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29 Aprile 2006

Arturo Ferrara: la grande "voce" di Francavilla di Sicilia

Giardini Naxos, dove il tenore trascorse l'ultimo scorcio della sua esistenza, gli ha dedicato una serata d'onore. Storia di una brillante carriera prematuramente stroncata dagli eventi bellici

     Di Francavilla di Sicilia, che gli diede i natali nel 1900, è sicuramente il cittadino illustre per eccellenza: prestigiosi teatri di ogni parte del mondo si sono contesi i suoi virtuosismi vocali che, rifacendoci ai giudizi della critica specializzata, “si caratterizzavano per tonalità virili nelle note basse, soave delicatezza nelle tonalità di mezzo, limpidezza e colore negli slanci lirici oltre che per la straordinaria nitidezza nella dizione”.

     Per questo suo canto romantico, raffinato e struggente apprezzato in tutto il pianeta, la nobile figura del tenore Arturo Ferrara è stata solennemente celebrata, a ventitré anni dalla morte, al cineteatro comunale “Rosina Anselmi” di Giardini Naxos, località in cui l’artista francavillese ha trascorso l’ultimo scorcio di vita e dove spirò nel 1983. Dell’evento si è fatto promotore Bruno Di Bernardo, noto operatore culturale naxiota da sempre sensibile al mondo del bel canto, il quale, per l’occasione, ha dato il meglio di sé nelle vesti di colto e garbato presentatore. Grazie ai sofisticati software informatici applicati allo spettacolo (videoproiezioni, presentazioni in “Power Point”, ecc.), le immagini e la voce del tenore Ferrara sono state proposte ad un folto ed attento uditorio che, anche attraverso i sapienti interventi descrittivi del conduttore Di Bernardo, ha potuto meglio conoscere ed apprezzare un personaggio di cui la Valle dell’Alcantara, la terra di Sicilia e l’Italia tutta dovrebbero andare orgogliose.

     Purtroppo, Ferrara concluse prematuramente la sua carriera a soli 38 anni in quanto lo scoppio della seconda guerra mondiale lo costrinse a far ritorno nella sua Francavilla, dove si adattò a vivere con grande dignità, come un cittadino qualunque. L’evento bellico, infatti, stroncò la fitta rete di rapporti e di opportunità che, una volta portati a buon fine, avrebbero senz’altro consentito al grande cantante lirico francavillese di raggiungere la notorietà di Enrico Caruso o di Beniamino Gigli.

     Tra le sue frequentazioni illustri, tutte affascinate dalle non comuni doti vocali ed interpretative dell’artista siciliano, si annoveravano, infatti, personalità quali il maestro Giuseppe Mulè (autore del famoso “Largo”), i grandi compositori Pietro Mascagni (autore della “Cavalleria rusticana”) ed Ottorino Respighi e gli insigni letterati Luigi Pirandello e Filippo Tommaso Marinetti.

     Il giovanissimo Ferrara venne a contatto con loro a cavallo tra le due guerre soprattutto a Milano, una città che con le sue occasioni mondane avrebbe potuto agevolare il suo ingresso nel facile “show-business”, ma il promettente tenore preferì tenere sempre i piedi bene a terra e la coscienza alta puntando solo ed esclusivamente sulle proprie forze anziché sui compromessi (vedi matrimoni d’interesse ed altre speculazioni) imboccati come “scorciatoie” dai mediocri arrampicatori bramosi di successo ad ogni costo.

     «Quando studiavo a Milano - rivelò Ferrara al compianto giornalista Giuseppe Di Bernardo in un’intervista rilasciata qualche anno prima di morire - erano tempi duri e di crisi economica, e più volte ero tentato di smettere e tornare a Francavilla. Ma resistetti pensando soprattutto a mia madre, già vedova, che mi manteneva agli studi. Quando giunsero le prime scritture ed i primi modesti compensi tenevo per me lo stretto indispensabile e spedivo il resto a casa».

     Arturo Ferrara debuttò ventitreenne al teatro “Alambra” di Taranto nel ruolo di Cavaradossi, protagonista della “Tosca”. Fecero seguito quindici anni densi di esaltanti successi riportati, oltre che nei teatri lirici italiani, anche in Giappone, Cina, Jugoslavia ed Egitto.

     Da “record” il repertorio che il tenore siciliano poteva vantare rispetto agli altri colleghi: ben 89 opere che andavano oltre le consuete “Boheme”, “La Traviata” e “Rigoletto”.

     Un’altra sua peculiarità era costituita dall’imponente statura (un metro ed 87 di altezza), che al giorno d’oggi l’avrebbe reso congeniale ai mass media ed alla cosiddetta “civiltà dell’immagine”, ma che al suo tempo finì con l’attirargli qualche “antipatia” in quanto non tutte le prime donne soprano accettavano di buon grado di apparire sulla scena molto più basse di lui. Non a caso, ad un certo punto della sua breve, ma intensa, carriera, Arturo Ferrara preferì esprimersi solo con la sua formidabile voce, e non anche con il fisico maestoso ed altamente comunicativo, nei programmi radiofonici della Rai (allora “E.I.A.R.”), che gli formulò, tra l’altro, il prestigioso invito a tenere il gran concerto inaugurale della sede palermitana. Ed a tutt’oggi l’emittente radiofonica di Stato inserisce nei suoi palinsesti riservati al melodramma le arie a suo tempo incise dal tenore di Francavilla nei vecchi “78 giri”, recuperati e rimasterizzati con l’ausilio della tecnologia digitale.

     Alla serata d’onore giardinese hanno presenziato i figli del grande tenore Rita e Giuseppe Ferrara, quest’ultimo stimato medico, e l’omonimo nipote. L’Amministrazione comunale di Giardini Naxos, per mano del vicesindaco Nello Lo Turco, ha consegnato loro una targa alla memoria.

     Il paese natio Francavilla di Sicilia intitolerà, invece, al figlio illustre il cineteatro comunale di Piazza Pirandello, in procinto di riaprire i battenti una volta ultimati i lavori di ristrutturazione.

     RODOLFO AMODEO

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Commenti Commenti

Commenti presenti: 1

  1. Num: 1 -- 09 Mag 2010 - 18:58,05
    Salvo Rosta ha scritto...
    Ho apprezzato molto le note biografiche sul tenore Arturo Ferrara che ho avuto l'onore di conoscere in casa dei miei nonni (Salvatore Rosta e Tina Sgroj) quando ero bambino. Allora (anni '50) non era infrequente passare le serate nei salotti, in famiglia. Manco da Francavilla da moltissimi anni, ma sono rimasto legatissimo alla mia valle dell'Alcantara. Un piccolo appunto, nella biografia di Arturo Ferrara su Wikipedia c'è evidentemente una inesattezza ("Debuttò quarantenne ...), è un vero peccato. Cordialmente Salvo Rosta P.S. Forse i nostri papà sono stati colleghi alle scuole elementari di Francavilla ?
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