Dettaglio notizie

Dettaglio notizie


Sei in: Home Page  News   Intervista a gianni bella

Visite: 1216 Commenti: 0
Vota Vota
Bookmark and Share  |  Stampa questa pagina Stampa  |  Vai all'Archivio News Archivio

<- Record precedente Record successivo ->

30 Settembre 2006

Intervista a Gianni Bella

Il noto cantautore e musicista catanese ha sposato la causa del progetto “La Casa del Domani”, promosso dall’associazione “Penelope” per trasformare l’ex stazione ferroviaria di Graniti in “fattoria" per bambini disabili

     Dopo Carmen Consoli e Mario Venuti, altri due “big” dello spettacolo siciliano hanno sposato la causa del progetto “La Casa del Domani” varato dall’associazione “Penelope” di Taormina per realizzare nell’ex stazione ferroviaria di Graniti una fattoria di “pet therapy” per bambini con gravi difficoltà psicomotorie ed un’annessa casa-vacanze per famiglie con minori in difficoltà, che non sempre trovano ambienti ideali nelle “blasonate” strutture ricettive dei vicini centri turistici di Taormina e Giardini Naxos. Domenica scorsa, infatti, Gianni Bella ed il cabarettista Giuseppe Castiglia hanno fatto da “testimonial” all’iniziativa intervenendo personalmente alla serata di sensibilizzazione promossa dal sodalizio di volontariato guidato dal presidente Giuseppe Bucalo.

     «Per realizzare questo “sogno” unico in Sicilia - ha dichiarato Bucalo introducendo la kermesse condotta da Angela Maria Vecchio sul palco allestito nello slargo antistante l’ex stazione ferroviaria granitese - servono cinquecentomila euro. Noi ci sforziamo di raccogliere qualcosa ogni giorno, puntando anche sulla disponibilità di amici artisti di fama nazionale ed internazionale come la Consoli, Venuti e, stasera, Gianni Bella e Giuseppe Castiglia».

     Il sindaco di Graniti, Marcello D’Amore, ha aggiunto che la sua municipalità, grazie agli “stimoli” giunti dall’associazione “Penelope”, è stata la prima, in tutta la Valle dell’Alcantara, a dare l’esempio di come restituire la pubblica utilità ad un “ramo secco” che l’Ente Ferrovie, a quanto pare, non intende più riattivare.

     Prima che i riflettori si accendessero, abbiamo raccolto la testimonianza di Gianni Bella, fino a qualche decennio fa popolare cantautore catanese, oggi nel “gotha” degli autori italiani essendo entrato nelle grazie e nell’amicizia di personaggi del calibro di Mogol ed Adriano Celentano.

- Gianni, com’è nato il tuo rapporto con l’associazione “Penelope”?
«Tramite mia figlia ed Internet: in pratica, a seguito di una e-mail che lei ha scaricato e nella quale l’associazione mi chiedeva di fare da testimonial al progetto “La Casa del Domani”. Ho prontamente accolto tale richiesta perché da sempre sono sensibile alle iniziative di beneficenza, specie in favore dei bambini. Non a caso sono tra i fondatori della Nazionale dei Cantanti insieme a Mogol ed a Gianni Morandi».

- Hai, quindi, avuto modo di visionare dettagliatamente il progetto “La Casa del Domani”…
«Certamente: ho letto tutto quello che c’era da leggere sull’argomento ed ho capito che si tratta di un’iniziativa all’insegna della concretezza perché c’è già una struttura materiale in grado di ospitarla, ossia il casello ferroviario di Graniti. E proprio per questa “concretezza” che la connota ho deciso di sostenerne la causa».

- Ma in cosa consisterà realmente il tuo apporto di beneficenza?
«Purtroppo, stasera posso solo proporre due canzoni su base registrata, ma cantando dal vivo. Mi auguro che la notizia delle presenze qui del sottoscritto e di Giuseppe (Castiglia, ndr) possa attirare un numero di persone tale da affollare anche gli stand gastronomici e commerciali predisposti dall’associazione “Penelope” per realizzare un certo incasso da devolvere all’iniziativa. Il fatto è che, soprattutto per fare beneficenza, occorre pensare “all’ingrande”. Non lo dico per megalomania, ma sulla scorta dell’esperienza maturata con la Nazionale dei Cantanti: abbiamo iniziato organizzando partite in cui i costi superavano gli incassi in quanto venivano disputate nei campi sportivi di piccoli centri del Nord Italia; dall’alto della sua “saggezza”, l’amico Giulio Rapetti, in arte Mogol, ci spronò quindi a dare vita a dei “grandi eventi” di una certa risonanza, ossia incontri da disputare nei mega-stadi, come l’“Olimpico” a Roma o “San Siro” a Milano, in grado di attirare spettatori da ogni parte d’Italia; solo così riuscimmo a fare realmente beneficenza. Pertanto, mi auguro che l’associazione “Penelope” possa, ad esempio, organizzare quanto prima un grande “happening” musicale ben pubblicizzato e con artisti del panorama nazionale in maniera tale da realizzare un cospicuo incasso attraverso la vendita dei biglietti: per quanto mi riguarda, assicuro sin da ora la mia presenza».

