniziativa s’inseriva nel contesto dell’Anno Internazionale dell’Astronomia, individuato nel corrente 2009 in quanto quattrocento anni prima (1609) Galileo Galilei cominciava a scrutare la volta celeste.

     La gradevole serata si è avvalsa dell’alta tecnologia e delle straordinarie opportunità di comunicazione offerte da Internet, attraverso collegamenti via Skype con Piero Sicoli e Francesco Manca, i due astrofili che da Sormano (Como) hanno raccontato della loro scoperta dell’asteroide intitolato a Battiato; ma è stato anche possibile vedere le immagini del pianetino grazie al sito web della società “SkyLive” avente sede a Pedara (CT) ed operante tramite una serie di sofisticatissimi telescopi installati sia sull’Etna che in Australia; in rappresentanza della struttura, autentico fiore all’occhiello dell’astronomia italiana (di essa si è avvalso addirittura Jovanotti per mostrare in tempo reale le immagini della luna e degli altri pianeti durante i suoi concerti), è intervenuto il presidente Ivan Bellia. Non poteva mancare un contributo altamente scientifico, quale quello del prof. Carlo Blanco, dell’Istituto di Astrofisica dell’Università di Catania, il quale, sforzandosi di essere divulgativo, ha tenuto una “lectio magistralis” sui corpi minori (satelliti, asteroidi, comete, ecc.) presenti nel sistema solare.

     Nel corso dei lavori è stato sottolineato come solo pochi “benemeriti” dell’arte, della cultura e della scienza, selezionati da un’apposita Commissione internazionale, abbiano il privilegio di “avere” corpi astrali recanti i loro nomi: in Italia ciò è capitato ad Alessandro Volta, a Cesare Beccaria, al “leggendario” Lucio Battisti e, adesso, a questo “genio” siciliano della musica contemporanea quale è universalmente considerato il maestro Battiato.

     Quest’ultimo, seduto in platea con accanto il primo cittadino ripostese Melo Spitaleri, ha seguito tutto con la massima attenzione per poi concludere la serata con il suo attesissimo intervento. Inevitabili i riferimenti alla sua produzione discografica degli Anni Ottanta ed, in particolare, a “Mondi lontanissimi”, una sorta di “concept album” incentrato proprio su tematiche cosmiche e spaziali (vi facevano parte brani come “Via Lattea” e “No time no space”).

     «L’astronomia – ha tenuto a sottolineare Battiato – da oltre vent’anni (proprio a quando risale “Mondi lontanissimi”) rientra tra i miei molteplici interessi. Anch’io, assieme ad altri amici, mi sono ritrovato a scrutare il cielo con dei più o meno rudimentali telescopi, affascinato dal grande mistero dell’Universo. Ho grande ammirazione per gli astronomi e gli scienziati in genere (purtroppo in Italia non ci sono mezze misure perché si passa da loro ai “trogloditi” della Lega…), ma mi ritengo più un mistico. L’ideale sarebbe un confronto aperto e senza preconcetti tra le due categorie; di recente, tra l’altro, la stessa scienza ha ammesso l’esistenza di altre dimensioni che non appartengono all’esperienza maturata fin qui dall’uomo: si potrebbero scoprire tante cose nuove ed avvicinarsi sempre più alla verità». Una contaminazione tra scienza e spiritualità – aggiungiamo noi – da cui potrebbero scaturire interessanti risultati e, magari, nuove “verità”, così come con le “famose” contaminazioni musicali sperimentate proprio da Battiato e che hanno permesso ai nostrani consumatori di pop di allargare i loro orizzonti, i loro gusti ed il loro orecchio a scale e ritmiche appartenenti ad altre culture e civiltà profondamente distanti e diverse da quelle occidentali.

     Il discorso è, quindi, scivolato sui suoni dell’Universo, sugli universi paralleli e sulla fisica quantica, argomenti che hanno trovato l’“enciclopedico” artista-intellettuale estremamente aggiornato ed in grado di interloquire disinvoltamente, sia pur “a volo d’uccello”, con i “dotti” astronomi ed astrofili che aveva di fronte.

     Infine la consegna delle targhe di rito ad ospiti ed organizzatori. A Battiato ne è stata consegnata una dal vicepresidente della Provincia Regionale di Catania, Nello Catalano. Ma il Maestro ha portato a casa, ben incorniciata, anche una sua foto degli anni giovanili, quando militava in una squadra di Calcio ripostese, espressione del quartiere “Scariceddu”, rinvenuta da un amico d’infanzia.

     www.skylive.it

     www.battiato.it 

     RODOLFO AMODEO

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