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02 Febbraio 2008

Graniti, i cento anni dello “storico” frantoio Brunetto

Ha tagliato il traguardo del secolo di vita una delle “colonne” dell’agricoltura della Valle dell’Alcantara, punto di riferimento per intere generazioni di olivicoltori

     L’anno da poco iniziato segna per la Valle dell’Alcantara, ed in particolare per il Comune di Graniti, un’importante ricorrenza: il secolo di vita del frantoio della famiglia Brunetto. Nel lontano 1908 Francesco Brunetto (nel riquadro in foto), nonno dell’attuale titolare Nino Brunetto, decideva di cimentarsi nell’impegnativa iniziativa imprenditoriale, che ben presto divenne punto di riferimento per centinaia di agricoltori del comprensorio. L’olivicoltura, infatti, costituisce da sempre un settore trainante dell’economia agricola alcantariana: anche dalle annate con raccolti meno generosi (proprio come quella che ci siamo lasciati alle spalle) si riesce a produrre un olio di eccelsa qualità che oggi, grazie all’impegno di strutture di servizio come la “Soat 13” di Francavilla di Sicilia, qualsiasi produttore locale può agevolmente imbottigliare, etichettare ed immettere sul mercato con ottime probabilità di successo.

     Nino Brunetto, oggi unico superstite della dinastia granitese di frantoiani, ha rilevato l’attività dei suoi predecessori alla morte del padre, ossia quarantotto anni fa; i fratelli (un prete, un avvocato ed una insegnante) si dedicarono in via esclusiva alle rispettive professioni, mentre lui, malgrado l’impiego di pubblico dipendente, ha perpetuato, con impegno ed entusiasmo mai scemati, la gloriosa tradizione familiare.

     «Nonostante la mia età - dichiara il maturo imprenditore - mi commuovo ancora nel vedere sgorgare dalla mia azienda quei “fiumi dorati” che Madre Natura ci permette di estrarre dalla pianta dell’ulivo. Devo dire grazie ai miei avi perché mi hanno consentito di ereditare un’attività che ancora mi appassiona e che, come tale, neanche considero un lavoro: durante i periodi di molitura (dall’inizio dell’autunno sino ad oltre le festività natalizie) mi sveglio all’alba e mi trattengo al frantoio sino a sera inoltrata ma, credetemi, per me è un autentico piacere, anche perché, non essendo sposato, non ho impegni di famiglia».

     E da quell’antico frantoio, ubicato nel cuore del centro storico granitese, di olio ne è sgorgato veramente a fiumi sin da quando, all’inizio del secolo scorso, per far girare le macine venivano impiegati i… muli. Oggi, invece, Nino Brunetto è al passo con le più avanzate tecnologie del settore, pur rifuggendo dai “freddi” sistemi di produzione industriale di massa «proprio - sostiene il titolare - per realizzare un prodotto fatto col cuore».

     In onore del “piccolo grande” imprenditore granitese e della sua centenaria attività, il “Fotoclub” di Giardini Naxos, guidato dal presidente Angelo Savoca, ha organizzato nei giorni scorsi un convegno sull’olio dell’Alcantara cui ha fatto seguito una solenne festa di anniversario che ha consentito a Nino Brunetto di coniugare l’amore per il suo lavoro con quello per la… bellezza femminile: a brindare insieme allo scapolo impenitente di Graniti nella sede giardinese del Fotoclub Naxos sono, infatti, intervenute anche alcune avvenenti fotomodelle tra cui le siciliane Michela Monaco ed Olga Signorello e le rumene Camelia Ionescu ed Eva Savin (da sinistra con Brunetto nella foto). Ma all’evento hanno partecipato pure autorità, giornalisti ed operatori culturali come Mimmo Di Guardo, direttore della Dogana di Giardini Naxos, e Saro Bellinghieri, noto cultore di antichi mestieri impegnato da anni, insieme ad Angelo Savoca, nella riscoperta e nella valorizzazione delle tradizioni locali.

     L’allegra e qualificata comitiva ha, così, potuto degustare la recente produzione olearia scaturita dallo “storico” frantoio di Graniti, con la quale sono state condite gustose pietanze tipiche contadine, come salsiccia arrosto e verdure di campagna; il tutto innaffiato dal generoso vino rosso prodotto anch’esso da Nino Brunetto nei suoi poderi che dal territorio di Graniti si estendono sino alle Gole dell’Alcantara.

     RODOLFO AMODEO

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