- Passando ad altri argomenti, ma rimanendo “in zona”, la tua “catanesità” ti avrà certamente dato modo, soprattutto negli spensierati anni giovanili, di frequentare qualche angolo della Valle dell’Alcantara, ossia la porzione di Sicilia in cui ti trovi stasera…
«Ricordo che, in estate, da Catania mi spingevo sino alla foce del vostro fiume Alcantara per fare i bagni, quindi sulle spiagge tra Calatabiano e Giardini Naxos, a pochi chilometri da dove ci troviamo stasera. Adesso, parafrasando la canzone che scrissi parecchi anni fa e che portò al successo mia sorella Marcella, vorrei che tra queste “montagne verdi” che fanno da cintura alla Valle dell’Alcantara tornasse a passare un romantico trenino o che, almeno, le relative stazioni in disuso venissero impiegate in qualcosa di positivo e di socialmente utile, come si prefigge per l’appunto l’iniziativa per la quale sono qui questa sera».

- Dopo una lunga gavetta iniziata nel nostro profondo Sud e condotta all’insegna della tenacia, della professionalità e dell’umiltà, oggi sono in tanti a considerarti l’autore più gettonato del panorama pop italiano alla luce dei milioni di Cd che, con le tue canzoni, hai fatto vendere alle recenti uscite discografiche di Celentano. Sicuramente hai riportato in auge il “Gran Mogol”, che dopo il “divorzio” dal compianto Battisti ha collaborato con svariate altre “firme”, mentre in te sembra abbia trovato adesso il partner ideale, grazie anche al “potente” traino del carismatico Molleggiato. Quale è la “ricetta” di questo successo?
«Il segreto del “Progetto Celentano” sta soprattutto nell’affiatamento tra il sottoscritto, Mogol ed Adriano. A parte la profonda amicizia che ci lega, abbiamo evidentemente tutti e tre la stessa sensibilità artistica dettata unicamente dal nostro istinto, senza tante artificiosità e senza l’ossessione di dover seguire a tutti i costi le mode. Ve lo dice uno che, in tempi non sospetti, è cresciuto a pane e… black-music, ma che tuttavia si è sempre sforzato di conciliare i ritmi e le sonorità di quest’ultima col gusto del pubblico italiano. Devo dire che il team “Celentano-Mogol-Bella” ha messo in crisi tanti operatori del settore, che prima dei nostri risultati gioivano per le cinquantamila copie vendute, al punto da assegnare al relativo artista “dischi d’oro” e non so quali altri riconoscimenti di… metallo pregiato. Oggi abbiamo fatto capire che il cantante italiano di copie può anche arrivare a venderne cinque milioni. Alla faccia della tanto evocata crisi del mercato discografico!… ».

- Poc’anzi, nel back-stage, gli amministratori comunali di Graniti hanno sondato la tua disponibilità a tenere un concerto nel loro Comune, magari per l’estate prossima. Ma mi par di capire che tu ai concerti non tieni molto…
«Nella vostra zona ne ho tenuto uno qualche sera fa nel Comune di Piedimonte Etneo ed ha riscontrato un buon successo in quanto la scaletta era abbastanza “accattivante” avendo compreso le mie più popolari “hit” degli Anni ’70-80 (“Non si può morire dentro”, “Più ci penso”, “No”, “Dolce uragano”, ecc.) ed i brani da me recentemente scritti per Celentano (“L’emozione non ha voce”, “L’arcobaleno”, ecc.). Comunque, mi ritengo abbastanza appagato in tutti i sensi dalla mia attività di autore e quindi, malgrado il calore che mi giunge dalle platee ogni volta che mi esibisco, non mi preoccupo più di tanto di andare in concerto. Forse smetterò definitivamente di propormi al pubblico, anche perché gli impresari non sempre tengono fede agli impegni presi con l’artista, il quale deve pur pagare i musicisti ed i tecnici che lo accompagnano, che non vivono certo di “gloria”. Molto meglio trascorrere una serata all’insegna dell’impegno sociale come questa con l’associazione “Penelope” qui a Graniti».

     www.giannibella.it

     www.associazionepenelope.it 

      RODOLFO AMODEO

Immagini allegate  Immagini allegate


Commenti Commenti

Commenti presenti: 0

  Aggiungi commento