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22 Aprile 2006

L'eroico brigadiere Antonio Mancini

Il generoso carabiniere venuto dal Lazio traccia un bilancio della sua carriera al servizio della Benemerita, svolta in gran parte a Francavilla di Sicilia

     Dopo trentacinque anni di onorato servizio è andato in pensione il brigadiere capo Antonio Mancini, nato a Maenza (Latina) cinquantacinque anni fa e con alle spalle esaltanti esperienze professionali maturate nei Comuni siciliani di Novara, Mandanici e Francavilla.

     Per la stampa locale Mancini ha rappresentato un “amico” a tutti gli effetti in quanto ha sempre intrattenuto con i cronisti rapporti cordiali ed all’insegna della massima correttezza. Spesso, infatti, ci siamo rivolti a lui per saperne di più su indiscrezioni riguardanti fatti di cronaca nera, ed il brigadiere Mancini, senza mostrarsi per nulla infastidito, ci comunicava tutto quanto fosse possibile divulgare sugli organi d’informazione senza che la Benemerita e le indagini in corso potessero averne nocumento. Un modello, dunque, di umanità, signorilità, correttezza professionale ed attaccamento all’Arma che, alcuni anni fa, si è anche meritato una nota di encomio da parte dell’Amministrazione comunale francavillese allora guidata dal sindaco Salvatore Puglisi.

     Della sua intensa carriera, Antonio Mancini ricorda, in particolare, gli interventi in occasione dell’alluvione che colpì i Comuni di Novara di Sicilia e Fondachelli Fantina e la famosa rapina al Banco di Sicilia di Francavilla del 24 marzo 1976, la cui cronaca venne riportata persino nei telegiornali della Rai con tanto di servizio filmato.

     «La rapina in banca - dichiara Mancini - era a quel tempo una notizia eccezionale, al punto da meritarsi l’inserimento in un Tg nazionale di prima serata. Ma nel prosieguo della mia carriera mi sono trovato ad avere a che fare con forme di crimine più subdole e “raffinate”, che insieme agli altri colleghi e comandanti della Stazione CC di Francavilla ho sempre tentato di affrontare al meglio. Ho, inoltre, interpretato il ruolo del carabiniere non solo in senso repressivo, ma anche come servizio in favore di soggetti deboli e disagiati. Tempo addietro, ad esempio, vidi una vettura che attraversava il centro abitato francavillese a velocità smodata; partii al suo inseguimento, ma una volta raggiuntala c’era ben poco da denunciare e sanzionare: a bordo, infatti, vi erano dei genitori alla disperata ricerca di un ospedale per dare soccorso al loro bambino, di appena due anni, in preda a convulsioni; m’impegnai, dunque, al massimo per dare sollievo a quella piccola creatura sofferente mentre la trasportavo alla locale Guardia Medica, dove il caso è stato risolto. Adesso - conclude il carabiniere “dal volto umano” - voglio godermi la pensione, senza tuttavia rinunciare all’impegno sociale nell’ambito di una comunità, quella di Francavilla di Sicilia, che mi ha accolto con affetto e che considero ormai la mia vera patria».

     Ed a riprova del suo attaccamento alla località in cui ha prestato servizio per oltre un trentennio, il brigadiere Mancini ha accettato di guidare, in veste di presidente, l’associazione “Santissimo Crocifisso”, un sodalizio di recente costituzione che si prefigge di riportare in auge alcune gloriose tradizioni della cittadina alcantariana legate soprattutto alla fede popolare.

      RODOLFO AMODEO

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Commenti Commenti

Commenti presenti: 1

  1. Num: 1 -- 20 Ago 2011 - 12:25,30
    Sonya ha scritto...
    Altro che se non mi ricordo del Signor Mancini!!!!! Ha fatto parte della mia adolescienza a Francavilla. Spero che tutto le vada bene con affetto Sonya Grifo' da Sydney.
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