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20 Maggio 2006
Addio a Luca Puglia, il "grande vecchio" dell'Alcantara
Fu sindaco di Motta Camastra ed antesignano delle odierne strutture di sviluppo comprensoriali; ma anche scrittore e protagonista della "dolce vita" taorminese
E’ venuto a mancare, all’età di 84 anni, il “grande vecchio” della politica alcantariana: Luca Puglia, ex sindaco di Motta Camastra nonché fondatore dello “storico” Consorzio di Bonifica Montana “Valle dell’Alcantara”, antesignano dei tanti enti comprensoriali e strutture di sviluppo (Unioni dei Comuni, Patti territoriali, Pit, Gal, Prusst, ecc.) di cui oggi sovrabbonda (forse un po’ eccessivamente…) la geografia istituzionale dei nostri territori.
A Puglia, militante nelle fila della “gloriosa” Democrazia Cristiana, è da ascrivere l’indubbio merito di essere stato il primo, quasi mezzo secolo fa, a fiutare l’importanza e l’efficacia di una politica locale condotta oltre i confini del proprio “campanile”, ossia in una continua ricerca di dialogo e collaborazione tra municipalità diverse, ma ricadenti nello stesso ambito territoriale e, come tali, accomunate da esigenze e problematiche affini da poter meglio affrontare in forma consortile anziché individuale.
Un’altra sua formidabile intuizione fu la potenzialità turistica delle Gole dell’Alcantara, l’angolo naturalistico ubicato nel territorio mottese grazie al quale la Valle è assurta a notorietà internazionale. Fu Luca Puglia, mentre era sindaco di Motta Camastra, a disporre la realizzazione della scala comunale di accesso al sito dopo aver preso cognizione degli interessantissimi esiti di uno studio geologico che, poco tempo prima, aveva affidato a dei ricercatori d’Oltralpe; così, successivamente, un imprenditore privato trovò la strada spianata per creare sul posto l’attrezzata struttura ricettiva che tutti conosciamo.
Malgrado la veneranda età, Luca Puglia ha iniziato a dare i primi segni di vero cedimento fisico nell’inverno appena trascorso, quando i sopravvenuti gravi acciacchi lo hanno costretto ad allentare la morsa dalla battaglia da lui convintamente ingaggiata per convincere politici nazionali e regionali, attraverso l’apposito Comitato da lui guidato, ad autorizzare la riapertura del Casinò di Taormina.
E già: perché malgrado provenisse dal piccolo centro alcantariano di Motta Camastra (dove le sue ceneri sono state tumulate mercoledì scorso), Luca è stato sempre intimamente legato alla capitale siciliana del turismo, forse proprio per quella sua tendenza alla “sprovincializzazione” dell’attività politica che lo portava ad allacciare continuamente rapporti con colleghi amministratori e semplici cittadini di ogni dove. Così, della celebrata “mondanità taorminese” degli Anni Cinquanta fu uno degli indiscussi protagonisti, arrivando a conquistarsi la fama di impenitente “playboy”. Ma quelle distrazioni mondane seppe sempre gestirle con intelligenza ed oculatezza, perché non sottrassero mai nulla alle sue qualità di brillante amministratore che sino ad oggi, pur avanti negli anni e tiratosi fuori dalla gestione della cosa pubblica, rimaneva punto di riferimento per le nuove generazioni di politici.
Lo chiamavamo “Avvocato”, ma credo che, incalzato dai sempre più intensi impegni politici, per solo qualche esame non sia mai approdato alla laurea; tuttavia, nulla aveva da invidiare (anzi tutt’altro) ai vari “avvocaticchi” e “giureconsulti” nostrani per la straordinaria competenza che poteva vantare in materia giuridica; non a caso - ripetiamo - il frequentato hotel di Castelmola che ha preso in gestione una volta abbandonato l’agone politico, è stato meta, sino a qualche mese fa, di “pellegrinaggi” di amministratori di tutto il comprensorio jonico alla ricerca della “dritta” giusta per rendere inoppugnabile una delibera o per istruire in maniera concludente una pratica di finanziamento. E sul piano più squisitamente politico, non può sottacersi il decisivo ruolo avuto spesso da Puglia nell’imbastire alleanze, mediazioni e raccordi tra personaggi locali ed eminenti personalità della politica siciliana della cui amicizia poteva fregiarsi.
La sua morte ci lascia la sua intelligenza “viva”, capace di affacciarsi ad ambiti diversi dalla politica: Luca Puglia si è, infatti, cimentato anche nel settore letterario pubblicando dei gradevoli racconti autobiografici sul periodico “Noi dell’Alcantara” e qualche apprezzato romanzo. “Figlio di puttana” sarebbe stato l’intrigante titolo del prossimo suo corposo volume, di cui rimangono le bozze dattiloscritte che potrebbero sfociare in un’interessante pubblicazione postuma editabile dagli eredi, dalle municipalità che hanno avuto l’onore di averlo cittadino (Motta Camastra, Castelmola e Taormina) nonché dai tanti amici che hanno avuto la fortuna di incontrarlo sulla propria strada.
RODOLFO AMODEO
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